Attività e ricerca
Relazione sull'attività svolta 2012 e indirizzi programmatici per il 2013
L'Istituto Salvemini è una organizzazione non lucrativa di utilità sociale, con indirizzo culturale, fondata a Torino nel 1977.
Nel corso degli anni, nell'ambito dei suoi scopi statutari, ha promosso diverse attività di ricerca, studio, documentazione e divulgazione nel campo degli studi di storia contemporanea italiana e internazionale, con particolare riguardo alla storia sociale del Piemonte e dei movimenti politici e sociali italiani ed europei. Ha realizzato, anche in collaborazione con altri enti, numerosi convegni, seminari e dibattiti e ne ha pubblicato gli atti.
Tra le ricerche segnaliamo:
Progetto di ricerca su "Donna & Donne". Quattro biografie politiche al femminile
L’Istituto Salvemini ha ricevuto l’incarico da parte della Consulta femminile del Consiglio regionale del Piemonte di curare quattro pubblicazioni dedicate a quattro donne protagoniste della politica torinese, piemontese e nazionale, recentemente scomparse: Maria Magnani Noya, Angiola Massucco Costa, Nicoletta Casiraghi e Giovanna Cattaneo Incisa.
Le biografie, realizzate attraverso ricerche presso archivi locali, nazionali ed europei, interviste e incontri con persone che a diverso titolo le hanno conosciute, ricerche iconografiche, sono finalizzate alla realizzazione di quattro opuscoli per la collana regionale “Donna & Donne”.
Le pubblicazioni conterranno:
1) un saggio biografico introduttivo, che metta in evidenza i percorsi umani e politici delle singole protagoniste; 2) una serie di interviste a personalità del mondo della politica, della cultura e della società civile che le hanno conosciute o che hanno lavorato con loro; 3) un’appendice documentaria, in particolare dedicata ai discorsi pronunciati dalle quattro politiche torinesi in occasioni pubbliche; 4) un ricco inserto iconografico.
Progetto di ricerca su "L'Italia e il sindacato libero polacco. Storia del Comitato di solidarietà con Solidarność".
L'Istituto Salvemini da tempo ha avviato una serie di ricerche, convegni e pubblicazioni dedicati alla storia dei Paesi dell'Est Europa, attraverso due progetti pluriennali, il primo su "Polonia tra passato e futuro" (2002-2004) e il secondo su "Est Europa. Città che cambiano, culture che mutano" (2007-2009). La ricerca intende porsi in tale solco di indagini e proseguire il progetto avviato con il seminario organizzato a fine 2009 a Torino alla presenza del leader storico del sindacato libero polacco Lech Wałęsa e dei principali protagonisti italiani e polacchi del Comitato Aiuti alla Polonia e del Comitato di Solidarietà con Solidarność. Si tratta di esaminare le concrete iniziative di solidarietà che i sindacati torinesi con la Comunità Polacca di Torino e con gli enti locali e alcune associazioni del volontariato cattolico misero in atto d'intesa con le istanze
Il progetto si svilupperà attraverso:
- la ricerca presso alcuni archivi di documenti importanti e quasi sempre inediti, utili per la comprensione di un periodo storico complesso, in cui le consuete relazioni internazionali fra sindacati e partiti politici assunsero nuove strade e strategie. Se fin da subito il sindacato e i movimenti di ispirazione cattolica sostennero con iniziative solidali il sindacato polacco di Solidarność, altre realtà sindacali e politiche espressero iniziali riserve che si dissiparono via via che la conoscenza dell’operato di Solidarność si faceva più evidente, soprattutto nel suo ruolo di difesa dei diritti dei lavoratori e dei cittadini.
- la ricostruzione del dibattito che l’esperienza di Solidarność innescò all’interno delle istanze politiche e sindacali italiane attraverso un’ampia ricognizione delle fonti giornalistiche disponibili, riportando così alla memoria avvenimenti che sinora non hanno trovato adeguata valorizzazione storiografica, ma che hanno segnato un momento particolarmente intenso di confronto fra le varie centrali sindacali italiane sullo sfondo della politica internazionale delle rispettive aree politiche di riferimento;
- la raccolta di testimonianze orali di quanti hanno contribuito all’attività del Comitato o ne hanno conservato memoria storica;
- l'elaborazione e pubblicazione dei risultati della ricerca.
Progetto di ricerca sulla storia della Uil in Piemonte (1950-1984)
Gli studi sulla storia del movimento operaio e sindacale italiano hanno attraversato diverse stagioni negli ultimi decenni, in buona misura parallele all’ubicazione delle organizzazioni sindacali nella società e nella politica, così, dalle storie “generaliste”, che tendevano ad incentrarsi sull’azione dei gruppi dirigenti dei sindacati nell’ambito della politica e dei partiti politici di riferimento, si passava a una storiografia “operaista” e militante, nella quale il perimetro delle organizzazioni sindacali veniva scavalcato dall’ambito della classe. I limiti della storiografia operaista, insieme alla perdita di protagonismo delle organizzazioni operaie, portavano tuttavia a un suo progressivo declino, mentre dagli anni novanta del secolo scorso si sono affacciati nuovi modelli interpretativi sulla storia del movimento sindacale. In essi, i sindacati diventano protagonisti della loro storia, mentre insieme alle vicende della “diplomazia sindacale” ci sono rilevanti spazi dedicati ad aspetti come l’organizzazione o la contrattazione collettiva, configurando la possibilità di fare una “storia sindacale” delle organizzazioni stesse.
Una “storia sindacale” dei sindacati, quindi, fatta soprattutto attraverso le numerosissime fonti prodotte dalle organizzazioni. Tali modelli, legati anche a una maggior accessibilità alle stesse fonti e a un rinnovato impegno verso il loro utilizzo, hanno portato all’identificazione di percorsi comuni di ricerca, coinvolgendo soprattutto gli studi sulla storia della CISL e della CGIL.
Nel caso della storiografia sulla UIL, invece, sono rimasti ancora lungamente prevalenti gli studi focalizzati sulle vicende politiche, non di rado legate a un carattere memorialistico e/o biografico dei suoi dirigenti, il cui indubbio interesse lascia comunque aperte molte questioni sulla storia della confederazione. Si tratta di argomenti importanti, non solo per l’approfondimento sulla storia di un’organizzazione sindacale ancora piuttosto sconosciuta dal punto di vista scientifico com’è la UIL, ma anche per completare il quadro del movimento sindacale italiano nell’Italia repubblicana, che altrimenti rischia di essere eccessivamente schiacciato sulle prospettive delle due maggiori confederazioni sindacali. Un esempio rilevante in questo senso è quello dell’impostazione della UIL verso la rappresentanza sindacale nelle aziende nel dopoguerra, il cui carattere piuttosto originale e spesso in controtendenza rispetto alle posizioni della CISL e della UIL, rende il suo approfondimento certamente necessario.
Altrettanto importanti sono gli studi sull’attività e sulla consistenza della UIL in alcune categorie e zone del paese, veri e propri punti nevralgici per la definizione delle dinamiche del movimento sindacale. Naturalmente, il Piemonte costituisce, per la sua struttura industriale e sociale, un punto nodale del movimento operaio e sindacale italiano, ma lo è anche in particolare per la storia della UIL, poiché nella regione si concentrano alcuni settori fondamentali, come il metalmeccanico, ed esperienze di azienda, come la FIAT ma anche l’Olivetti, che hanno segnato la storia delle relazioni industriali italiane e, per quanto riguarda la storia della UIL, hanno concentrato buona parte dei suoi sforzi per costituire l’identità di un’organizzazione sindacale diversa e alternativa alla CGIL e alla CISL.
Le caratteristiche specifiche della documentazione conservata appartenente alla UIL in Piemonte rendono ulteriormente significativo lo studio del caso, giacché i fondi presentano una consistente quantità di documenti corrispondenti agli anni cinquanta e sessanta, che possono contribuire a coprire il vero e proprio vuoto documentario esistente nell’archivio confederale della UIL in questo periodo.
La storia della UIL in Piemonte sarà articolata su una base cronologica, a partire di periodi che corrispondono alla sua storia dal punto di vista sindacale, quindi non necessariamente coincidenti con quelli della confederazione a livello nazionale o del movimento sindacale italiano in genere, e tantomeno alle vicende del contesto politico. Un primo approccio ha permesso l’individuazione di tre grandi fasi, suscettibili di essere modificate e/o suddivise ulteriormente man mano vadano avanti le ricerche.
- Dalla nascita della UIL ai fatti di Piazza Statuto (1950-1962)
- “L’età del sindacato” in Piemonte (1962-1975)
- La rottura dell’unità nella crisi del movimento sindacale (1975-1984)
Est-Europa. Città che cambiano, culture che mutano.
Progetto coordinato di ricerca 2008-2011
All'interno dei complessi processi storici del 900 le città hanno scandito con la loro trasformazione, natura, dimensione e qualità del mutamento. E' maturata così l'idea di elaborare un progetto che delle città dell'Est europeo consentisse di cogliere sia i segni del passato sia le tendenze di cambiamenti tuttora in atto e non sempre univoci nella loro direzione.In particolare delle città sono stati privilegiati la dimensione fisica (urbanistica, architetture), la dimensione sociale (economia, politica), la dimensione culturale (luoghi di produzione e distribuzione della cultura). Nell'ambito di tale schema si è pensato di sviluppare la ricerca su alcune grandi aree esemplificate da alcune città: Mosca, Berlino, Varsavia/Nowa Huta, Odessa, cui dovrebbero seguire altre a mano a mano che il progetto avrà modo di essere portato a compimento. Si intende dunque analizzare la trasformazione delle strutture urbane, della popolazione e delle culture scegliendo diversi casi-studio, quali:
- le metropoli: l'attenzione è rivolta a Mosca e a Berlino e al loro diventare città internazionali;
- città della periferia ex-sovietica che portano assieme i tratti di una situazione post-sovietica e post-coloniale: Samarcanda (Uzbekistan), Astana (Kazakhstan), Grozny (Russia), Chişinău e Pîrliţa (Moldova),
- le città medie: si considerano i percorsi differenti seguiti da Cracovia (Nowa Huta) e Varsavia;
- città che hanno avuto o che hanno comunità ebraiche importanti: Odessa.
Nell'ambito di tale progetto sono stati organizzati i convegni:
Il cambiamento culturale nelle città dell'Est dopo il crollo del regime comunista, Torino, 30-31 maggio 2008;
Berlino e i linguaggi della riunificazione, Torino, 6 maggio 2009.
Sono stati pubblicati i volumi:
Krystyna Jaworska (Ed.), Polonia tra passato e futuro. Percorsi di cultura contemporanea, Franco Angeli, Milano 2008, pp. 407;
Anna Chiarloni (Ed.), Oltre il muro. Berlino e i linguaggi della riunificazione, Franco Angeli, Milano 2009, pp. 205.
Quando la libertà è altrove. Gramsci Gobetti Salvemini Rosselli. 2007-2010
La prima parte del ciclo di iniziative è stata promossa, a cura del Comitato Passato-Presente, costituitosi a Torino su impulso dei quattro istituti culturali che si richiamano a Gramsci, Gobetti, Salvemini e Rosselli, negli ultimi mesi del 2007. Il ciclo voleva essere una riflessione sui luoghi e i tempi in cui la libertà è negata ed il pensiero coartato e represso o posto "fuori luogo". Punto di riferimento era il pensiero di Gramsci, Gobetti, Salvemini e dei fratelli Rosselli– di cui ricorreva l'anniversario della morte –, e la cui biografia umana e intellettuale è stata segnata dall'opposizione al fascismo e dall'esperienza del carcere, del confino e dell'esilio. Si guarda al passato per interpretare i tempi presenti: per questo si apre lo sguardo all'attualità del "pensiero in esilio", chiamando a Torino ospiti e testimoni internazionali. Una pluralità di eventi (trenta tra convegni; lezioni, reading, proiezioni cinematografiche, manifestazioni teatrali, laboratori storici) hanno contrassegnato il 2007.La seconda parte del ciclo ha avuto inizio nel gennaio 2009 con il progetto intitolato La democrazia come educazione permanente, incentrato sulla diffusione nelle scuole piemontesi dei DVD "Il caso Rosselli (un delitto di regime)", "Salvemini professor Gaetano. sovversivo" e "Piacere, Ada Gobetti. L'emozione educativa" e del CD rom "La città futura. Gli anni di Gramsci a Torino 1911-1922".
Nell'ambito del progetto "Quando la libertà è altrove" l'Istituto Salvemini ha promosso in particolare il convegno storico "Gaetano Salvemini. Il prezzo della libertà", Torino, 4-5 ottobre 2007.
Commemorando Gaetano Salvemini nella ricorrenza dei cinquant'anni della sua morte, si è scelto di concentrare l'attenzione sulla fase ventennale della vita dello studioso, durante la quale egli testimoniò con e attraverso l'esilio la sua irriducibilità al fascismo. Il convegno ha inteso riaprire l'indagine sui luoghi, le circostanze, le persone che scandirono i vent'anni di esilio di Gaetano Salvemini
E' stato prodotto il documentario "Salvemini Professor Gaetano, sovversivo", a cura di Patrizia Audenino e Annalisa Caffa, per la regia di Niccolò Bruna, in collaborazione con Progetto Atelier e Colombre film.
E' stato pubblicato il volume
Patrizia Audenino (Ed.), Il prezzo della libertà. Gaetano Salvemini in esilio, Rubbettino, Soveria Mannelli 2009, pp. 426.

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