Attività e ricerca

 

Programma di attività per il 2016pdf2

 

L’Istituto Salvemini promuove e organizza attività di ricerca, di documentazione e di divulgazione nel campo degli studi di storia contemporanea italiana ed internazionale.

Nato nel 1977 seguendo l’ispirazione di alcuni grandi storici quali Giorgio Spini, Massimo Salvadori e Franco Venturi, nel 1981 assunse l’attuale denominazione e da allora è presieduto dal prof. Valerio Castronovo. Nello stesso anno prese corpo la biblioteca specialistica e iniziarono le acquisizioni archivistiche. Il patrimonio dispone ora di oltre 50.000 volumi e di 3.700 raccolte di periodici, nonché di un archivio sui movimenti politici e sociali in Piemonte nel ‘900, la cui rilevanza è stata riconosciuta dal Ministero dei Beni Culturali.

Nel corso dei decenni è stata promossa un’intensa attività di ricerca che ha alimentato tre collane editoriali e numerose altre pubblicazioni. A partire dal 1992 l’Istituto pubblica, nell’ambito dei suoi studi di storia internazionale, la rivista “Spagna contemporanea. Semestrale di storia, cultura e bibliografia”, espressione dell’ispanismo storiografico italiano. Molto attivo anche nell’ambito della formazione didattica, ha collaborato fin dal 1990 con il Centro Servizi Didattici della Provincia di Torino e organizzato, dal 2011, le “Olimpiadi di Storia” in collaborazione con il Miur e altri enti ed istituzioni scolastiche.

 

Tra le ricerche attualmente in corso segnaliamo:

 

Progetto di ricerca su "L'Italia e il sindacato libero polacco. Storia del Comitato di solidarietà con Solidarność".


L'Istituto Salvemini da tempo ha avviato una serie di ricerche, convegni e pubblicazioni dedicati alla storia dei Paesi dell'Est Europa, attraverso due progetti pluriennali, il primo su "Polonia tra passato e futuro" (2002-2004) e il secondo su "Est Europa. Città che cambiano, culture che mutano" (2007-2009). La ricerca intende porsi in tale solco di indagini e proseguire il progetto avviato con il seminario organizzato a fine 2009 a Torino alla presenza del leader storico del sindacato libero polacco Lech Wałęsa e dei principali protagonisti italiani e polacchi del Comitato Aiuti alla Polonia e del Comitato di Solidarietà con Solidarność. Si tratta di esaminare le concrete iniziative di solidarietà che i sindacati torinesi con la Comunità Polacca di Torino e con gli enti locali e alcune associazioni del volontariato cattolico misero in atto d'intesa con le istanze


Il progetto si svilupperà attraverso:

  • la ricerca presso alcuni archivi di documenti importanti e quasi sempre inediti, utili per la comprensione di un periodo storico complesso, in cui le consuete relazioni internazionali fra sindacati e partiti politici assunsero nuove strade e strategie. Se fin da subito il sindacato e i movimenti di ispirazione cattolica sostennero con iniziative solidali il sindacato polacco di Solidarność, altre realtà sindacali e politiche espressero iniziali riserve che si dissiparono via via che la conoscenza dell’operato di Solidarność si faceva più evidente, soprattutto nel suo ruolo di difesa dei diritti dei lavoratori e dei cittadini. 
  • la ricostruzione del dibattito che l’esperienza di Solidarność innescò all’interno delle istanze politiche e sindacali italiane attraverso un’ampia ricognizione delle fonti giornalistiche disponibili, riportando così alla memoria avvenimenti che sinora non hanno trovato adeguata valorizzazione storiografica, ma che hanno segnato un momento particolarmente intenso di confronto fra le varie centrali sindacali italiane sullo sfondo della politica internazionale delle rispettive aree politiche di riferimento;
  • la raccolta di testimonianze orali di quanti hanno contribuito all’attività del Comitato o ne hanno conservato memoria storica;
  • l'elaborazione e pubblicazione dei risultati della ricerca.

 

Progetto di ricerca sulla storia della Uil in Piemonte (1950-1984)

 

Gli studi sulla storia del movimento operaio e sindacale italiano hanno attraversato diverse stagioni negli ultimi decenni, in buona misura parallele all’ubicazione delle organizzazioni sindacali nella società e nella politica, così, dalle storie “generaliste”, che tendevano ad incentrarsi sull’azione dei gruppi dirigenti dei sindacati nell’ambito della politica e dei partiti politici di riferimento, si passava a una storiografia “operaista” e militante, nella quale il perimetro delle organizzazioni sindacali veniva scavalcato dall’ambito della classe. I limiti della storiografia operaista, insieme alla perdita di protagonismo delle organizzazioni operaie, portavano tuttavia a un suo progressivo declino, mentre dagli anni novanta del secolo scorso si sono affacciati nuovi modelli interpretativi sulla storia del movimento sindacale. In essi, i sindacati diventano protagonisti della loro storia, mentre insieme alle vicende della “diplomazia sindacale” ci sono rilevanti spazi dedicati ad aspetti come l’organizzazione o la contrattazione collettiva, configurando la possibilità di fare una “storia sindacale” delle organizzazioni stesse.

Una “storia sindacale” dei sindacati, quindi, fatta soprattutto attraverso le numerosissime fonti prodotte dalle organizzazioni. Tali modelli, legati anche a una maggior accessibilità alle stesse fonti e a un rinnovato impegno verso il loro utilizzo, hanno portato all’identificazione di percorsi comuni di ricerca, coinvolgendo soprattutto gli studi sulla storia della CISL e della CGIL.

Nel caso della storiografia sulla UIL, invece, sono rimasti ancora lungamente prevalenti gli studi focalizzati sulle  vicende politiche, non di rado legate a un carattere memorialistico e/o biografico dei suoi dirigenti, il cui indubbio interesse lascia comunque aperte molte questioni sulla storia della confederazione. Si tratta di argomenti importanti, non solo per l’approfondimento sulla storia di un’organizzazione sindacale ancora piuttosto sconosciuta dal punto di vista scientifico com’è la UIL, ma anche per completare il quadro del movimento sindacale italiano nell’Italia repubblicana, che altrimenti rischia di essere eccessivamente schiacciato sulle prospettive delle due maggiori confederazioni sindacali. Un esempio rilevante in questo senso è quello dell’impostazione della UIL verso la rappresentanza sindacale nelle aziende nel dopoguerra, il cui carattere piuttosto originale e spesso in controtendenza rispetto alle posizioni della CISL e della UIL, rende il suo approfondimento certamente necessario.

Altrettanto importanti sono gli studi sull’attività e sulla consistenza della UIL in alcune categorie e zone del paese, veri e propri punti nevralgici per la definizione delle dinamiche del movimento sindacale. Naturalmente, il Piemonte costituisce, per la sua struttura industriale e sociale, un punto nodale del movimento operaio e sindacale italiano, ma lo è anche in particolare per la storia della UIL, poiché nella regione si concentrano alcuni settori fondamentali, come il metalmeccanico, ed esperienze di azienda, come la FIAT ma anche l’Olivetti, che hanno segnato la storia delle relazioni industriali italiane e, per quanto riguarda la storia della UIL, hanno concentrato buona parte dei suoi sforzi per costituire l’identità di un’organizzazione sindacale diversa e alternativa alla CGIL e alla CISL.

Le caratteristiche specifiche della documentazione conservata appartenente alla UIL in Piemonte rendono ulteriormente significativo lo studio del caso, giacché i fondi presentano una consistente quantità di documenti corrispondenti agli anni cinquanta e sessanta, che possono contribuire a coprire il vero e proprio vuoto documentario esistente nell’archivio confederale della UIL in questo periodo.

La storia della UIL in Piemonte sarà articolata su una base cronologica, a partire di periodi che corrispondono alla sua storia dal punto di vista sindacale, quindi non necessariamente coincidenti con quelli della confederazione a livello nazionale o del movimento sindacale italiano in genere, e tantomeno alle vicende del contesto politico. Un primo approccio ha permesso l’individuazione di tre grandi fasi, suscettibili di essere modificate e/o suddivise ulteriormente man mano vadano avanti le ricerche.

  • Dalla nascita della UIL ai fatti di Piazza Statuto (1950-1962)
  • “L’età del sindacato” in Piemonte (1962-1975)
  • La rottura dell’unità nella crisi del movimento sindacale (1975-1984)

 

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