CasaPound Italia

Terzo seminario nell'ambito del ciclo di incontri su "Diritti negati" FASCISMI E NEOFASCISMI

26 settembre 2019, ore 18
Sala Didattica,Polo del '900, via del Carmine 14, Torino

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NEOFASCISMI

Secondo seminario nell'ambito del ciclo di incontri su "Diritti negati" FASCISMI E NEOFASCISMI

19 settembre 2019, ore 18
Sala Didattica,Polo del '900, via del Carmine 14, Torino

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Avanti digitalizzato

Avanti! digitalizzato

Consultare il quotidiano

Presso la Teca digitale del Senato della Repubblica è possibile consultare le copie digitalizzate dell'Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano.

L'Avanti! è uno dei giornali, più rilevanti della storia politica italiana. Pubblicato per la prima volta a Roma nel 1896 in seguito allo straordinario risultato elettorale ottenuto dal Partito socialista nelle elezioni del 1895, il quotidiano diventerà da allora un punto di riferimento irrinunciabile all'interno del dibattito politico e culturale della penisola, raccogliendo nelle sue pagine gli articoli dei maggiori leaders politici del socialismo italiano e degli esponenti, tra i più prestigiosi, della letteratura del tempo.
La storia dell'Avanti! è dunque la storia d'Italia non soltanto perché il quotidiano ne fu attento e critico testimone, ma perché dalle sue pagine si mossero idee, programmi e orientamenti politici che, attraverso la penna in primo luogo dei suoi direttori - da Leonida Bissolati a Claudio Treves, da Benito Mussolini a Pietro Nenni, da Riccardo Lombardi a Sandro Pertini - contribuirono a determinare il corso stesso degli eventi.

Le annate disponibili

Presso la Teca digitale del Senato della Repubblica
E' possibile consultare:
Dal 1896 all'ottobre 1926, l'edizione nazionale di Milano
Dal dicembre 1926 all'aprile 1935, l'edizione di Parigi
Il 1945 (dal 26 aprile al 30 dicembre)
Dal 1946 al 1965, l'edizione di Milano
Il 1966 (dal 1° luglio al 30 dicembre)
Dal 1967 al 1976, l'edizione di Milano
Il 1977 (dal 1° giugno al 31 dicembre)
Dal 1978 al 1993, l'edizione di Milano

Dal dicembre 1918 al dicembre 1920 è presente anche l'edizione di Torino (lac.)
Dal 1951 al 1954 è presente anche l'edizione di Torino

Presso l'Istituto Salvemini
Sono disponibili a richiesta le copie ad alta definizione per la stampa

La digitalizzazione

Il progetto di digitalizzazione è stato reso possibile dal contributo di

Regione Piemonte - Direzione Regionale Cultura

Compagnia di San Paolo di Torino



Un particolare ringraziamento va alla

Biblioteca della Critica Sociale

di Milano che ha messo a disposizione la propria raccolta cartacea del secondo dopoguerra e ha sostenuto l'onere di una parte della digitalizzazione, consentendo così che si potesse portare a termine l'iniziativa.

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Spagna contemporanea

Spagna contemporanea

Spagna contemporanea. Rivista semestrale di storia, cultura e istituzioni

Spagna contemporanea, diretta da Alfonso Botti e Claudio Venza, è nata nel 1992 per iniziativa congiunta di un gruppo di studiosi della storia e della cultura spagnola dei sec. XIX e XX e dell’Istituto di studi storici Gaetano Salvemini di Torino. Dal 2005 ha formalizzato la pratica di peer review già adottata negli anni precedenti.
Spagna contemporanea si pone come una rivista-ponte capace di suscitare l’interesse e di trovare interlocutori in vari ambiti, accademici, disciplinari e geografici. Anzitutto e ovviamente in quello della ricerca ispanistica che sul piano storiografico, in Italia, non è mai fuoriuscita dalla rapsodicità di pur pregevoli contributi. Da questo punto di vista essa si è posta, quasi naturalmente, come sede di animazione, coordinamento e possibile approdo di quanto nell’ambito della contemporaneistica italiana guarda alla Spagna come oggetto di ricerca storiografica.
In secondo luogo, si è rivolta al mondo dell’ispanismo letterario italiano che, al di là delle frammentazioni disciplinari, ritiene che dai processi storici non si possa in alcun caso prescindere per la comprensione di una cultura e di una civiltà.
In terzo luogo Spagna contemporanea si è candidata a diventare interlocutrice e punto di riferimento delle giovani generazioni di ricercatori spagnoli che guardano con interesse alla storiografia italiana e alle relazioni italo-spagnole.
È dunque una rivista che adotta, per implicito che sia, l’approccio comparatista nel porre in relazione, più che singoli episodi, i processi storici dei due paesi, contribuendo all’incremento delle relazioni scientifiche e culturali e al consolidamento dei tentativi che, con convegni e pubblicazioni, hanno segnato punti importanti negli ultimi anni.

ANVUR

L’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) ha classificato Spagna contemporanea in Classe A per il Settore I1 (Lingue, Letterature e culture spagnola e ispanoamericana) dell’Area 10 (Scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche); per il Settore A3 (Storia contemporanea) dell’Area 11 (Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche).

L'archivio digitale

A partire dal Primo dicembre 2017 sarà possibile navigare digitalmente i numeri passati della rivista.

La redazione

Direttori
Alfonso Botti, Claudio Venza (responsabile)
Coordinatore della redazione
Giacomo Demarchi
Comitato di redazione
Marcella Aglietti (Università di Pisa), Mireno Berrettini (Università Cattolica, Milano), Alfonso Botti (Università di Modena e Reggio Emilia), Luciano Casali (Università di Bologna), Maria E. Cavallaro (IMT, Lucca), Marco Cipolloni (Università di Modena e Reggio Emilia), Nicola Del Corno (Università di Milano), Giacomo Demarchi (Università di Milano), Michelangela Di Giacomo (M9 di Mestre), Steven Forti (UNL, Universidade Nova de Lisboa), Walter Ghia (Università del Molise), Massimiliano Guderzo (Università di Firenze), José Luis Ledesma (UCM, Universidad Complutense de Madrid), Guido Levi (Università di Genova), Andrea Micciché (Università "Kore", Enna), Javier Muñoz Soro (UCM, Universidad Complutense de Madrid), Marco Novarino (Università di Torino), Marco Puppini (IRSML Friuli-Venezia Giulia), Giulia Quaggio (University of Sheffield), Vittorio Scotti Douglas (Università di Modena e Reggio Emilia), Leonida Tedoldi (Università di Verona), Jorge Torre Santos (Università di Modena e Reggio Emilia), Claudio Venza (Università di Trieste)
Comitato scientifico
José Álvarez Junco (Emerito UCM, Universidad Complutense de Madrid), Paul Aubert (Université de Provence, Aix-Marseille I), Jean René Aymes (Emerito Université Paris III), Walter L. Bernecker (Universität Erlangen-Nürnberg), Jordi Canal (EHESS, Paris), Silvana Casmirri (Università di Cassino), Giuliana Di Febo (Università Roma Tre), Gérard Dufour (Université de Provence, Aix-Marseille I), Chris Ealham (Saint Louis University, Madrid), Charles Esdaile (University of Liverpool), Pere Gabriel (UAB,Universitat Autònoma de Barcelona), José Luis García Ruiz (UCM, Universidad Complutense de Madrid), Rosa Maria Grillo (Università di Salerno), Santos Juliá (UNED, Madrid), Emilio La Parra López (Universidad de Alicante), Pablo Martín de Santa Olalla (Universidad Europea de Madrid), Carme Molinero (UAB, Universitat Autònoma de Barcelona), Feliciano Montero (Universidad Alcalá de Henares), Javier Moreno Luzón (UCM, Universidad Complutense de Madrid), Marco Mugnaini (Università di Pavia), Xosé Manoel Núñez Seixas (Ludwig-Maximilians Universität, München), Isabel María Pascual Sastre (Universidad Rey Juan Carlos, Madrid), Juan Carlos Pereira Castañares (UCM, Universidad Complutense de Madrid), Sisinio Pérez Garzón (Universidad de Castilla-La Mancha), Manuel Pérez Ledesma (Universidad Autónoma de Madrid), Gabriele Ranzato (Università di Pisa), Patrizio Rigobon (Università di Venezia), Manuel Santos Redondo (UCM, Universidad Complutense de Madrid), Ismael Saz (Universidad de Valencia), Manuel Suárez Cortina (Universidad de Cantabria), Nigel Townson (UCM, Universidad Complutense de Madrid), Pere Ysás (Universitat Autònoma de Barcelona)
Collaboratori di redazione
Elena Errico, Altea Villa
Segreteria di redazione
Dolores Garcés Llobet, Caterina Simiand
Redazione
Istituto di studi storici Gaetano Salvemini
c/o Polo del ’900, via del Carmine 14, 10122 Torino (Italia)
tel. +39.011.0683484 cell +39.328.1160194.

Corrispondenza e scambi vanno inviati alla Redazione
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;
www.spagnacontemporanea.it.
Amministrazione e distribuzione
Edizioni dell'Orso, via Rattazzi 47, 15121 Alessandria
tel/fax 0131/252349-; e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; www.ediorso.it

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Gaetano Salvemini

Istituto di studi storici Gaetano Salvemini

Nel richiamarsi idealmente a Gaetano Salvemini l'Istituto ha voluto riunire una pluralità di valori e di riferimenti. Innanzitutto il saldo ancoraggio agli studi storici come obiettivo prioritario di una ricerca che non si disperda nelle suggestioni dell'attualità politico-culturale, e, insieme, la determinazione di unire il rigore dello studio con l'impegno dell'intellettuale che fa della propria conoscenza strumento di partecipazione alle lotte civili e ideali del proprio tempo. Inoltre, nella vicenda personale del Salvemini maestro di cultura storica e di etica politica, si è voluto ritrovare ed evocare i fondamenti di una larga parte del pensiero laico italiano. Infine, la concreta esperienza di vita di Salvemini, di un intellettuale meridionale che le circostanze politiche portarono in contatto con la Torino "operaia e socialista" del primo Novecento. In lui e attraverso di lui è stato possibile cogliere ancor oggi alcuni nodi emblematici: il difficile incontro tra Nord e Sud, fra intellettuali, società civile e mondo del lavoro; le permanenti radici etiche della politica nel suo intransigente antifascismo; il valore internazionale della cultura nel suo esilio americano. Intorno a queste intuizioni e aspirazioni si è organizzato nel corso di alcuni decenni un lavoro culturale che ha visto l'Istituto Salvemini riannodare con tenacia i capi di un discorso articolato sul sociale e la complessità della sua storia.

 

Biografia

Gaetano Salvemini, storico, professore universitario a Messina, Pisa, Firenze e Harvard, meridionalista ed antifascista, nacque a Molfetta (Bari), l'8 settembre 1873. Lo zio prete, che gli fece da precettore, tentò di inculcargli idee clericali ed antiunitarie, ma egli mostrò presto inclinazioni democratiche e libertarie. A diciassette anni ottenne l'ammissione all'Istituto di Studi Superiori di Firenze. Nell'ateneo fiorentino ebbe come maestro, fra gli altri, Pasquale Villari, docente di Storia Medioevale e Moderna, dal quale apprese un insegnamento fondamentale, che avrebbe serbato per tutta la vita: la concezione della Storia intesa come scrupolosa ricerca del vero, strettamente congiunta all'impegno civile. A Firenze, dove si laureò in Lettere nel 1896, si legò al gruppo dei giovani socialisti che si riunivano in Via Lungo il Mugnone. In quell'ambiente assorbì le teorie marxiste, che in seguito avrebbe rivisto criticamente, e maturò una precisa ed irreversibile scelta di campo: la difesa degli oppressi e dei diseredati, al di là di ogni ideologia. Nell'ultimo decennio dell'800, l'epoca che vide i tentativi autoritari di Crispi e Pelloux, i processi sommari a carico dei "sovversivi" socialisti, la brutale repressione delle agitazioni operaie e contadine, era una scelta davvero coraggiosa. Nel 1899, a soli ventisei anni, Salvemini pubblicò un'opera destinata a diventare un classico della storiografia sul Medioevo: Magnati e popolani nel Comune di Firenze dal 1280 al 1296. La sua attività scientifica gli valse la cattedra di Storia Medioevale e Moderna all'Università di Messina (1902). Ma il destino gli preparava una tremenda sciagura, che avrebbe annullato la serenità assicurata da una brillante carriera accademica e da un matrimonio felice. Nel terremoto del 1908, che rase al suolo Messina, perse la moglie, i cinque figli ed una sorella. Fu la grande tragedia della vita personale di Gaetano Salvemini. Il dolore provocato da quell'evento tragico non riuscì, tuttavia, a spezzare la sua tempra eccezionale. Continuò nel PSI la sua battaglia politica, incentrata sul tentativo di saldare le rivendicazioni degli operai del Nord con quelle dei braccianti del Sud. Si battè, inoltre, per l'introduzione e per l'esercizio effettivo del suffragio universale, votato dal Parlamento nel maggio 1912. La sua lotta per la moralizzazione della vita pubblica lo portò a criticare aspramente Giovanni Giolitti, Presidente del Consiglio quasi ininterrottamente dal 1903 al 1914, cui affibbiò l'epiteto di "ministro della malavita" per i suoi spregiudicati metodi elettorali. Dalle pagine innovatrici del periodico "La Voce", si oppose fieramente alla dispendiosa campagna di Libia (1911-1912). Salvemini aveva compreso che all'origine di quell'impresa militare non stava la volontà di soddisfare le reali esigenze del Paese, bisognoso di profonde riforme economiche e sociali, ma una pericolosa collusione fra nazionalismo velleitario ed interessi imprenditoriali. La questione della Libia fu uno dei motivi che lo indussero a lasciare il PSI, giudicato troppo acquiescente nei confronti della politica coloniale giolittiana ed incapace di un serio impegno sulla questione meridionale. Sul settimanale "l'Unità", da lui stesso fondato nel dicembre 1911, continuò la sua battaglia laica e progressista per il riscatto del Meridione e per una reale svolta democratica. Nel grande travaglio che precedette l'entrata dell'Italia nella Grande Guerra (maggio 1915), Salvemini fu tra i fautori dell'intervento contro l'Austria e l'imperialismo tedesco. La sua coerenza morale gli impose di arruolarsi volontario sin dal primo anno di guerra. Per lui, come in generale per gli interventisti democratici, la partecipazione al conflitto era necessaria non certo per affermare ed espandere la potenza italiana, ma per scopi molto più nobili: completare l'opera di unificazione nazionale ed avviare un processo di effettiva democratizzazione della vita politica, in Italia ed in Europa. Purtroppo, gli eventi successivi all'armistizio (novembre 1918) delusero le speranze degli idealisti. Il Governo italiano, guidato da Vittorio Emanuele Orlando e dal Ministro degli Esteri Sidney Sonnino, si comportò al Congresso di Versailles in modo non lineare e difese il "sacro egoismo" nazionale contro il principio dell'autodeterminazione dei popoli. Alle elezioni politiche del 1919 Salvemini si candidò in una lista di ex combattenti e venne eletto. Da deputato, dissentì presto dalla linea politica del suo gruppo parlamentare e sostenne una vivace polemica contro l'ex compagno socialista Benito Mussolini (il quale lo sfidò anche a duello, mai avvenuto per complicazioni "procedurali") ed il movimento fascista. Ma era una lotta estremamente difficile, sia per il progressivo sfaldamento della Sinistra (decisiva la scissione comunista nel Congresso di Livorno del gennaio 1921), sia per l'esplosione di un nazionalismo esasperato che si nutriva del mito della "vittoria mutilata". Dopo l'avvento di Mussolini al potere (ottobre 1922), Salvemini, che da alcuni anni insegnava all'Università di Firenze, continuò ad opporsi al fascismo trionfante. Nel 1923 tenne a Londra una serie di conferenze sulla politica estera italiana, suscitando le ire del Governo e soprattutto dei fascisti fiorentini. I muri di Firenze furono tappezzati di manifesti recanti un eloquente messaggio: "La scimmia di Molfetta non rientrerà in Italia". Invece Salvemini non soltanto ritornò in patria, ma riprese le sue lezioni all'Università, incurante delle minacce degli studenti fascisti. Negli anni successivi la sua opposizione al regime mussoliniano diventò sempre più dura. Dopo l'assassinio del deputato Giacomo Matteotti (giugno 1924), aderì al P.S.U., il gruppo politico del leader assassinato, ed organizzò una manifestazione di protesta. Animò il periodico clandestino "Non mollare", fondato con Carlo Rosselli ed Ernesto Rossi, per tener vivi gli ideali della libertà e della democrazia; si adoperò per mantenere una fitta rete di contatti fra gli intellettuali antifascisti in tutta Italia. Mentre gran parte del mondo accademico italiano s'inchinò al regime (nel marzo del 1925 venne pubblicato quel singolare documento intitolato "Manifesto degli intellettuali fascisti"), Salvemini venne arrestato ed imprigionato. Poco dopo fu scarcerato, ma la situazione rimase drammatica. Conscio del grave pericolo che incombeva non solo sulla sua persona, ma anche su coloro che lo sostenevano, scelse la via dell'esilio e passò clandestinamente la frontiera italo-francese. Fu la grande svolta della sua vita. Mussolini nutriva una sorta di sacro timore nei confronti degli intellettuali e fece di tutto per smorzarne lo spirito d'indipendenza. Il Ministro della Pubblica Istruzione Fedele propose un compromesso che gli avrebbe consentito di mantenere la cattedra universitaria. Ma Salvemini rifiutò quella comoda opportunità. Inviò una lettera al Rettore dell'Università di Firenze, in cui spiegò la decisione di dimettersi, essendo venute a mancare le condizioni per un insegnamento veramente libero. A Londra, a Parigi e negli Stati Uniti continuò la sua battaglia politicoculturale contro il fascismo. Scrisse articoli e tenne conferenze per spiegare al mondo libero la reale natura del regime fascista. A Parigi fu tra i fondatori della "Concentrazione antifascista" e del movimento "Giustizia e Libertà". Attraverso queste organizzazioni, i fuoriusciti italiani aiutavano gli antifascisti rimasti in patria, diffondendo la stampa clandestina in Italia e mantenendo viva la tradizione della libertà. Tutti gli storici hanno riconosciuto l'importanza di questa prima "Resistenza", vera spina nel fianco del regime fascista, nella preparazione del risveglio civile del popolo italiano culminato nella guerra di liberazione. Nel 1934 avvenne un fatto estremamente significativo, che sancì l'autorità culturale acquisita da Gaetano Salvemini nell'America di Roosevelt: ottenne la cattedra di Storia della Civiltà Italiana, creata appositamente per lui, all'Università di Harvard. Ciò non gli impedì di continuare ad occuparsi della situazione italiana, ed in particolare della perniciosa alleanza tra lo stato fascista e il Vaticano. Rimase negli USA per più di vent'anni, avendo modo di apprezzare i positivi riflessi sul piano educativo e scientifico della tradizione democratica americana. Nel 1949 il Parlamento della Repubblica Italiana, grazie alla tenace battaglia di amici quali Piero Calamandrei ed Ernesto Rossi, restituì a Salvemini la cattedra all'Università di Firenze. L'ormai settantaseienne professore di Storia tornò definitivamente in Italia e riprese le sue lezioni nella città che lo aveva visto studente. Fu una grande vittoria morale. Gaetano Salvemini trascorse l'ultimo periodo della sua vita a Capo di Sorrento. Non smise mai di denunciare gli antichi mali italiani: le inefficienze, gli scandali, le tremende lungaggini di una giustizia che, per quanto democratica e repubblicana, continuava a favorire i potenti. Lamentò il fallimento della scuola pubblica, dominata dal nozionismo ed incapace di formare delle vere coscienze critiche. Quanto attuali appaiono, ancora oggi, queste amare constatazioni. Morì alle 11,30 del 6 settembre 1957. Aveva precisato più volte di aver sempre cercato di vivere secondo il precetto «Fa' quello che devi, avvenga quello che può».

dal sito L'Attualità.it periodico di approfondimento socio-culturale

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Istituto

Istituto di studi storici Gaetano Salvemini

l'Istituto

L'Istituto di studi storici Gaetano Salvemini, fondato a Torino nel 1977, svolge attività di ricerca, di documentazione e di divulgazione nel campo degli studi di storia italiana e internazionale, con particolare riguardo alla storia politica e sociale contemporanea. A tal fine promuove convegni, organizza corsi di formazione e di aggiornamento didattico, finanzia ricerche, eroga borse di studio, cura pubblicazioni, provvede alla raccolta di fonti documentarie e all'acquisizione degli strumenti bibliografici, fornendo servizio di biblioteca, emeroteca ed archivio.

Nel richiamarsi idealmente a Gaetano Salvemini ha voluto riunire una pluralità di valori e di riferimenti. Innanzitutto il saldo ancoraggio agli studi storici come obiettivo prioritario di una ricerca che non si disperda nelle suggestioni dell'attualità politico-culturale, e, insieme, la determinazione di unire il rigore dello studio con l'impegno dell'intellettuale che fa della propria conoscenza strumento di partecipazione alle lotte civili e ideali del proprio tempo. Inoltre, nella vicenda personale del Salvemini maestro di cultura storica e di etica politica, si è voluto ritrovare ed evocare i fondamenti di una larga parte del pensiero laico italiano.

Infine, la concreta esperienza di vita di Salvemini, di un intellettuale meridionale che le circostanze politiche portarono in contatto con la Torino "operaia e socialista" del primo Novecento. In lui e attraverso di lui è stato possibile cogliere ancor oggi alcuni nodi emblematici: il difficile incontro tra Nord e Sud, fra intellettuali, società civile e mondo del lavoro; le permanenti radici etiche della politica nel suo intransigente antifascismo; il valore internazionale della cultura nel suo esilio americano.

Intorno a queste intuizioni e aspirazioni si è organizzato nel corso di alcuni decenni un lavoro culturale che ha visto l'Istituto Salvemini riannodare con tenacia i capi di un discorso articolato sul sociale e la complessità della sua storia.

Organigramma

  • Presidente emerito

    Valerio Castronovo

  • Presidente

    Marco Brunazzi

  • Vice Presidente

    Giovanni Ferrero

  • Consiglio d'amministrazione

    Marco BRUNAZZI
    Giovanni FERRERO
    Gianni CORTESE
    Giacomo DEMARCHI
    Dario DISEGNI
    Krystyna JAWORSKA
    Nerio NESI

  • Comitato scientifico

    Patrizia AUDENINO, Università di Milano
    Massimo BONIFAZIO, Università di Torino
    Giovanni BORGOGNONE, Università di Torino
    Elia BOSCO, Università di Torino
    Alfonso BOTTI, Università di Modena e Reggio Emilia
    Cristina CASSINA, Università di Pisa
    Alberto CAVAGLION, Università di Firenze
    Anna CHIARLONI, Università di Torino
    Filomena FANTARELLA, Brown University
    Francesco INGRAVALLE, Università del Piemonte Orientale
    Roberto LEOMBRUNI, Università di Torino
    Massimo MAURIZIO, Università di Torino
    Daniela NELVA, Università di Torino
    Sergio NEGRI, Ufficio Studi CGIL Piemonte
    Marco NOVARINO, Università di Torino
    Gaetano PECORA, Università del Sannio
    Marzia PONSO, Università di Torino
    Diego ROBOTTI, Sovrintendenza archivistica Piemonte e Valle d'Aosta
    Massimo L. SALVADORI, Università di Torino
    Giuseppe SCIARA, Università di Bologna
    Vittorio SCOTTI DOUGLAS, Redazione di "Spagna contemporanea"
    Francesco TORCHIANI, Università di Pavia
    Federico TROCINI, Università di Torino
    Chiara VANGELISTA, Università di Genova
    Antonello VENTURI, Università di Pisa
    Claudio VERCELLI, Istituto Salvemini

  • Soci emeriti

    Anna Maria LEVI FUBINI
    Emilio PAPA
    Bruno SEGRE
    Ernesto VIDOTTO

  • Collegio dei revisori dei conti

    Roberto GALLO
    Giovanni Battista MARTINI
    Fabio RAMELLA

  • Organizzazione

    Direttore: Caterina SIMIAND
    Coordinamento attività culturale: Marco BRUNAZZI, Donatella SASSO, Federico TROCINI
    Formazione e didattica: Donatella SASSO
    Biblioteca: Caterina SIMIAND, Raffaela VALIANI, Dolores GARCÉS LLOBET
    Archivio: Raffaela VALIANI, Marina BRONDINO, Elisa TEALDI
    Redazione Spagna contemporanea: Dolores GARCÉS LLOBET, Caterina SIMIAND

Statuto

Breve estratto dallo Statuto

Titolo Primo: Costituzione e scopi

Art. 2 Natura - Finalità

- L’Istituto è una organizzazione non lucrativa di utilità sociale, con indirizzo culturale, che opera esclusivamente sul territorio della Regione Piemonte. - Esso si propone di promuovere e organizzare attività di ricerca, di studio, di documentazione e di divulgazione nel campo degli studi di storia contemporanea italiana e internazionale, con particolare riguardo alla storia politica e sociale. - A tale fine esso intende proporsi nell’ambito del territorio quale presenza culturale qualificata a rappresentare una struttura di servizio per tutti coloro che sono interessati alla conservazione, all’arricchimento, allo studio e alla divulgazione e valorizzazione del patrimonio storico, sociale, culturale suddetto.

Art. 3 Attività

Per il conseguimento dei propri scopi l’Istituto intende: a) promuovere convegni, dibattiti, seminari, corsi di formazione e di aggiornamento didattico per insegnanti, lezioni per studenti medi e universitari e altre simili iniziative; b) promuovere e sviluppare attività di ricerca scientifica; c) bandire borse di studio e premi mediante pubblici concorsi; d) curare la pubblicazione e l’edizione di studi e fonti, anche con l’impiego di tecnologie informatiche, di audiovisivi e simili, quali la produzione di CD e CD ROM e la realizzazione di filmati televisivi e cinematografici; e) provvedere al reperimento, alla raccolta e alla conservazione delle fonti documentarie, degli strumenti bibliografici ed emerografici e di ogni altra testimonianza mediante l’istituzione di un’apposita biblioteca con annessi una emeroteca e un archivio aperti alla consultazione degli studiosi e dei ricercatori; f) svolgere qualsiasi altra attività connessa ed affine a quelle sopraindicate, comunque utile alla realizzazione degli scopi associativi. - Tra questi, a titolo meramente esemplificativo e senza pregiudizio di qualsiasi altro si indicano: adesioni, partecipazioni, collaborazioni, affiliazioni ad altri enti e organismi, sia nazionali che internazionali, che siano compatibili con i principi associativi e favoriscano il conseguimento degli scopi prefissati; stipula di contratti di natura privatistica o pubblicistica, intesa ad assicurare l’attività sociale dei propri associati; atti ed operazioni di partecipazione alle iniziative idonee a rafforzare e diffondere i principi associativi; atti necessari a ricevere liberalità da destinarsi al migliore raggiungimento delle finalità associative e qualsiasi atto giuridico conforme o utile al conseguimento dell’oggetto sociale, comprese le compravendite e le permute di beni immobili e di beni mobili soggetti a registrazione; la stipulazione di mutui; la concessione di fidejussioni e altre malleverie; la stipulazione di contratti di lavoro dipendente o autonomo. Leggi lo Statuto completo

Bilanci

Enti sostenitori

Amministrazione trasparente

In riferimento all'art. 35, comma 1, D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito con modificazioni dalla Legge 28 giugno 2019, n. 58, l'Istituto Salvemini dichiara di avere ricevuto i seguenti contributi da pubbliche amministrazioni:

anno 2019: 
- MIBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Legge 534/1996, art. 1, euro 20.000,00. Contributo annuale ai sensi della legge deliberato con decreto n. 161 del 23 marzo 2018. Erogati in data 15/04/2019.
- MIBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Legge 11 febbraio 2005, n. 15, Circolare 6 dicembre 2002, n. 138, euro 3.000, Contributo per la biblioteca ai sensi della legge, prot. n. 17183 del 26 settembre 2019. Erogati in data 09/10/2019.
- MIBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, art. 6 della Circolare 27 dicembre 2012, n. 108, euro 1.900, Contributo per pubblicazione, prot. n. 0018601/119. Erogati il 5 dicembre 2019.
- Regione Piemonte Direzione Promozione Cultura, Turismo e Commercio, Legge 13/2016, euro 39.433,00. Determinazione dirigenziale A2001A n. 645 del 30 novembre 2017, Contributo a sostegno del funzionamento e dell'attività per l'anno 2019. Erogati in data 08/05/2020.

anno 2020: 
- MIBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Legge 534/1996, art. 1, euro 25.870,09. Contributo annuale ai sensi della legge deliberato con decreto n. 161 del 23 marzo 2018. Erogati il 05/08/2020. 
- MIBACT Ministero dei Beni e della Attività Culturali e del Turismo, Decreto ministeriale rep 267 del 04/06/2020 recante "Riparto di quota parte del Fondo emergenze imprese e istituzioni culturali di cui all'art. 183, comma 2, del decreto-legge n. 34 del 2020, destinata al sostegno del libro e dell'intera filiera dell'editoria libraria", euro 10.000. Erogati in data 03/09/2020. 
- MIBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Legge 11 febbraio 2005, n. 15, Circolare 6 dicembre 2002, n. 138, euro 3.403, Contributo per la biblioteca ai sensi della legge, prot. n. 294 del 7 dicembre 2020. Erogati in data 07/12/2020.
- Regione Piemonte Direzione Promozione Cultura, Turismo e Commercio, Legge 13/2016, euro 39.433,00. Determinazione dirigenziale A2001A n. 645 del 30 novembre 2017, DGR n. 18-2272 del 12/11/2020 che autorizza la proroga della Tabella triennale a sostegno del funzionamento e dell'attività per l'anno 2020. Erogati in data 23/04/2021.
- Regione Piemonte Direzione Promozione Cultura, Turismo e Commercio, Leggi regionali 11/2018 e 13/2020, euro 5.918, Contributo a sostegno del progetto "Donne & Pensiero Politico (DoPP)", prot. /A2003B.
- Liceo scientifico statale Galileo Ferraris, Contributo finalizzato alla realizzazione di un viaggio didattico formativo, euro 10.000, comunicazione del dirigente scolastico del 19/12/2019. Erogati in data 16/01/2020.

anno 2021: 
- MIBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Legge 534/1996, art. 1, euro 51.000. Contributo annuale ai sensi della legge deliberato con decreto n. 161 del 23 marzo 2018. 

Partnership

  • Polo del '900

    Il Polo del ‘900 è un centro culturale aperto alla cittadinanza e rivolto soprattutto alle giovani generazioni e ai nuovi cittadini.
    Grazie alla ricchezza di fonti documentarie e alla pluralità delle esperienze e delle competenze di valorizzazione e ricerca dei diversi Istituti culturali coinvolti nel progetto, il Polo diventerà il contenitore e l’attore di attività e iniziative culturali capaci di far dialogare memoria e attualità.
    Negli oltre 8.000 mq di superficie dei Quartieri Militari juvarriani di Torino è ospitata una piazza coperta e accessibile liberamente e dove si possono trovare: un museo, una mostra permanente (Torino 1938-1948), una biblioteca con due sale lettura, uno spazio polivalente per eventi, mostre temporanee e performance, tre aule per la didattica, un’area per i bambini, sale conferenze, un minicinema, 300.000 monografie, 28.000 audiovisivi, 127.600 fotografie.istero dei Beni Artistici e Culturali
  • ISMEL Istituto per la memoria e la cultura del lavoro, dell'impresa e dei diritti sociali

    L'ISMEL è un Centro archivistico-bibliotecario, di documentazione e ricerca, in cooperazione fra tre istituti culturali (Fondazione Gramsci, Fondazione Nocentini, Istituto Salvemini), dedicato alla memoria e alla cultura del lavoro, dell'impresa e dei diritti sociali.
    Un progetto originale di partecipazione privata e pubblica, unico nel panorama nazionale. Al nascente Istituto è stato destinato il Palazzo di San Daniele dei Quartieri militari juvarriani (Via del Carmine 14), di proprietà della Città di Torino. Questa sistemazione pare particolarmente opportuna anche in ragione della prossimità con il Museo Diffuso della Resistenza, deportazione, guerra, diritti e libertà, con l'Archivio nazionale cinematografico della Resistenza e con l'Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea: si verrebbe cosi a creare un vero e proprio polo culturale unitario sui temi del Novecento e dei diritti, civili e sociali, a poca distanza dalle Sezioni riunite dell'Archivio di Stato.
    www.ismel.it
  • Associazione delle Istituzioni di cultura italiane

    L'AICI è stata costituita nel 1992 da un gruppo di associazioni, fondazioni e istituti culturali di grande prestigio e consolidata attività. I suoi Soci, distribuiti sul territorio nazionale, svolgono attività di ricerca, conservazione e promozione nei più diversi ambiti della produzione culturale.
    La missione istituzionale dell'AICI, svolta attraverso gli organi associativi, è quella di “tutelare e valorizzare la funzione delle Istituzioni di cultura, nelle quali la Costituzione della Repubblica riconosce una componente essenziale della comunità nazionale” (art. 2 dello Statuto).
    www.aici.it
  • Coordinamento delle biblioteche speciali e specialistiche torinesi

    La Biblioteca dell'Istituto Salvemini aderisce al Coordinamento che ha preso vita nel 2008 con la finalità di promuovere una rete tra le differenti realtà documentarie presenti nella nostra città a vantaggio di un proficuo servizio per le istituzioni ed il pubblico a livello cittadino, regionale e nazionale; migliorare la visibilità e la fruibilità delle risorse documentali in possesso. Vi partecipa Raffaela Valiani.
    In particolare l'Istituto Salvemini ha aderito nel 2018 al progetto CoBiS LOD, che studia l'applicazione della tecnologia dei linked open data ai fini dell'interoperabilità tecnica e semantica fra fonti di dati di natura diversa. Reso possibile da una convenzione con la Regione Piemonte, il progetto rende accessibili tramite un unico motore di ricerca i dati catalografici provenienti da biblioteche e software diversi, e li arricchisce grazie al collegamento con le altre risorse presenti nella Linked Open Data Cloud.

  • Comitato per l'affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana

    Il Comitato Resistenza e Costituzione promuove e coordina le iniziative tese a riproporre e approfondire i valori di democrazia e di libertà della resistenza e dell'antifascismo; svolge una costante attività di ricerca e di studio sulla storia contemporanea, ponendo particolare attenzione ai principi fondamentali della Costituzione italiana; valorizza i luoghi che furono teatro degli episodi più significativi della lotta di liberazione in Piemonte e i monumenti che li ricordano.
  • Comitato emergenza cultura

    Il Comitato Emergenza Cultura è composto da singoli operatori, da associazioni di diversi settori (teatro, danza, musica, ci...nema, istituti storici, biblioteche, archivi, musei, arte espositiva) e da coordinamenti quali MAB (Musei Archivi Biblioteche, nato dalla collaborazione tra AIB, ANAI e ICOM Italia), CoBiS (Coordinamento delle Biblioteche Speciali e Specialistiche di Torino) e CAPA (Coordinamento Associazioni Piemonte Arte).
    Le finalità principali del Comitato sono l’ottenimento di una legge quadro per la cultura che sappia sviluppare nuove ed opportune strategie per la crescita del settore e l’attuazione degli Stati generali della cultura in Piemonte, indispensabili per censire e mettere in rete tra loro le piccole e grandi realtà presenti sul territorio regionale.

Sostieni l'Istituto

  • 5 x mille

    A tutti gli amici dell’Istituto Salvemini, anche quest’anno ci rivolgiamo a Voi per chiederVi di sostenere, senza nessun onere per il contribuente, il nostro Istituto. La legge finanziaria consente infatti, nel momento in cui presenterete la dichiarazione dei redditi (Cud o Modello 730 o Modello unico), di scegliere a chi destinare una quota pari al 5 per mille dell’imposta sul reddito. Il vostro aiuto sarà prezioso per alimentare innanzi tutto la crescita e il funzionamento della biblioteca e dell'archivio storico, aggiornandone le raccolte e continuando nell'opera di recupero della memoria piemontese che da tempo ci caratterizza. Lo useremo inoltre per le iniziative culturali che andranno ad arricchire l'offerta del Polo del '900. Per sostenere l’Istituto è sufficiente trascrivere nell’apposita casella “sostegno del volontariato, delle onlus, delle associazioni di promozione sociale e di altre fondazioni e associazioni riconosciute” del modulo della dichiarazione dei redditi il nostro codice fiscale e firmare. Grazie, cordiali saluti a tutti.

    Il codice fiscale dell'Istituto Salvemini è: 80103950012
  • Erogazioni liberali

    Le persone fisiche che effettuano erogazioni liberali in denaro alle ONLUS possono fruire di alcuni benefici fiscali. È possibile detrarre dall'imposta lorda il 26% dell'importo donato a favore delle ONLUS, fino ad un massimo di 30.000 euro (Legge n. 96/2012 e modifiche); oppure è possibile dedurre la donazione per un importo non superiore al 10% del reddito complessivo dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000,00 euro annui (art. 14 comma 1 del Decreto Legge 35/05). È importante ricordare di conservare la ricevuta postale o bancaria della propria donazione, il cui versamento deve essere eseguito tramite banca o ufficio postale o altri sistemi di pagamento, quali carte di debito, di credito e prepagate, assegni di conto corrente o circolari (purché tracciabile, quindi non in contanti). Nella causale è sufficiente scrivere "erogazione liberale". Ogni erogazione sarà preziosa per sostenere l'attività dell'Istituto.
    Le nostre coordinate bancarie: ISTITUTO DI STUDI STORICI GAETANO SALVEMINI
    IBAN: IT 98 D 02008 01058 000100929707 

  • Associarsi

    All'Istituto possono aderire tutti coloro che ne accettino le finalità, dando disponibilità a cooperare alla loro realizzazione. I soci assumono come metodo il libero dibattito delle idee e la difesa della libertà di ricerca e di espressione.
    Tutti i soci hanno uguale diritto di voto e di partecipazione alla vita associativa, contribuendo ad orientarne le proposte culturali; possono candidarsi alle cariche sociali ed eleggere gli organi direttivi; ogni socio viene informato di tutte le iniziative promosse dall'Istituto ed ha la libera fruizione dei servizi e delle strutture dell'Istituto, fra cui l'accesso gratuito al prestito dei volumi della biblioteca e l'agevolazione di tutti i servizi bibliotecari; può utilizzare, a richiesta, le sale per riunioni.

    Quote associative

    soci ordinari, 30 €
    soci sostenitori, a partire da 50 €
    soci benemeriti, a partire da 100 €
    soci studenti e giovani lavoratori (30 anni), 15 €

    Modalità di versamento

    - Pagamento diretto presso la sede
    - Bonifico bancario su conto corrente intestato a ISTITUTO DI STUDI STORICI GAETANO SALVEMINI
    IBAN: IT 98 D 02008 01058 000100929707 
    - Donazione tramite Paypal  

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123 Main Street, Anytown 12345

+ 555-0199

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Biblioteca

La Biblioteca dell'Istituto

Biblioteca

La Biblioteca dell'Istituto Salvemini è, dal 2016, parte integrante della Biblioteca del Polo del '900.
Essa ha carattere specialistico con particolare riguardo all'ambito degli studi storico-politici contemporanei, alla storia italiana ed europea e alla storia delle dottrine e dei movimenti politici. Vi si copre un’area tematica piuttosto ampia: si spazia infatti dalla storia sociale a quella economica, da quella istituzionale al dibattito di attualità politica e culturale, dalla memorialistica alla ricerca e alla riflessione storiografica di impronta critica ed accademica.
Si è costituita a partire dal 1981 intorno ad un nucleo originario di donazioni provenienti da enti, associazioni e privati e si è successivamente arricchita sino a raggiungere l’attuale patrimonio di oltre 50.000 monografie e di 3.560 raccolte di periodici nazionali e internazionali, di cui circa 200 correnti.
Vi trovano posto alcuni FONDI PARTICOLARI:
a. Storia del movimento operaio e socialista in Piemonte
b. Storia del movimento sindacale italiano e piemontese
c. Storia politico-sociale della Russia e dell’Urss nel ‘900 (in lingua russa)
d. Storia della Spagna contemporanea (in lingua spagnola)
e. Judaica contemporanea sulla storia dell’ebraismo, della Shoah e sullo Stato di Israele
f. Bibliografia salveminiana

Orari

La biblioteca si trova in
Via del Carmine 14 a Torino

E' aperta nei seguenti orari:
dal lunedì al venerdì, ore 10,00-19,00
giovedì, ore 14,00-19,00.
Secondo e quarto sabato del mese, ore 10,00-19,00

Contatti

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Catalogo online

Emeroteca

I periodici nell'emeroteca dell'Istituto di studi storici Gaetano Salvemini rappresentano, nelle loro caratteristiche e nelle modalità dell'acquisizione, un significativo "spaccato" della realtà culturale e organizzativa dell'Istituto.
Essi sono oggi circa 3.560, di cui circa 200 correnti, e coprono un'area tematica e geografica piuttosto ampia.
Ovviamente espressione prevalente dell'editoria periodica nazionale, l'emeroteca è tuttavia ben rappresentata anche sul versante della storia locale e regionale. Lo stesso dicasi per la dimensione internazionale, che raduna riviste francesi e inglesi, spagnole e tedesche per lo più non presenti nelle raccolte delle biblioteche torinesi. Essa disegna cosi un quadro complesso che muove dal territorio nella sua accezione geo-culturale più ampia, per dislocarsi sulle istituzioni politiche, amministrative e sociali e spaziare poi nel più largo ambito della ricerca scaturita nei centri universitari e di cultura.
Partiti, sindacati, movimenti, istituzioni, ceti, classi, ideologie e politiche, dottrine e prassi danno vita al composito quadro della storia sociale italiana ed europea degli ultimi cento anni. Tutto ciò rende l'emeroteca del "Salvemini" particolarmente adatta ad offrire al pubblico dei ricercatori e soprattutto degli studenti uno strumento non solo di consultazione, ma anche di didattica implicita.
Del resto, la sua origine è specchio di un impegno che ha preso le mosse (e in parte tuttora vi attinge) dal contributo spontaneo di studiosi, testimoni del tempo, militanti politici e sociali che hanno affidato alla paziente opera di un servizio di pubblica lettura il segno di una continuità ideale di valori civili e culturali.

Libri e periodici doppi in scambio

Consultazione

L'accesso alla consultazione è libero, nel rispetto del regolamento interno.
La Biblioteca aderisce dal 1996 al Polo informatico piemontese del Servizio Bibliotecario Nazionale. Il catalogo è quindi consultabile online e l'utente può disporre in loco di postazioni Internet e della possibilità di connessione a banche dati nazionali e internazionali.
Consulta il regolamento.

Servizi

Prestito locale

Sono ammessi al servizio tutti gli utenti.
Per usufruirne è sufficiente compilare l’apposita scheda in distribuzione nella sala di lettura.
Il servizio è gratuito.
Possono essere prese in prestito contemporaneamente al massimo tre opere dell'Istituto Salvemini.
La durata del prestito è di un mese e può essere prorogata, previo contatto almeno telefonico, solo nel caso in cui le medesime opere non siano state richieste da altri utenti.
Sono esclusi dal prestito:
- Periodici (collocazioni Per, PRu, PEs)
- Opere in precario stato di conservazione
- Opere con collocazione: Q, R, LG, Cons
- Libri e opuscoli editi prima del 1961

Prestito interbibliotecario

Prestito in uscita:
La biblioteca può prestare le proprie opere ad altre biblioteche nazionali ed estere. La richiesta può essere inoltrata compilando il modulo online ovvero scrivendo una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Il prestito ha la durata di un mese a decorrere dalla data di arrivo presso la biblioteca ricevente e può riguardare due opere al massimo, con l’esclusione delle tipologie già elencate per il prestito locale.
Essendo la nostra una biblioteca privata, non opera in regime di reciprocità gratuita, ma chiede il rimborso delle spese sostenute con accredito su Iban n. IT 98 D 02008 01058 000100929707 intestato a Istituto di studi storici Gaetano Salvemini.
I volumi vengono spediti tramite posta raccomandata e se ne richiede la restituzione con lo stesso mezzo.
La biblioteca ricevente è responsabile delle opere concesse in prestito e si impegna al loro reintegro in caso di smarrimento o danneggiamento.

Prestito in entrata:
Gli utenti che accedono alla sede di via del Carmine 14 possono richiedere il prestito di opere appartenenti ad altre biblioteche, nazionali ed estere, che prevedano tale servizio.
I lettori si impegnano a rispettare le condizioni prescritte dalle biblioteche interpellate e a sostenere i relativi costi di spedizione.

Fornitura di documenti

La biblioteca fornisce copia cartacea o digitale dei propri documenti a chi ne faccia richiesta nel rispetto della normativa vigente sul diritto d’autore.
Fotocopie e scansioni digitali possono essere richiesti compilando il modulo online ovvero scrivendo una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., oppure Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sono esclusi dalla fotocopiatura:
- volumi di formato superiore allo specchio della fotocopiatrice (45 x 30 cm.)
- documenti in precario stato di conservazione
Gli utenti possono eseguire fotografie con propria attrezzatura, nel rispetto della normativa vigente sul diritto d’autore.

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E' uscito il nuovo numero di Spagna Contemporanea! (2019, anno XXVIII n. 55)


Spagna contemporanea. Semestrale di storia, cultura e istituzioni, diretta da Alfonso Botti e Claudio Venza, è nata nel 1992 per iniziativa congiunta di un gruppo di studiosi della storia e della cultura spagnola dei sec. XIX e XX e dell'Istituto di studi storici Gaetano Salvemini di Torino. Adotta ufficialmente il sistema di valutazione scientifica degli articoli che le vengono sottoposti, conosciuto internazionalmente come peer-reviewing. L'Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) ha classificato Spagna Contemporanea in Classe A per il Settore I1 (Lingue, Letterature e culture spagnola e ispano-americana) dell'area 10 (Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche); per il settore A3 (Storia Contemporanea) dell'Area 11 (Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche) 

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Archivio

L'Archivio dell'Istituto

L'Archivio

L'Istituto persegue finalità di archivio storico conservando la documentazione relativa ad alcuni movimenti politici e sociali piemontesi, con annesse una fototeca, una manifestoteca e un fondo di testimonianze orali sulla vita sociale e politica del secondo dopoguerra.

Sin dalla sua fondazione nel 1977 l'Istituto Salvemini si è posto l'obiettivo di salvaguardare una parte del patrimonio storico e documentario di natura politica e sociale esistente sul territorio piemontese. Si trattava di un insieme di carte disperse in archivi pubblici e soprattutto privati, raramente ordinate e tanto meno consultabili, minacciate in misura crescente da una definitiva dispersione prossima alla scomparsa e alla irreperibilità, legate anche a testimonianze orali sempre più aleatorie e inesorabilmente sempre più rare.
Si è dato quindi vita ad un'ampia sezione archivistica dove sono confluiti in questi decenni documenti e carte d'archivio versati a più riprese da una pluralità di soggetti istituzionali e di privati, con l'obiettivo di recuperare quanto più possibile parti di quel patrimonio, nella consapevolezza che solo in tal modo si sarebbe potuto garantire la conservazione di una memoria storica preziosa per l'identità civile e sociale della nostra regione.
La documentazione acquisita è stata in gran parte ordinata, catalogata e resa consultabile su supporto informatico. Essa si caratterizza secondo alcuni filoni specifici.

Orari

L'archivio si trova in
Via del Carmine 14 a Torino
e è aperto nei seguenti orari:

dal lunedì al venerdì, ore 10,00-19,00
giovedì, ore 13,30-19.
Secondo e quarto sabato del mese, ore 15,00-19,00
Seconda e quarta domenica del mese, ore 10,00-14,00

Contatti

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Catalogo online

Elenco Fondi

I fondi sindacali

Conservano principalmente la documentazione della Uil Piemonte nelle sue diverse provenienze territoriali e di categoria, oltre ad alcuni fondi personali, a partire dalla fondazione nel 1950, ma con particolare riguardo al periodo dal 1960 ad oggi.

I fondi politici

Comprendono la documentazione organizzativa interna, la corrispondenza, il dibattito politico e congressuale, l'attività amministrativa, il materiale propagandistico e informativo della Federazione di Torino del Psi dagli anni Sessanta alla fine degli anni Ottanta, anche nelle sue articolazioni territoriali. Allo stesso arco di tempo risale la documentazione concernente movimenti e partiti di area democratica e di estrema sinistra.
Vi si annoverano inoltre numerosi archivi privati di personalità politiche regionali o di semplici militanti in vari partiti e movimenti.

I fondi di associazioni

Vi trovano posto le carte di alcune realtà dell'associazionismo democratico del dopoguerra, come la Fnism Federazione nazionale insegnanti, il Club Turati di Torino, l'Associazione Partigiani Matteotti del Piemonte e, più recentemente, l'Associazione Radicale Adelaide Aglietta.

Altri fondi

Conservano principalmente la documentazione della Uil Piemonte nelle sue diverse provenienze territoriali e di categoria, oltre ad alcuni fondi personali, a partire dalla fondazione nel 1950, ma con particolare riguardo al periodo dal 1960 ad oggi.

Nastroteca

L’archivio audiovisivo è composto da 216 audiocassette, di cui 121 conservano la registrazione di interviste ad altrettante donne impegnate nelle professioni imprenditoriali, mediche, legali e in attività politiche. Rappresentano il frutto di ricerche patrocinate dall’Istituto negli anni 2000-2005 svolte sul territorio regionale. Le restanti costituiscono un fondo eterogeneo di registrazioni di manifestazioni politiche e culturali degli anni ottanta e novanta.
L’archivio audiovisivo conserva inoltre 50 cassette VHS riguardanti manifestazioni politiche e sindacali degli anni ottanta e novanta e 35 bobine di nastro magnetico contenenti le registrazioni sonore di congressi e convegni politici e sindacali degli anni settanta e ottanta tenutisi a Torino e a Biella. Tale materiale è stato acquisito insieme ai fondi archivistici della Uil Piemonte e della Federazione provinciale torinese del Psi, nonché della sezione di Biella del Psi. Il materiale è in attesa di catalogazione.

Fototeca

L’archivio fotografico è composto da circa 3.700 fotografie, in gran parte inerenti ai fondi della Uil Piemonte e della Federazione provinciale del Psi a Torino oltre che a fondi personali (Giuseppe Romita, Vera Pagella) e a donazioni isolate. L’archivio è tuttora in fase di riordino e verrà catalogato con Guarini Patrimonio, digitalizzato e riversato nella Fototeca regionale.
Il materiale in esso raccolto percorre un arco cronologico molto esteso, dagli anni dieci del Novecento al primo decennio del XXI secolo, e offre una documentazione iconografica piuttosto sfaccettata: i fondi sindacale e politico riuniscono immagini di convegni nazionali e internazionali, di elezioni di commissioni interne di fabbrica, di comizi, di attività di proselitismo e formazione, di iniziative di solidarietà, cortei e manifestazioni, di celebrazioni di anniversari storici, e, non ultime, di note di costume e cultura.

Manifestoteca

Il fondo manifesti politici e sindacali è costituito da una raccolta di circa 1.700 manifesti, provenienti rispettivamente dalla Federazione provinciale torinese del Partito socialista italiano e dall’Unione regionale piemontese del sindacato Uil. Si tratta prevalentemente di manifesti di grande formato (cm 100x70), editi sia a livello nazionale che locale, ascrivibili ad un periodo che va dal secondo dopoguerra agli anni novanta.
Questo materiale riveste un notevole interesse storico e non è privo di rilievo estetico: ne sia esempio la serie di manifesti ideati da Ettore Vitale, il grafico che curò a partire dagli anni settanta l’immagine coordinata del Partito socialista, coniugando un rigoroso ordine tipografico con immagini di estrema concentrazione simbolica, in un linguaggio rimasto esemplare per immediatezza ed efficacia comunicativa. Il fondo è stato in buona parte (1.312 manifesti) catalogato negli anni 2003-2005 mediante il software Guarini Patrimonio e reso disponibile alla consultazione. È in corso la digitalizzazione che ne permetterà il riversamento on-line nella Fototeca regionale.

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Pubblicazioni

Pubblicazioni

Collana presso Franco Angeli Editore

La collana pubblica i risultati di ricerche promosse dall’Istituto, con riferimento in particolare a due filoni di indagine: Storia delle dottrine dei movimenti politici e sociali; Studi internazionali.

Comitato scientifico: Patrizia AUDENINO, Università di Milano; Alfonso BOTTI, Università di Modena e Reggio Emilia; Marco BRUNAZZI, Università di Bergamo; Marco BUTTINO, Università di Torino; Valerio CASTRONOVO, Università di Torino; Luciano GALLINO, Università di Torino; Emilio PAPA, Università di Torino; Massimo L. SALVADORI, Università di Torino; Sergio SOAVE, Università di Torino.

I volumi della collana sono sottoposti alla valutazione preventiva di referees anonimi.
La collana pubblica i risultati di ricerche promosse dall’Istituto, con riferimento in particolare a due filoni di indagine: Storia delle dottrine dei movimenti politici e sociali; Studi internazionali.

Comitato scientifico: Patrizia AUDENINO, Università di Milano; Alfonso BOTTI, Università di Modena e Reggio Emilia; Marco BRUNAZZI, Università di Bergamo; Marco BUTTINO, Università di Torino; Valerio CASTRONOVO, Università di Torino; Luciano GALLINO, Università di Torino; Emilio PAPA, Università di Torino; Massimo L. SALVADORI, Università di Torino; Sergio SOAVE, Università di Torino.

I volumi della collana sono sottoposti alla valutazione preventiva di referees anonimi.

I volumi della collana

Emilo R. Papa (Ed.), Il positivismo nella cultura italiana tra Otto e Novecento, Milano 1985, pp. 486 (esaurito)

Attilio Tempestini, Laici e clericali nel sistema partitico italiano. La Costituente e l'articolo 7, Milano 1987, pp. 200

Emilio R. Papa, Ritorno alla politica. Problemi del socialismo della democrazia, Milano 1988, pp. 130

Maria Malatesta, I signori della terra. L'organizzazione degli interessi agrari padani (1860-1914), Milano 1989, pp. 413

Alberto Masoero e Antonello Venturi (Eds.), Russica. Studi e ricerche sulla Russia contemporanea, Milano 1990, pp. 509

Patrizia Audenino, Un mestiere per partire. Tradizione migratoria, lavoro e comunità in una vallata alpina, Milano 1990 pp. 281 (esaurito)

Francesco Tuccari, Carisma e leadership nel pensiero politico di Max Weber, Milano 1991, pp. 270

Patrizia Audenino (Ed.), Democratici e socialisti nel Piemonte dell'Ottocento, Milano 1995, pp. 491

Lorenzo Riberi (Ed.), La Germania allo specchio della storia, Milano 1995, pp. 246

Sergio Soave (Ed.), Un eretico della sinistra. Angelo Tasca dalla militanza alla crisi della politica, Milano 1995, pp. 225

Federico Fornaro, Giuseppe Romita. L’autonomia socialista e la battaglia per la Repubblica, Milano 1996, pp. 252

Anna Chiarloni, Germania '89. Cronache letterarie della riunificazione tedesca, Milano 1998, pp. 138

Barbara Bracco, Storici italiani e politica estera. Tra Salvemini e Volpe 1917-1925, Milano 1998, pp. 228

Caterina Simiand (Ed.), I deputati piemontesi all'Assemblea Costituente, Milano 1999, pp. 639

Alberto Masoero e Antonello Venturi (Eds.), Il pensiero sociale russo. Modelli stranieri e contesto nazionale, Milano 2000, pp. 311

Elia Bosco (Ed.), La nuova Germania. Società, istituzioni, cultura politica dopo la riunificazione, Milano 2000, pp. 496

Lorenzo Riberi, Arthur Rosenberg. Democrazia e socialismo tra storia e politica, Milano 2001, pp. 503

Maria Teresa Silvestrini, Caterina Simiand, Simona Urso (Eds.), Donne e politica. La presenza femminile nei partiti politici dell’Italia repubblicana, Torino, 1945-1990, Milano 2005, pp. 778

Anna Balzarro, Io ero il daziere e lui un mediatore. Partigiani e fascisti nei paesi dell’Oltrepò Pavese, Milano 2007, pp. 240

Adriana Castagnoli (Ed.), L’imprenditoria femminile in Italia. Il caso emblematico del Piemonte, Milano 2007, pp. 307

Patrizia Audenino e Paola Corti (Eds.), Donne e libere professioni. Il Piemonte del Novecento, Milano 2007, pp. 396

Krystyna Jaworska (Ed.), Polonia tra passato e futuro. Percorsi di cultura contemporanea, Milano 2008, pp. 407

Anna Chiarloni (Ed.), Oltre il muro. Berlino e i linguaggi della riunificazione, Milano 2009, pp. 205

Simone Attilio Bellezza, Il tridente e la svastica. L'occupazione nazista in Ucraina orientale, Milano 2010, pp. 243

Elia Bosco e Josef Schmid (Ed.), La Germania rosso-verde, Milano 2010, pp. 402

Krystyna Jaworska e Caterina Simiand (Eds.), Solidali con Solidarność. Torino e il sindacato libero polacco, Milano 2011, pp. 217

Enrico Miletto, Laici e solidali. Massoneria e associazionismo a Torino e in Piemonte (1861-1925), Milano 2018, pp. 190

Collana presso Rubbettino editore

Presso Rubbettino editore l’Istituto Salvemini cura una collana suddivisa in due serie: Storia contemporanea e Ispanistica. Tutti i volumi delle serie sono sottoposti alla valutazione preventiva di referees anonimi.

I volumi della serie di Storia contemporanea

Patrizia Audenino (a cura di),  Il prezzo della libertà. Gaetano Salvemini in esilio (1925-1949) , Soveria Mannelli 2009, pp. 426

Marco Novarino,  Compagni e liberi muratori. Socialismo e massoneria dalla nascita del Psi alla Grande guerra , Soveria Mannelli 2015, pp. 37 8

La serie di Storia contemporanea è diretta da Patrizia AUDENINO, Università di Milano. Comitato scientitico: Elia BOSCO, Università di Torino; Marco BRUNAZZI, Università di Bergamo; Valerio CASTRONOVO, Università di Torino; Alberto CAVAGLION, Università di Firenze; Anna CHIARLONI, Università di Torino; Krystyna JAWORSKA, Università di Torino; Massimo L. SALVADORI, Università di Torino; Antonello VENTURI, Università di Pisa; Claudio VERCELLI, Istituto Salvemini.

I volumi della serie di Ispanistica

Alfonso Botti e Massimiliano Guderzo (Ed.), L'ultimo franchismo tra repressione e premesse della transizione (1968-75), Soveria Mannelli 2009, pp. 359

Alfonso Botti (Ed.), Clero e guerre spagnole in età contemporanea (1808-1939), Soveria Mannelli 2011, pp. 448

Maria Elena Cavallaro, La Spagna oltre l’ostacolo. La transizione alla democrazia: storia di un successo, Soveria Mannelli 2013, pp. 211

Maria Elena Cavallaro e Guido Levi (Eds.), Spagna e Italia nel processo di integrazione europea (1950-1992), Soveria Mannelli 2013, pp. 316

Alfonso Botti, Marco Cipolloni, Vittorio Scotti Douglas (Eds.), Ispanismo internazionale e circolazione delle storiografie negli anni della democrazia spagnola (1978-2008), Rubbettino, 2014, pp. 597

Stefano De Tomasso, Voci dalla Spagna. La radio antifascista e l'Italia (1936-1939), Rubbettino, Soveria Mannelli, 2016, pp. 282.

La serie di Ispanistica è diretta da Alfonso BOTTI, Università di Modena e Reggio Emilia. Comitato scientifico: Alfonso BOTTI, Università di Modena e Reggio Emilia; Marco CIPOLLONI, Università di Modena e Reggio Emilia; Massimiliano GUDERZO, Università di Firenze; Marcella AGLIETTI, Università di Pisa; Marco NOVARINO, Università di Torino.

Spagna contemporanea

Spagna contemporanea. Semestrale di storia, cultura e istituzioni, diretta da Alfonso Botti e Claudio Venza, è nata nel 1992 per iniziativa congiunta di un gruppo di studiosi della storia e della cultura spagnola dei sec. XIX e XX e dell'Istituto di studi storici Gaetano Salvemini di Torino. Dal 2005 ha formalizzato la pratica di peer review già adottata negli anni precedenti.

 

La rivista

www.spagnacontemporanea.it Spagna contemporanea si pone come una rivista-ponte capace di suscitare l'interesse e di trovare interlocutori in vari ambiti, accademici, disciplinari e geografici. Anzitutto e ovviamente in quello della ricerca ispanistica che sul piano storiografico, in Italia, non è mai fuoriuscita dalla rapsodicità di pur pregevoli contributi. Da questo punto di vista essa si è posta, quasi naturalmente, come sede di animazione, coordinamento e possibile approdo di quanto nell'ambito della contemporaneistica italiana guarda alla Spagna come oggetto di ricerca storiografica. In secondo luogo, si è rivolta al mondo dell'ispanismo letterario italiano che, al di là delle frammentazioni disciplinari, ritiene che dai processi storici non si possa in alcun caso prescindere per la comprensione di una cultura e di una civiltà. In terzo luogo Spagna contemporanea si è candidata a diventare interlocutrice e punto di riferimento delle giovani generazioni di ricercatori spagnoli che guardano con interesse alla storiografia italiana e alle relazioni italo-spagnole. È dunque una rivista che adotta, per implicito che sia, l'approccio comparatista nel porre in relazione, più che singoli episodi, i processi storici dei due paesi, contribuendo all'incremento delle relazioni scientifiche e culturali e al consolidamento dei tentativi che, con convegni e pubblicazioni, hanno segnato punti importanti negli ultimi anni. Coordinatore della redazione: Giacomo Demarchi Comitato di redazione: Marcella Aglietti (Università di Pisa), Mireno Berrettini (Università Cattolica, Milano), Alfonso Botti (Università di Modena e Reggio Emilia), Luciano Casali (Università di Bologna), Maria E. Cavallaro (IMT, Lucca), Marco Cipolloni (Università di Modena e Reggio Emilia), Nicola Del Corno (Università di Milano), Giacomo Demarchi (Università di Milano), Michelangela Di Giacomo (M9 di Mestre), Steven Forti (UNL, Universidade Nova de Lisboa), Walter Ghia (Università del Molise), Massimiliano Guderzo (Università di Firenze), José Luis Ledesma (UCM,Universidad Complutense de Madrid), Guido Levi (Università di Genova), Andrea Micciché (Università "Kore", Enna), Javier Muñoz Soro (UCM, Universidad Complutense de Madrid), Marco Novarino (Università di Torino), Marco Puppini (IRSML Friuli-Venezia Giulia), Giulia Quaggio (University of Sheffield), Javier Rodrigo Sánchez (UAB,Universitat Autònoma de Barcelona), Vittorio Scotti Douglas (Università di Modena e Reggio Emilia), Leonida Tedoldi (Università di Verona), Jorge Torre Santos (Università di Modena e Reggio Emilia), Claudio Venza (Università di Trieste) Comitato scientifico: José Álvarez Junco (Emerito UCM,Universidad Complutense de Madrid), Paul Aubert (Université de Provence, Aix-Marseille I), Jean René Aymes (Emerito Université Paris III), Walter L. Bernecker (Universität Erlangen-Nürnberg), Jordi Canal (EHESS, Paris), Silvana Casmirri (Università di Cassino), Giuliana Di Febo (Università Roma Tre), Gérard Dufour (Université de Provence, Aix-Marseille I), Chris Ealham (Saint Louis University, Madrid), Charles Esdaile (University of Liverpool), Pere Gabriel (UAB,Universitat Autònoma de Barcelona), José Luis García Ruiz (UCM, Universidad Complutense de Madrid), Rosa Maria Grillo (Università di Salerno), Santos Juliá (UNED, Madrid), Emilio La Parra López (Universidad de Alicante), Pablo Martín de Santa Olalla (Universidad Europea de Madrid), Carme Molinero (UAB, Universitat Autònoma de Barcelona), Feliciano Montero (Universidad Alcalá de Henares), Javier Moreno Luzón (UCM, Universidad Complutense de Madrid), Marco Mugnaini (Università di Pavia), Xosé Manoel Núñez Seixas (Ludwig-Maximilians Universität, München), Isabel María Pascual Sastre (Universidad Rey Juan Carlos, Madrid), Juan Carlos Pereira Castañares (UCM, Universidad Complutense de Madrid), Sisinio Pérez Garzón (Universidad de Castilla-La Mancha), Manuel Pérez Ledesma (Universidad Autónoma de Madrid), Gabriele Ranzato (Università di Pisa), Patrizio Rigobon (Università di Venezia), Manuel Santos Redondo (UCM, Universidad Complutense de Madrid), Ismael Saz (Universidad de Valencia), Manuel Suárez Cortina (Universidad de Cantabria), Nigel Townson (UCM, Universidad Complutense de Madrid), Pere Ysás (Universitat Autònoma de Barcelona) Collaboratori di redazione: Elena Errico, Altea Villa Segreteria di redazione: Dolors Garcés Llobet, Caterina Simiand Redazione: Istituto di studi storici Gaetano Salvemini, via del Carmine 14, 10122 Torino. Corrispondenza e scambi vanno inviati alla Redazione; e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; www.spagnacontemporanea.it Amministrazione e distribuzione: Edizioni dell'Orso, via Rattazzi 47, 15100 Alessandria, tel/fax 0131/252349- 257567 e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; www.ediorso.it

Biblioteca di 'Spagna contemporanea'

La collana è diretta da Alfonso Botti e Claudio Venza e nasce per iniziativa dell’omonima rivista pubblicata dall’Istituto Salvemini. Accoglie studi e ricerca sulla storia spagnola del XIX e XX secolo, avvalendosi, in particolare, del contributo dell’ispanismo culturale e storiografico italiano.

I volumi della collana

Paola Corti, Alejandro Pizarróso Quintéro, Giornali contro. “Il Legionario” e “Il Garibaldino”. La propaganda degli italiani nella guerra di Spagna, Alessandria, Edizioni Dell’Orso, 1993, pp. 251 (esaurito)

Marco Mugnaini, Italia e Spagna nell'età contemporanea. Cultura, politica e diplomazia (1814-1870), Alessandria, Edizioni dell'Orso, 1994, pp. 364 (esaurito)

Gabriele Ranzato, La difficile modernità e altri saggi sulla storia della Spagna contemporanea, Alessandria, Edizioni Dell'Orso, 1997, pp. 231 (esaurito)

Ugo Frasca, La Spagna e la diplomazia italiana dal 1928 al 1931. Dalla Revisione dello statuto di Tangeri alla Seconda Repubblica, Alessandria, Edizioni dell'Orso, 2000, pp. 261

Eulàlia Vega (Ed.), Pensando alla Catalogna. Cultura, storia e società, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2008, pp. 159

Michele Francone, Percorso nella guerra civile spagnola. El camino en la Guerra Civil (1937-1939), Alessandria, Edizioni dell'Orso, 2009, pp. 177

Nicola Del Corno,Spagna controrivoluzionaria. Il “Manifiesto de los Persas” (1814), Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2019

Livio Antonielli, Giacomo Demarchi (a cura) , Le arterie e il sangue della Democrazia. Teoria, pratica e linguaggio costituzionale fra Italia e Spagna (1931-1948-1978), Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2019

Altri Editori

L’Istituto Salvemini, nel corso degli anni, ha pubblicato presso editori diversi sia ricerche che ha promosso che atti di convegni a suo tempo realizzati.

Attività

Attività e Ricerca

Le nostre attività

L’Istituto Salvemini promuove e organizza attività di ricerca, di documentazione e di divulgazione nel campo degli studi di storia contemporanea italiana ed internazionale. Nato nel 1977 seguendo l’ispirazione di alcuni grandi storici quali Giorgio Spini, Massimo Salvadori e Franco Venturi, nel 1981 assunse l’attuale denominazione e da allora è presieduto dal prof. Valerio Castronovo. Nello stesso anno prese corpo la biblioteca specialistica e iniziarono le acquisizioni archivistiche. Il patrimonio dispone ora di oltre 50.000 volumi e di 3.700 raccolte di periodici, nonché di un archivio sui movimenti politici e sociali in Piemonte nel ‘900, la cui rilevanza è stata riconosciuta dal Ministero dei Beni Culturali.
Nel corso dei decenni è stata promossa un’intensa attività di ricerca che ha alimentato tre collane editoriali e numerose altre pubblicazioni. A partire dal 1992 l’Istituto pubblica, nell’ambito dei suoi studi di storia internazionale, la rivista “Spagna contemporanea. Semestrale di storia, cultura e istituzioni”, espressione dell’ispanismo storiografico italiano. Molto attivo anche nell’ambito della formazione didattica, ha collaborato fin dal 1990 con il Centro Servizi Didattici della Provincia di Torino e organizzato, dal 2011, le “Olimpiadi di Storia” in collaborazione con il Miur e altri enti ed istituzioni scolastiche.

Leggi il programma di attività del 2019

Ricerche in corso

Progetto di ricerca 'La rappresentazione del lavoro delle donne nel cinema muto italiano'.

Durante la seconda rivoluzione industriale l'affermazione del cinema come medium di massa e del lavoro femminile pagato fuori casa sono due caratteristiche della società occidentale moderna. L'urbanizzazione contribuisce all'erosione delle costruzioni sociali del maschile e del femminile permettendo a molte donne di accedere a un livello di istruzione superiore, a nuove mansioni lavorative e, quindi, a una maggiore autonomia e a un nuovo status sociale. Le mutazioni della modernità per le donne vengono riassunte nella figura della Donna Nuova, codificazione di genere attraverso cui le donne desiderano un riconoscimento diverso da quello attribuito dai ruoli femminili tradizionali di moglie e di madre. La Donna Nuova costruisce nuove relazioni con il tempo libero e il piacere. E il cinema diventa luogo di negoziazione immaginaria tra la tradizione e i comportamenti moderni. Le Dive costruiscono identità sociali alternative per le spettatrici, incoraggiando o inventando nuovi bisogni e desideri.
Applicando i risultati degli studi sulla divisione sessuale del lavoro al cinema muto italiano, in questa ricerca si vogliono indagare i messaggi veicolati dalle pellicole rispetto al rapporto tra donne e lavoro in un periodo di forte mutamento (e di forti ostacoli al mutamento) della condizione sociale femminile (rivendicazione dei diritti sociali, civili e politici, aumento delle opportunità lavorative causa impegno degli uomini nelle trincee).
Le trasformazioni prodotte dalla prima guerra mondiale vengono inserite nelle pellicole italiane? La produzione cinematografica può essere considerata opera d'arte di contenuto sociale? Quale ruolo riveste il lavoro femminile all'interno delle pellicole cinematografiche dell'epoca?

Il progetto

Obiettivi della ricerca
Con questo progetto si vuole proporre un'indagine sulla rappresentazione delle donne che lavoravano nel cinema muto italiano su due livelli:
1. la rappresentazione del lavoro nelle pellicole (fiction e documentari).
2. i diversi status di lavoratrice nella filiera cinematografica italiana.

Stato dell'arte relativo alla tematica oggetto del progetto
Per quanto riguarda l'apporto femminile alla produzione cinematografica italiana gli studi si sono concentrati sulla ricostruzione delle biografie delle dive più famose viste, quasi sempre, attraverso lo stereotipo di vamp e donne fatali. Negli ultimi anni qualcosa è iniziato a cambiare, grazie soprattutto al progetto internazionale Women Films Pioneers, nato nel 1993 grazie alla professoressa Jaine Gaines della Columbia University, che ha tra i suoi scopi la creazione di un repertorio biografico delle pioniere del cinema mondiale. Uno degli elementi fondamentali di questo progetto è la volontà di inserirsi in un quadro di storia sociale, studiando le condizioni materiali del lavoro dei primi decenni del XX secolo, il sistema di relazioni entro cui esso si è svolto e le dinamiche di potere nei luoghi della produzione. Fin dalla nascita, infatti, il cinema rappresenta una sfera pubblica alternativa per cineaste e spettatrici e quindi un'opportunità per gli studiosi e le studiose di investigare le traiettorie del professionismo femminile di inizio Novecento.

Sviluppi futuri del progetto Il progetto può essere sviluppato sia sincronicamente, mettendo a confronto i risultati della ricerca con la rappresentazione del lavoro delle donne in altre cinematografie (europee, per esempio in Spagna e in Polonia ed extraeuropee, attraverso il circuito internazionale Women and the Silent Screen e il progetto Women Film Pioneers della Columbia University) sia diacronicamente, proseguendo lo studio a partire dagli inizi degli anni Trenta del Novecento fino ai giorni nostri.

Fonti
Data la novità del tema si è pensato di elencare una serie di fonti, non esaustiva, in cui sarà possibile recuperare informazioni utili alla ricerca. Innanzitutto film di finzione e film dal vero prodotti in Italia nel periodo che va dal 1913 al 1919 ossia quando il sistema produttivo del periodo del muto è al culmine della produzione (lungometraggio, divismo, affermazione del cinema come mass medium). Vista la scarsità di fonti primarie grande attenzione sarà data alle fotografie di scena e ai materiali di promozione dei film. Saranno poi indagate le fonti di secondo livello sono rappresentate da: riviste di settore; riviste d'arte; riviste satiriche; quotidiani; giornali femminili; recensioni e cronache delle proiezioni; contratti cinematografici. Particolare attenzione verrà accordata alle interviste, alle biografie e alle autobiografie scritte dei/delle protagonisti/e del cinema muto italiano e ai materiali presenti nei fondi archivistici a loro intitolati. Infine verrà presa in considerazione la letteratura critica: opere generali sulla storia del cinema muto italiano, storie locali, dibattiti culturali e sociali sul ruolo del cinema nella formazione dell'immaginario, letteratura esistente sul ruolo e la funzione del lavoro delle donne prima, durante e dopo la prima guerra mondiale in Italia.

Collaborazioni ipotizzate
Museo Nazionale del Cinema di Torino – Fondazione Adriana Prolo, Archivio cinematografico Luce, Cineteca del Friuli, Cineteca Comunale di Bologna, Fondazione Cineteca Italiana, Cineteca Nazionale, Archivio Nazionale Cinema d'Impresa, European Film Gateway, blog Sempreinpenombra, Istituto per la Memoria e la Cultura del Lavoro, dell'Impresa e dei Diritti Sociali (ISMEL), Women Film Pioneers, Columbia University, Women and the Silent Screen, Fondazione Ansaldo, Fondazione Dalmine, Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d'Azienda (AIDDA), APID Imprenditorialità Donna, Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari (FIDAPA), Fondazione Marisa Bellisario, Fondazione Famiglia Piacenza, Fondazione Zegna, Associazione Archivio Storico Olivetti, Università degli Studi di Torino.

Iniziative a corredo
A corredo della ricerca sulla rappresentazione del lavoro delle donne nel cinema muto italiano si è pensato di creare una serie di incontri a partire dai materiali recuperati in fase di ricognizione. In particolar modo si è pensato a:
- proiezioni di film e documentari provenienti da cineteche e archivi
- creazione di documentari e narrazioni drammaturgiche ex novo
Questi eventi saranno caratterizzati dall'incontro tra arti diverse (cinema, teatro, musica,...) e dalla possibilità di nuove sperimentazioni di sonorizzazione delle pellicole.

Direzione scientifica
Emiliana Losma

Progetto di ricerca 'L'Italia e il sindacato libero polacco. Storia del Comitato di solidarietà con Solidarność'.

L'Istituto Salvemini da tempo ha avviato una serie di ricerche, convegni e pubblicazioni dedicati alla storia dei Paesi dell'Est Europa, attraverso due progetti pluriennali, il primo Polonia tra passato e futuro (2002-2004) e il secondo Est Europa. Città che cambiano, culture che mutano (2007-2009). La ricerca intende porsi in tale solco di indagini e proseguire il progetto avviato con il seminario organizzato a fine 2009 a Torino alla presenza del leader storico del sindacato libero polacco Lech Wałęsa e dei principali protagonisti italiani e polacchi del Comitato Aiuti alla Polonia e del Comitato di Solidarietà con Solidarność. Si tratta di esaminare le concrete iniziative di solidarietà che i sindacati torinesi con la Comunità Polacca di Torino e con gli enti locali e alcune associazioni del volontariato cattolico misero in atto d'intesa con le istanze.

Il progetto

Il progetto si sviluppa attraverso:

- La ricerca presso alcuni archivi di documenti importanti e quasi sempre inediti, utili per la comprensione di un periodo storico complesso, in cui le consuete relazioni internazionali fra sindacati e partiti politici assunsero nuove strade e strategie. Se fin da subito il sindacato e i movimenti di ispirazione cattolica sostennero con iniziative solidali il sindacato polacco di Solidarność, altre realtà sindacali e politiche espressero iniziali riserve che si dissiparono via via che la conoscenza dell’operato di Solidarność si faceva più evidente, soprattutto nel suo ruolo di difesa dei diritti dei lavoratori e dei cittadini.
- La ricostruzione del dibattito che l’esperienza di Solidarność innescò all’interno delle istanze politiche e sindacali italiane attraverso un’ampia ricognizione delle fonti giornalistiche disponibili, riportando così alla memoria avvenimenti che sinora non hanno trovato adeguata valorizzazione storiografica, ma che hanno segnato un momento particolarmente intenso di confronto fra le varie centrali sindacali italiane sullo sfondo della politica internazionale delle rispettive aree politiche di riferimento.
- La raccolta di testimonianze orali di quanti hanno contribuito all’attività del Comitato o ne hanno conservato memoria storica.
- L'elaborazione e pubblicazione dei risultati della ricerca.

Progetto di ricerca sulla storia della Uil in Piemonte (1950-1984)

Gli studi sulla storia del movimento operaio e sindacale italiano hanno attraversato diverse stagioni negli ultimi decenni, in buona misura parallele all’ubicazione delle organizzazioni sindacali nella società e nella politica, così, dalle storie “generaliste”, che tendevano ad incentrarsi sull’azione dei gruppi dirigenti dei sindacati nell’ambito della politica e dei partiti politici di riferimento, si passava a una storiografia “operaista” e militante, nella quale il perimetro delle organizzazioni sindacali veniva scavalcato dall’ambito della classe. I limiti della storiografia operaista, insieme alla perdita di protagonismo delle organizzazioni operaie, portavano tuttavia a un suo progressivo declino, mentre dagli anni novanta del secolo scorso si sono affacciati nuovi modelli interpretativi sulla storia del movimento sindacale. In essi, i sindacati diventano protagonisti della loro storia, mentre insieme alle vicende della “diplomazia sindacale” ci sono rilevanti spazi dedicati ad aspetti come l’organizzazione o la contrattazione collettiva, configurando la possibilità di fare una “storia sindacale” delle organizzazioni stesse.

Il progetto

Una “storia sindacale” dei sindacati, quindi, fatta soprattutto attraverso le numerosissime fonti prodotte dalle organizzazioni. Tali modelli, legati anche a una maggior accessibilità alle stesse fonti e a un rinnovato impegno verso il loro utilizzo, hanno portato all’identificazione di percorsi comuni di ricerca, coinvolgendo soprattutto gli studi sulla storia della CISL e della CGIL.
Nel caso della storiografia sulla UIL, invece, sono rimasti ancora lungamente prevalenti gli studi focalizzati sulle vicende politiche, non di rado legate a un carattere memorialistico e/o biografico dei suoi dirigenti, il cui indubbio interesse lascia comunque aperte molte questioni sulla storia della confederazione. Si tratta di argomenti importanti, non solo per l’approfondimento sulla storia di un’organizzazione sindacale ancora piuttosto sconosciuta dal punto di vista scientifico com’è la UIL, ma anche per completare il quadro del movimento sindacale italiano nell’Italia repubblicana, che altrimenti rischia di essere eccessivamente schiacciato sulle prospettive delle due maggiori confederazioni sindacali. Un esempio rilevante in questo senso è quello dell’impostazione della UIL verso la rappresentanza sindacale nelle aziende nel dopoguerra, il cui carattere piuttosto originale e spesso in controtendenza rispetto alle posizioni della CISL e della UIL, rende il suo approfondimento certamente necessario.
Altrettanto importanti sono gli studi sull’attività e sulla consistenza della UIL in alcune categorie e zone del paese, veri e propri punti nevralgici per la definizione delle dinamiche del movimento sindacale. Naturalmente, il Piemonte costituisce, per la sua struttura industriale e sociale, un punto nodale del movimento operaio e sindacale italiano, ma lo è anche in particolare per la storia della UIL, poiché nella regione si concentrano alcuni settori fondamentali, come il metalmeccanico, ed esperienze di azienda, come la FIAT ma anche l’Olivetti, che hanno segnato la storia delle relazioni industriali italiane e, per quanto riguarda la storia della UIL, hanno concentrato buona parte dei suoi sforzi per costituire l’identità di un’organizzazione sindacale diversa e alternativa alla CGIL e alla CISL.
Le caratteristiche specifiche della documentazione conservata appartenente alla UIL in Piemonte rendono ulteriormente significativo lo studio del caso, giacché i fondi presentano una consistente quantità di documenti corrispondenti agli anni cinquanta e sessanta, che possono contribuire a coprire il vero e proprio vuoto documentario esistente nell’archivio confederale della UIL in questo periodo.
La storia della UIL in Piemonte sarà articolata su una base cronologica, a partire di periodi che corrispondono alla sua storia dal punto di vista sindacale, quindi non necessariamente coincidenti con quelli della confederazione a livello nazionale o del movimento sindacale italiano in genere, e tantomeno alle vicende del contesto politico. Un primo approccio ha permesso l’individuazione di tre grandi fasi, suscettibili di essere modificate e/o suddivise ulteriormente man mano vadano avanti le ricerche.
- Dalla nascita della UIL ai fatti di Piazza Statuto (1950-1962)
- “L’età del sindacato” in Piemonte (1962-1975)
- La rottura dell’unità nella crisi del movimento sindacale (1975-1984)

Archivio delle attività

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Formazione

Formazione e didattica

Impegno costante dell'Istituto, nel solco della tradizione salveminiana, è stata la particolare attenzione rivolta al mondo della scuola, e in generale ai processi educativi delle giovani generazioni, a Torino come in tutta la regione Piemonte, offrendo un periodico aggiornamento sulla didattica della storia e organizzando cicli di lezioni su temi di particolare impegno civile.

Offerta didattica per l'anno scolastico 2021/2022

LA COSTITUZIONE CHE CAMMINA.
MEMORIA, EUROPA, AMBIENTE SULLE ORME DEI GIUSTI

Progetto integrato con capofila l’Istituto Salvemini in collaborazione con Cesi (Centro Einstein di studi internazionali), Fondazione Nocentini, Ancr (Archivio nazionale cinema della Resistenza), Associazione Spostiamo Mari e Monti, Aede (Associazione Europea degli Insegnanti), Dipartimento di Psicologia dell'Università di Torino.
Destinato agli studenti e ai docenti delle scuole secondarie di secondo grado, intende porsi come un valido percorso didattico a supporto dell’insegnamento dell’educazione civica, avvalendosi di strumenti di peer education, uscite didattiche e viaggi educativi. Nel mettere al centro del progetto la concezione di memoria, di Europa e d’ambiente in una chiave di lettura incentrata sulla responsabilità individuale e introducendo pertanto l’esempio dei “Giusti”, lo svolgimento si articolerà su tre percorsi fondamentali:

  • Custodi della Memoria. Radici nella storia; partendo dai grandi traumi inferti all’Europa dal nazifascismo, primi fra tutti le leggi razziali, l’Olocausto e la guerra totale, il modulo si occuperà di metterne in luce le origini, i contesti sociali e le culture politiche alla base della loro ascesa e consolidamento nelle società europee.
  • La costruzione dell’Europa. Un sogno fragile; con la fine della seconda guerra mondiale e l’inizio della guerra fredda, in Europa occidentale prende corpo l’esigenza di intessere e rafforzare rapporti sempre più stretti di interdipendenza reciproca. La volontà intellettuale di superare le guerre e i nazionalismi su suolo europeo trova l’assenso del mondo economico produttivo delle varie realtà nazionali, che tuttavia per certi aspetti rimangono ancorate a posizioni di difesa nazionalistiche che pregiudicano il processo stesso di integrazione europea e di funzionamento delle stesse istituzioni.
  • Oltre l’antropocene. Scelte di cura: ambiente, paesaggio e patrimonio; nell’esprimere e valorizzare il concetto di cittadinanza consapevole, il modulo si incentrerà sulla difesa del patrimonio ambientale, rafforzandon la fine della seconda guerra mondiale e l’inizio della guerra fredda, in Europa occidentale prende corpo l’esigenza di intessere e rafforzare rapporti sempre più stretti di interdipendenza reciproca. La volontà intellettuale di superare le guerre e i nazionalismi su suolo europeo trova l’assenso del mondo economico produttivo delle varie realtà nazionali, che tuttavia per certi aspetti rimangono ancorate a posizioni di difesa nazio il carattere collettivo e universale dello stesso e l’importanza del comportamento del singolo nello stile di vita, nei consumi e nella solidarietà verso quelle popolazioni colpite dai cambiamenti climatici più deleteri, in un quadro di scarsità di risorse e di migrazioni.

Questi percorsi saranno improntati alla conoscenza fondamentale sia della Costituzione che delle principali organizzazioni internazionali come l’Unione Europea e l’Organizzazione delle Nazioni Unite, al fine sia di sostenere la formazione di cittadini consapevoli e partecipativi, nel definirne i diritti e i doveri in vista dell’esercizio effettivo delle leggi garantite dalla Costituzione italiana nel processo democratico, che nel dare corpo ad una coscienza quanto più ampia sulla cooperazione solidale internazionale tra i paesi.

Percorso

1 incontro di co-progettazione con i docenti + 2 incontri formativi (fruibili in presenza e/o in modalità telematica) + 3 moduli a scelta di 3 incontri di approfondimento della durata di due ore ciascuno (Custodi della memoria; La costruzione dell’Europa; Oltre l’antropocene)
A fine progetto saranno proposte uscite didattiche o viaggi educativi da concordare eventualmente con i docenti coinvolti.

Il percorso si propone di supportare  l'insegnamento dell’educazione civica, attraverso percorsi didattici che sviluppino i nuclei tematici definiti dalle nuove linee guida dettate dal Ministero dell’Istruzione in applicazione della legge 20 agosto 2019 n.92.

Il progetto nel dettaglio

TEDESCHI CONTRO IL NAZISMO

Proposta di attività didattica nelle scuole secondarie di secondo grado nell’ambito del progetto sulla Resistenza tedesca organizzato da dall’Istituto Salvemini in collaborazione con Istoreto, Goethe- Institut Turin, Centro di documentazione Antonio Labriola, Dipartimento di Lingue e Letterature straniere e Culture moderne dell’Università di Torino.
La resistenza (Widerstand, intesa come resistenza politica attiva) e soprattutto l’opposizione (Opposition, intesa come malcontento e insubordinazione sociale) al nazismo in Germania rimangono in Italia temi poco conosciuti, se si esclude un ristretto gruppo di studiosi.

Percorso

Attraverso un incontro con un docente esperto l’attività didattica mira a fornire un quadro generale del fenomeno della Resistenza tedesca a partire dal 1933.
L’intervento dà conto dell’ampiezza del fenomeno sulla base di dati e documenti. Allo stesso tempo, particolare attenzione è posta alle biografie di alcuni dei protagonisti, ai luoghi “fisici” in Germania dove reperire informazioni (musei, mostre, monumenti, biblioteche). A questi passaggi sono affiancate nozioni dell’economia e della società tedesca negli anni del nazismo, prima e dopo la guerra, accompagnate da una bibliografia ragionata per consentire agli insegnanti di proseguire il lavoro in maniera autonoma.
La lezione è della durata di due ore e si svolge presso le scuole che ne fanno richiesta.

ALLE ORIGINI DEL CONFLITTO ISRAELO-PALESTINESE

Corso di formazione per docenti di scuola secondaria di primo e secondo grado, destinato a ricostruire le cause, lo sviluppo e le conseguenze del conflitto israelo-palestinese nel settantesimo della fondazione dello
Stato di Israele. A partire dalle origini del Sionismo e dei pregiudizi e delle persecuzioni antiebraiche, il corso si addentra nell'epoca dei totalitarismi europei, delle normative antiebraiche fino alla seconda guerra mondiale e alla Shoah. In parallelo vengono analizzate la situazione socio-politica nella Grande Siria Ottomana (comprendente la Palestina), la Dichiarazione Balfour e gli anni del Mandato Britannico. Si passa quindi a descrivere le varie fasi dello Stato di Israele, dal maggio del 1948 fino a oggi, senza trascurare le varie fasi conflittuali, gli spostamenti dei confini e le relazioni con gli Stati confinanti. Data la complessità dei temi trattati e la continua evoluzione delle relazioni fra israeliani e palestinesi, il corso si presta a continui aggiornamenti e integrazioni, anche in relazione alle eventuali richieste o competenze degli insegnanti partecipanti.

Percorso

Il corso, da svolgersi presso le scuole che ne fanno richiesta, si articola in tre incontri di due ore ciascuno. 
• Alle origini dello Stato
• Pregiudizi e persecuzioni antiebraiche in Europa e altrove: una lunghissima storia
• Nascita e sviluppi del Sionismo.

Offerta didattica per l'anno scolastico 2019/2020

TEDESCHI CONTRO IL NAZISMO

Prosegue la proposta di attività didattiche nelle scuole secondarie di secondo grado nell’ambito del progetto sulla Resistenza tedesca organizzato da dall’Istituto Salvemini in collaborazione con Istoreto, Goethe-Institut Turin, Centro di documentazione Antonio Labriola, Dipartimento di Lingue e Letterature straniere e Culture moderne dell’Università di Torino.

La resistenza (Widerstand, intesa come resistenza politica attiva) e soprattutto l’opposizione (Opposition, intesa come malcontento e insubordinazione sociale) al nazismo in Germania rimangono in Italia temi poco conosciuti, se si esclude un ristretto gruppo di studiosi.
Attraverso un incontro con un docente esperto l’attività didattica mira a fornire un quadro generale del fenomeno della Resistenza tedesca a partire dal 1933.
Gli interventi danno conto dell’ampiezza del fenomeno sulla base di dati e documenti.
Allo stesso tempo, particolare attenzione è posta alle biografie di alcuni dei protagonisti, ai luoghi “fisici” in Germania dove reperire informazioni (musei, mostre, monumenti, biblioteche).
A questi passaggi vengono affiancate nozioni dell’economia e della società tedesca negli anni del nazismo, prima e dopo la guerra. Le lezioni sono accompagnate da letture in lingua e da bibliografie per consentire agli insegnanti di proseguire il lavoro in maniera autonoma. Si svolgono presso il Polo del ’900 o presso le scuole che ne fanno richiesta.

Alle origini del conflitto israelo-palestinese

Corso di formazione per docenti di scuola secondaria di primo e secondo grado

Obiettivi

Corso di formazione per docenti di scuola secondaria di primo e secondo grado, destinato a ricostruire le cause, lo sviluppo e le conseguenze del conflitto israelo-palestinese nel settantesimo della fondazione dello Stato di Israele. A partire dalle origini del Sionismo e dei pregiudizi e delle persecuzioni antiebraiche, il corso si addentra nell'epoca dei totalitarismi europei, delle normative antiebraiche fino alla seconda guerra mondiale e alla Shoah. In parallelo vengono analizzate la situazione socio-politica nella Grande Siria Ottomana (comprendente la Palestina), la Dichiarazione Balfour e gli anni del Mandato Britannico. Si passa quindi a descrivere le varie fasi dello Stato di Israele, dal maggio del 1948 fino a oggi, senza trascurare le varie fasi conflittuali, gli spostamenti dei confini e le relazioni con gli Stati confinanti. Data la complessità dei temi trattati e la continua evoluzione delle relazioni fra israeliani e palestinesi, il corso si presta a continui aggiornamenti e integrazioni, anche in relazione alle eventuali richieste o competenze degli insegnanti partecipanti.

Articolazione

Il corso, da svolgersi presso le scuole che ne faranno richiesta o presso la sede del Polo del '900, si articola in tre incontri di due ore ciascuno. 

Percorsi multimediali sulla storia industriale della città

Prosegue l’attività in collaborazione con la Fondazione Nocentini e il Centro on-line Storia e Cultura dell’Industria con Percorsi multimediali sulla storia industriale della città.

Il progetto didattico si rivolge alle scuole secondarie di secondo grado torinesi ed è mirato allalettura della storia industriale del territorio e a una riflessione sull'evoluzione industriale e sociale della città. L’attività proposta è un intervento gratuito nella scuola di due ore, a cui possono aderire una o più classi. L’intervento è impostato come una narrazione multimediale che integra la presentazione di uno storico con contributi iconografici, video e testimonianze fruibili sul portale del Centro on line. Si propone ai ragazzi una contestualizzazione della storia industriale e sociale di Torino a cavallo del secolo e una approfondimento sulla storia di uno specifico quartiere cittadino e delle sue fabbriche. Vengono quindi esplorati sia le evoluzioni tecnologiche e lo sviluppo industriale delle imprese presentate, sia gli impatti urbanistici e sociali derivanti dal fenomeno di industrializzazione analizzato. Le lezioni si svolgono presso il Polo del ’900 o presso le scuole che ne fanno richiesta.

Gaddus alla guerra grande

Monologo recitato da Marco Gobetti, drammaturgia di Leonardo Casalino e Marco Gobetti; liberamente ispirata al Giornale di guerra e di prigionia di Carlo Emilio Gadda. Carlo Emilio Gadda fu sottotenente degli Alpini durante la Prima Guerra Mondiale: Giornale di guerra e di prigionia, il diario che tenne fra il 24 agosto 1915 e il 31 dicembre 1919, racconta la sua vita di soldato, prima al fronte e poi prigioniero degli austriaci.  È un documento straordinario, nel quale Gadda scrive del suo affrontare il combattimento, la morte, la fame, il dolore, l’amore, la vita insieme alle tante altre “coserelle interessanti” che lo circondano, dimostrando coraggio, lucidità, sensibilità e intelligenza stupefacenti. Con una lingua in cui già traspare la potenza evocativa delle sue opere future, Gadda restituisce, un attimo dopo l’altro, insieme alla propria, la storia dell’Italia di quegli anni. Lo spettacolo Gaddus alla Guerra Grande evoca un’immagine della partecipazione Italiana alla Prima Guerra Mondiale tesa a procurare una conoscenza attiva, cui si giunga tramite la curiosità e lo stupore; uno spettacolo “popolare alto” – dedicato in particolare agli studenti delle scuole secondarie superiori, ma concepito per ogni genere di pubblico – che cala il racconto di Gadda in una vicenda vissuta da un giovane studente alle prese con la prima prova scritta dell’esame di maturità. È proprio dall’incontro fra i due protagonisti, il giovane immaginario studente di fine ‘900 e il giovane vero soldato di inizio ’900, che la Grande Guerra diventa anche il tramite per riflettere sui meccanismi di ogni guerra del presente.

Lo spettacolo è realizzato su richiesta delle scuole, presso le loro sedi o altri spazi concordati.

Lezioni recitate

Le lezioni recitate sono una proposta didattica e teatrale nata nel 2011 e realizzata dalla Compagnia Marco Gobetti. Un attore recita una lezione sulla base di un testo preparato da uno storico, a cui dà corpo, voce, interpretazione. Le lezioni hanno una durata di 50 minuti ciascuna.Le lezioni proposte sono:

1) Meridione, lavoro, migrazione, guerre ed esilio: Salvemini e i conflitti del ‘900 di Leonardo Casalino. La figura di Gaetano Salvemini è evocata nel suo aspetto innovativo, sempre attento alle trasformazioni della propria epoca; paradigma di un agire politico saldamente coerente a un’ideologia.

2) Enea profugo di Franco Pezzini. Lo sguardo su Enea ribalta in modo geniale la sensazione di “inedito” che ci coglie di fronte ai presenti sensi d’identità minacciate, difficoltà di integrazioni culturali, crisi economiche e climatiche.

3) Conflict Archeology– Quel che resta della grande guerra di Valentina Cabiale. L’archeologia dei conflitti cerca di comprendere il rapporto tra le rimanenze di ciò che è stato e il modo in cui vogliamo – o non vogliamo – integrarle e riconoscerle nel presente.

4) Armare il confine di Anna Delfina Arcostanzo. La riflessione sul “confine” sviscera le dinamiche delle nostre paure per dimostrare che le frontiere vanno praticate, non chiuse: attraverso di loro scorre il flusso delle alternative, che garantisce la sopravvivenza dell’umano.

5)Vittorio Foa - Pensare il mondo con curiosità di Leonardo Casalino

6) Camilla Ravera - Uniformare la vita a una convinzione di Leonardo Casalino.

Le lezioni recitate sono realizzate su richiesta delle scuole, presso le loro sedi o altri spazi concordati.

Due atti di dissenso

Lo spettacolo della Compagnia teatrale Doppeltraum si compone di due atti unici su uno stesso tema: il dissidente, il mondo che lo circonda, i conflitti morali della Cecoslovacchia dopo la Primavera di Praga. Due atti unici delle più famose voci della drammaturgia contemporanea cecoslovacca: Václav Havel e Pavel Kohout. Due ritratti che ci restituiscono una società intimorita e "normalizzata", che rifiuta i dissidenti poiché ne avverte la distanza morale che li separa da coloro che alla scelta hanno preferito il compromesso. Due atti che ci interrogano sul ruolo dell'artista e dell'intellettuale, sulle sue responsabilità civili di fronte alle ingiustizie.

Lo spettacolo è realizzato su richiesta delle scuole, presso le loro sedi o altri spazi concordati.

Solitudo

Performance di danza di comunità sul tema dei muri, dei confini e delle barriere con la partecipazione di studenti di scuola superiore, precedentemente coinvolti in attività laboratoriali, e di altri cittadini. La performance, a cura della coreografa torinese Doriana Crema, in collaborazione con Associazione Didee – arti e comunicazione e Associazione Filieradarte, è un percorso di danza di comunità itinerante a partire dalle esperienze di laboratorio. La pratica di comunità culmina con un’azione performativa capace di incontrare via via temi e spazi nuovi, abitati ogni volta da un gruppo stabile di performer che accoglie il pubblico per realizzazioni spontanee e inclusive. Un oggetto accompagna da sempre il lavoro: l’asse di legno, strumento di mediazione tra l’azione del corpo, lo spazio e l’ambiente sonoro, diventando di volta in volta tavola, strumento, peso, appoggio, croce, ponte, bosco, cattedrale. L’asse, oggetto scenico su cui SOLITUDO si fonda, si presta dunque a molteplici trasformazioni e pare naturalmente capace di tramutarsi in un muro, che ora viene eretto, ora si sgretola. L’attività, rivolta a classi di scuola secondaria di secondo grado, si articola in 3 incontri da 3 ore ciascuno, con una parte teorica iniziale e una seconda parte di movimento, da realizzarsi in orario mattutino presso gli spazi (palestre o aree adibite all'educazione fisica) delle scuole che aderiranno alla proposta.

Archivio dell'offerta formativa e didattica

  • Anno scolastico 2018/2019

    La Resistenza tedesca al nazismo

    Laboratorio rivolto studenti e docenti di scuola secondaria di secondo grado che impartiscono corsi di tedesco per l'intero quinquennio. Intende affrontare, attraverso letture in lingua originale e con un inquadramento storico-sociale, le storie di quanti in Germania si opposero al nazismo.
    Obiettivi
    La resistenza (Widerstand, intesa come resistenza politica attiva) e soprattutto l’opposizione (Opposition, intesa come malcontento e insubordinazione sociale) al nazismo in Germania rimangono in Italia temi poco conosciuti, se si esclude un ristretto gruppo di studiosi.

    Attraverso un incontro con un docente esperto l’attività didattica mira a fornire un quadro generale del fenomeno della Resistenza tedesca a partire dal 1933. Gli interventi danno conto dell’ampiezza del fenomeno sulla base di dati e documenti.
    Allo stesso tempo, particolare attenzione è posta alle biografie di alcuni dei protagonisti, ai luoghi “fisici” in Germania dove reperire informazioni (musei, mostre, monumenti, biblioteche).

    A questi passaggi vengono affiancate nozioni dell’economia e della società tedesca negli anni del nazismo, prima e dopo la guerra. Le lezioni sono accompagnate da letture in lingua tedesca e da bibliografie per consentire agli insegnanti di proseguire il lavoro in maniera autonoma.
    Articolazione del percorso
    Il laboratorio, della durata di due ore, da svolgersi presso le scuole che ne faranno richiesta, e che può raggruppare fino a tre classi si articola in tre momenti:
    1. Introduzione storico- sociale del docente;
    2. Letture di brani in lingua originale per approfondire la conoscenza di alcuni dei protagonisti della Resistenza tedesca;
    3. Informazioni sui luoghi e gli enti tedeschi che conservano e divulgano questa storia;
    4. Dibattito e riflessioni conclusive.

    Costi: €100,00 a laboratorio (max. tre classi)

    Alle origini del conflitto israelo-palestinese

    Corso di formazione per docenti di scuola secondaria di primo e secondo grado
    Obiettivi
    Corso di formazione per docenti di scuola secondaria di primo e secondo grado, destinato a ricostruire le cause, lo sviluppo e le conseguenze del conflitto israelo-palestinese nel settantesimo della fondazione dello Stato di Israele.
    A partire dalle origini del Sionismo e dei pregiudizi e delle persecuzioni antiebraiche, il corso si addentra nell'epoca dei totalitarismi europei, delle normative antiebraiche fino alla seconda guerra mondiale e alla Shoah. In parallelo vengono analizzate la situazione socio-politica nella Grande Siria Ottomana (comprendente la Palestina), la Dichiarazione Balfour e gli anni del Mandato Britannico.
    Si passa quindi a descrivere le varie fasi dello Stato di Israele, dal maggio del 1948 fino a oggi, senza trascurare le varie fasi conflittuali, gli spostamenti dei confini e le relazioni con gli Stati confinanti. Data la complessità dei temi trattati e la continua evoluzione delle relazioni fra israeliani e palestinesi, il corso si presta a continui aggiornamenti e integrazioni, anche in relazione alle eventuali richieste o competenze degli insegnanti partecipanti.

    Articolazione
    Il corso, da svolgersi presso le scuole che ne faranno richiesta o presso la sede del Polo del '900, si articola in tre incontri di due ore ciascuno, così suddivisi:
    Alle origini dello Stato
    • Pregiudizi e persecuzioni antiebraiche in Europa e altrove: una lunghissima storia. • Nascita e sviluppi del Sionismo. • La Grande Siria Ottomana (comprendente la Palestina). • La Prima Guerra Mondiale e la Dichiarazione Balfour. • Gli assetti post-bellici e gli anni del Mandato Britannico
    La seconda guerra mondiale, la Shoah fino alla proclamazione dello Stato
    • I sionisti, la Shoah e la guerra. La partecipazione della Brigata Palestinese (ebraica) alla Seconda Guerra Mondiale nelle file dell’VIII Armata Britannica.
    • 1945-47. Gli ultimi due anni del Mandato.
    • 29 novembre 1947: l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approva il piano di spartizione e la nascita di uno stato ebraico e di uno arabo entrambi sovrani.Accettazione sionista e rifiuto arabo.
    • 14 maggio 1948 proclamazione dello Stato di Israele e simultanea invasione armata degli Stati arabi confinanti (Egitto, Transgiordania, Libano, Siria, Irak).

    70 anni di Israele
    • Il ruolo delle grandi Potenze.
    • La guerra, la sconfitta araba, i nuovi confini armistiziali. La questione dei profughi.
    • Cenni sulla storia successiva sino ad oggi.
    • I problemi aperti.
  • Anno scolastico 2017/2018

    Deutscher Widerstand, la Resistenza tedesca al nazismo attraverso la storia, la letteratura e le arti visive

    Attività didattiche nelle scuole medie superiori che impartiscono corsi di tedesco per l'intero quinquennio
    La resistenza (widerstand, intesa come resistenza politica attiva) e soprattutto l’opposizione al nazismo in Germania (opposition, intesa come malcontento e insubordinazione sociale) rimangono in Italia dei temi poco conosciuti, se si esclude un ristretto gruppo di studiosi.
    Nell’immaginario collettivo italiano persiste l’idea di un quasi totale sostegno del popolo tedesco al regime nazista non sapendo che furono migliaia i tedeschi che persero la vita nella lotta antinazista, che quasi un milione furono gli internati nei campi di concentramento e infine che l’emigrazione politica tedesca a partire dal 1933 fu uno dei fenomeni più rilevanti del Novecento.
    Questa immagine è soprattutto il riflesso del concetto di “colpa collettiva”, che fu uno dei cardini del processo di denazificazione, voluto dagli Alleati e reso operativo dal dipartimento di guerra psicologica del comando supremo alleato in Europa con lo scopo di generare un senso di colpa generalizzato tra i tedeschi.
    Tematiche affrontate
    - Le lezioni hanno l’obiettivo primario di fornire un quadro generale del fenomeno della Resistenza tedesca a partire dal 1933.
    - Gli interventi dovranno dare conto dell’ampiezza del fenomeno sulla base di dati e documenti.
    - Nello stesso tempo, particolare attenzione andrà posta alle biografie di alcuni dei protagonisti, ai luoghi “fisici” in Germania dove reperire informazioni (musei, mostre, monumenti, biblioteche).
    - A questi passaggi andranno affiancate nozioni dell’economia e della società tedesca negli anni del nazismo, prima e dopo la guerra.

    Infanzia e Novecento. Via da scuola

    Infanzia e Novecento. Via da scuola. La discriminazione e la persecuzione razziale dell’infanzia nell’Italia fascista è il progetto didattico gratuito per le scuole che Salvemini, Istoreto e Museo Diffuso della Resistenza propongono per quest'anno.
    Il progetto
    Infanzia e Novecento. Via da scuola. La discriminazione e la persecuzione razziale dell’infanzia nell’Italia fascista
    Tipologia: Corso di formazione con visite guidate e attività di tutoraggio
    Destinatari: Docenti e classi della scuola primaria
    Descrizione
    Il percorso intende approfondire la storia dell’esclusione e della violazione dei diritti,in particolare dei più piccoli, durante gli anni del regime fascista e fornire strumenti adeguati agli insegnanti per condurrei giovanissimi studenti a individuare percorsi attuali di inclusione e rispetto dei diritti.
    Il percorso è articolato in tre momenti di formazione che si terranno nel primo quadrimestre, un percorso di tutoraggio a richiesta degli insegnanti coinvolti e un momento conclusivo nel mese di gennaio, in occasione del Giorno della memoria, in cui si presenteranno i risultati del lavoro svolto a partire dalla storia dell’esclusione e della violazione dei diritti,in particolare dei più piccoli, durante gli anni del regime fascista per spingere i giovanissimi studenti a individuare percorsi attuali di inclusione e rispetto dei diritti.

    Durata: tre incontri presso il Polo del ’900 con una visita guidata al Museo Diffuso; gli incontri si terranno presso la Sala Memoria delle Alpi, in via del Carmine 13, giovedì 16, 30 novembre; 14 dicembre, dalle ore 17.00 alle ore 19.00; percorso di tutoraggio; momento conclusivo con studenti e insegnanti con presentazione dei risultati del lavoro svolto in classe.

    Periodo: ottobre 2017-gennaio 2018
    Luogo: Polo del ’900
    Costo: Gratuito
    Contatti per info e prenotazioni: Donatella Sasso, 011-58.38.337 email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    A cura dell’Istituto di studi storici Gaetano Salvemini in collaborazione con Istoreto e Museo Diffuso della Resistenza, con il contributo del Comitato Resistenza e Costituzione e del Consiglio Regionale del Piemonte.

    Concorso di letteratura yiddish. I ponti di Alessandra

    Tipologia: gara studente scadi traduzione dal tedesco
    Destinatari: studenti e docenti di scuola secondaria di secondo grado che impartiscono corsi di tedesco per l'intero quinquennio
    Descrizione
    Il progetto si pone la finalità ideale di far conoscere una letteratura come quella yiddish che ha rappresentato un “ponte” fra mondo ebraico, germanico e slavo. Un “ponte” tragicamente abbattuto dal nazismo e che si vorrebbe ricostruire a partire dalle parole, simbolici “mattoni” di un mondo travolto dalla follia.
    Il concorso di traduzione di brani di letteratura yiddish dal tedesco si strutturerà in un primo momento formativo durante il quale un docente fornirà le linee guida di storia e letteratura yiddish fra Otto e Novecento, con l’analisi di testi di autori quali Isaac Bashevis Singer, Kadye Molodowski e Isaak Babel, presenti nel fondo di Alessandra Cambatzu.
    Seguirà la preparazione individuale degli studenti che decideranno di partecipare alla prova, che si terrà entro il mese di febbraio 2018.
    I migliori elaborati verranno giudicati da una giuria di esperti (docenti di lingua tedesca, storici, letterati) e premiati durante una cerimonia pubblica. I premi consisteranno in testi di cultura e di storia ebraica e in alcuni gadget commemorativi.

    Durata: due incontri di due ore; prova per il concorso; premiazione.
    Periodo: ottobre 2017-maggio 2018
    Luogo: presso le scuole che ne faranno richiesta
    Costo: gratuito
    Contatti per info e prenotazioni: Donatella Sasso, 011-58.38.337 email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    La palestra della storia pubblica: Leggere Wikipedia. Scrivere Wikipedia

    Corso di formazione e coprogettazione didattica tra ottobre e dicembre 2017 e tra gennaio e maggio 2018.

    Dopo la positiva esperienza dell’edizione 2016-2017, l’Istoreto, nell’ambito del progetto integrato di didattica del Polo del ‘900, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte e Wikimedia Italia, propone per l’anno scolastico 2017- 2018 Il corso di formazione La palestra della storia pubblica: Leggere Wikipedia. Scrivere Wikipedia, rivolto a docenti di scuola media superiore e inferiore. Il corso è realizzato insieme agli altri enti partner del Polo del ‘900 per l’area di Torino e con la rete degli Istituti piemontesi di storia della Resistenza per il resto del territorio regionale.

    Il corso si propone i seguenti obiettivi:
    - Comprendere la complessità della comunicazione storica in ambito digitale;
    - Sviluppare un approccio critico e consapevole all’uso dell’enciclopedia on line Wikipedia, nello specifico per quel che riguarda le voci di storia contemporanea.
    - Sviluppare una competenza digitale estesa alla conoscenza delle regole di funzionamento e di scrittura dell’enciclopedia on-line.
    - Realizzare un laboratorio di storia guidato dal docente partecipante al corso ed esteso ai suoi studenti per produrre una voce di storia contemporanea da pubblicare su Wikipedia.

    Per realizzare questi obiettivi, l’Istoreto propone un approccio teorico-pratico che ha al suo centro la scelta di una voce da scrivere o integrare su Wikipedia riguardante persone, luoghi ed eventi collegati alla storia novecentesca, con un particolare focus sul territorio e la storia locale.

    IL CORSO SI ARTICOLA SU TRE EDIZIONI E SI SVOLGE IN TRE SEDI: TORINO, NOVARA, ALESSANDRIA secondo il seguente calendario:
    La Preiscrizione Torino scade il 23 ottobre 2017
    Il corso prevede tre incontri di formazione (ottobre-dicembre 2017). Una fase di tutoraggio per i docenti e le classi (gennaio-aprile 2018). Una maratona di scrittura a conclusione del progetto (maggio 2018).
    Il corso sarà caricato sulla piattaforma S.O.F.I.A. del MIUR (http://sofia.istruzione.it/ ) ed è richiesto il pagamento di euro 70,00 anche attraverso la Carta del Docente.
    La presenza al corso sarà certificata ai docenti partecipanti attraverso la piattaforma S.O.F.I.A.
  • Anno scolastico 2016/2017

    Deutscher Widerstand, la Resistenza tedesca al nazismo attraverso la storia, la letteratura e le arti visive Attività didattiche nelle scuole medie superiori che impartiscono corsi di tedesco per l'intero quinquennio

    La resistenza (widerstand, intesa come resistenza politica attiva) e soprattutto l’opposizione al nazismo in Germania (opposition, intesa come malcontento e insubordinazione sociale) rimangono in Italia dei temi poco conosciuti, se si esclude un ristretto gruppo di studiosi.
    Nell’immaginario collettivo italiano persiste l’idea di un quasi totale sostegno del popolo tedesco al regime nazista non sapendo che furono migliaia i tedeschi che persero la vita nella lotta antinazista, che quasi un milione furono gli internati nei campi di concentramento e infine che l’emigrazione politica tedesca a partire dal 1933 fu uno dei fenomeni più rilevanti del Novecento.
    Questa immagine è soprattutto il riflesso del concetto di “colpa collettiva”, che fu uno dei cardini del processo di denazificazione, voluto dagli Alleati e reso operativo dal dipartimento di guerra psicologica del comando supremo alleato in Europa con lo scopo di generare un senso di colpa generalizzato tra i tedeschi.

    Tematiche affrontate
    - Le lezioni hanno l’obiettivo primario di fornire un quadro generale del fenomeno della Resistenza tedesca a partire dal 1933.
    - Gli interventi dovranno dare conto dell’ampiezza del fenomeno sulla base di dati e documenti.
    - Nello stesso tempo, particolare attenzione andrà posta alle biografie di alcuni dei protagonisti, ai luoghi “fisici” in Germania dove reperire informazioni (musei, mostre, monumenti, biblioteche).
    - A questi passaggi andranno affiancate nozioni dell’economia e della società tedesca negli anni del nazismo, prima e dopo la guerra.
    - Le lezioni dovranno essere accompagnate da letture in lingua tedesca, ma non solo, e da bibliografie per permettere agli insegnanti di proseguire il lavoro nei mesi e/o negli anni successivi. Dopo gli interventi occorrerà compiere una ricognizione per verificare se vi siano studenti che presentano “tesine” per la maturità, o altri lavori inerenti al tema della Resistenza tedesca, fornendo loro il supporto necessario. Gli elaborati faranno parte della documentazione d’archivio del progetto a disposizione degli enti promotori.

    Offerta didattica di Ismel in collaborazione con l'Istituto Salvemini

    Torino e le fabbriche

    Percorsi multimediali mirati alla lettura della storia industriale del territorio lanciae a una riflessione sull'evoluzione industriale e sociale della città.
    L'intervento è impostato come una narrazione multimediale che integra la presentazione di uno storico con contributi iconografici, video e testimonianze. É proposta agli studenti una contestualizzazione della storia industriale e sociale di Torino a cavallo del secolo e un approfondimento sulla storia di uno specifico quartiere cittadino e delle sue fabbriche. Vengono quindi esplorate sia le evoluzioni tecnologiche e lo sviluppo industriale delle imprese presentate sia gli impatti urbanistici e sociali derivati dal fenomeno di industrializzazione analizzato. I percorsi riguardano: Borgo San Paolo, Regio Parco, San Salvario, Borgo Vittoria, Barriera di Milano e Borgo Dora.
    Tipologia: conferenza con supporto multimediale
    Destinatari:Insegnanti, scuole secondarie di primo e secondo grado, studenti universitari, pubblico generico.
    Durata: due ore
    Periodo e luogo: Ottobre 2016 - Maggio 2017 presso gli enti che ne fanno richiesta
    Costo: gratuito
    Contatti per info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; 0115838337

    Uomini in guerra, donne al lavoro

    Partendo dalla mostra Uomini in guerra, donne al lavoro. ImmagineImmagini fotografiche di donne al lavoro nelle fabbriche della Società Nazionale Officine Savigliano durante la Grande Guerra realizzata nel 2010, l'Ismel ripropone percorsi didattici sul primo conflitto mondiale, con particolare riferimento al ruolo svolto dall'industria torinese nella produzione di guerra. Privilegiando uno sguardo di genere, sarà dedicata particolare attenzione alle condizioni lavorative delle molte donne impiegate nelle lavorazioni di guerra negli stabilimenti cittadini.
    Tipologia: conferenza a partire da una mostra fotografica sulle donne al lavoro nelle fabbriche della Società Nazionale Officine Savigliano durante la Prima guerra mondiale.
    Destinatari: Insegnanti, scuole secondarie di primo e secondo grado, studenti universitari, pubblico generico.
    Durata: due ore
    Periodo e luogo: Ottobre 2016 - Maggio 2017 presso gli enti che ne fanno richiesta
    Costo: gratuito
    Contatti per info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; 0115838337
  • Anno scolastico 2015/2016

    Il giorno della memoria e il giorno del ricordo

    L'Istituto Salvemini partecipa attivamente alle attività connesse sia al Giorno della memoria, istituito con la legge 211 del 2000, che a quelle riguardanti il Giorno del ricordo, riconosciuto con la legge 92 del 2004. Mentre nel primo caso si commemora «lo sterminio e le persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti» nel secondo si ricordano le «vittime delle foibe, dell‟esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale».
    Dal momento della loro istituzione ogni anno, il 27 gennaio e il 10 febbraio, relatori dell'Istituto intervengono nelle scuole così come in quei consessi pubblici dove si rende omaggio al ricordo delle tragedie che hanno accompagnato il Novecento. L'ispirazione di fondo non è quella di svolgere commemorazioni fini a sé ma di concorrere ad attivare una “memoria attiva”, in base al principio che l'unico modo per rammentare quanto è avvenuto, evitando che abbia a ripetersi, sia il cercare di rendere cosciente la collettività dei rischi derivanti dall‟indifferenza così come dalla mancanza di partecipazione alla vita pubblica. In tal senso è disposta l'offerta dell'Istituto medesimo che consiste non solo in lezioni frontali e in conferenze tematiche ma anche in proiezioni commentate di film, di documentari e nell'analisi di repertori fotografici e documentali dell'epoca.

    Le iniziative:
    - San Mauro Torinese, 31 gennaio 2016 Conferenza Dalla discriminazione alla deportazione
    Domenica 31 gennaio, alle ore 9.30, presso la Sala Conferenze “Ilaria Alpi”, Marco Brunazzi ha tenuto una conferenza, organizzata dall‟ANPI con il patrocinio del Comune di San Mauro Canavese, sul tema legato alle “Strategie e tecniche delle politiche nazifasciste di esclusione e annientamento delle “diversità”.

    - Torino, 4 febbraio 2016 Presentazione del volume Il dominio del terrore. Deportazioni, migrazioni forzate e stermini nel '900
    Presso il Museo Diffuso della Resistenza Marco Brunazzi ha presentato il volume di Claudio Vercelli. Il Novecento è il secolo nel quale si è portato a forma compiuta il sistema dei campi di concentramento. Per meglio capirlo l'autore si addentra nell'indagine storica cogliendone le sue diverse manifestazione in regimi politici tra di loro distanti, se non addirittura contrapposti. Il volume segue tre tracciati connessi: la dimensione storica e cronologica, identificando la nascita e l‟evoluzione delle diverse tipologie di concentramento e internamento; quella sociologica, che indaga sull‟esperienza della prigionia; quella politica, che coglie i nessi tra consenso, repressione e disintegrazione dei diritti elementari.

    Programmazione didattica in collaborazione con il Polo del '900

    Torino e le fabbriche Lavoro e cittadinanza: Vanchiglia tra ieri e oggi

    Riprendendo la proposta didattica, già collaudata nell'ambito dell'ISMEL, Torino e le fabbriche, il modulo ha previsto un percorso sulla storia industriale e del territorio del quartiere storico di Vanchiglia. All‟interno delle attività modulari sono stati indagati specifici aspetti della cultura materiale, dei luoghi, dei mutamenti e delle comunità che dall'Unità d‟Italia a oggi hanno caratterizzato le specificità dello spazio urbano considerato. Nell'ottica di una ricostruzione delle dinamiche produttive, industriali e sociali di lungo periodo, particolare attenzione è stata dedicata allo studio di strutture che hanno connotato l'evoluzione culturale, demografica ed economica del territorio come, tra gli altri, Italgas, Manifattura Tabacchi, Safov unitamente alle realtà artigianali e commerciali che ancora oggi denotano la specificità del tessuto urbano. Attraverso un'offerta formativa rivolta a una pluralità di destinatari, dalle scuole primarie alle secondarie, il progetto ha impegnato gli studenti in attività diversificate, connotate in base alle competenze dei destinatari. Oltre a un percorso di analisi della struttura storica del quartiere, ci si è concentrati nell'identificazione delle peculiarità dell'insediamento odierno e dei mutamenti sociali che esso ha comportato, a partire dalla stratificazione dinamica delle migrazioni di ieri e di oggi. Altro aspetto che è stato considerato è la fruizione degli spazi comuni come luoghi del tempo libero, in un quartiere che ha sviluppato nell‟arco dei decenni una sensibilità culturale e artistica dai tratti specifici. La proposta ha l'ambizione di identificare, sperimentare, implementare e rafforzare un criterio innovativo di coinvolgimento della popolazione scolastica e della docenza, reiterabile in altri contesti didattici inseriti in differenti realtà urbane, ponendo al centro il rapporto tra storia, culture materiali, cittadinanza ed esperienza di studio e conoscenza in ambito scolastico. Un modello orientato a favorire un'apertura del mondo della scuola a ulteriori evoluzioni e sviluppi e che nel corso del tempo potrà vedere implicati ulteriori destinatari a partire dalla medesima cittadinanza.

    Destinatari
    - Scuola primaria: San Francesco (Tommaseo)

    - Scuola secondaria di primo grado: Verdi (Tommaseo)

    - Scuola secondaria di secondo grado: Avogadro, Gioberti (succursale)

    Percorso e metodo didattico:
    Il progetto prevede una fase di offerta didattica differenziata in base al grado delle diverse scuole coinvolte, nel corso della quale verranno delineati e raccontati i caratteri salienti della storia della città e del quartiere, inseriti in una cornice più ampia che abbracci le principali coordinate della storia nazionale dall'Unità d'Italia ai giorni nostri. Particolare cura viene dedicata alle dinamiche del lavoro, dei legami sociali e dei mutamenti strutturali e urbanistici che hanno attraversato il territorio preso in considerazione. La proposta si basa su una narrazione multimediale che integra l‟intervento di uno storico con fonti originali: materiale d'archivio, fonti iconografiche, filmati e testimonianze. Poste queste premesse, in un secondo momento, i ragazzi sono stati guidati alla ricerca di materiali e fonti eterogenee, ma congruenti con l‟obiettivo di definire l'identità del quartiere ai giorni nostri.

    Obiettivo finale:
    Coinvolgendo le competenze diversificate della popolazione scolastica chiamata in causa, è stata realizzata a cura di alcuni studenti dell‟Avogadro una APP che contiene al suo interno i contenuti più rilevanti emersi dall‟intero processo didattico sia in termini di fonti e materiali raccolti, sia in termini di idee, suggestioni ed elaborazioni degli studenti. L‟applicazione potrà essere liberamente fruibile, in un‟ottica di restituzione alla cittadinanza della memoria storica e dei mutamenti in atto.

    Operatori didattici:
    Enrico Miletto, Donatella Sasso, Claudio Vercelli

    Fasi di lavoro:
    Prima dell'avvio del percorso didattico, c‟è stato un momento di incontro, di carattere formativo e operativo, con la docenza delle scuole interessate. Successivamente gli operatori hanno offerto interventi didattici nelle classi coinvolte congiuntamente ad azioni di supporto e accompagnamento per l'ulteriore svolgimento del percorso medesimo e la realizzazione della APP. Compito degli operatori è stato anche quello di reperire materiale archivistico, iconografico e documentario, unitamente alla sua rielaborazione in chiave coerente rispetto agli obiettivi del progetto medesimo.

    Durata:
    ottobre 2015-giugno 2016, con una scansione temporale concordata con i docenti interessati Il 1° giugno, presso la sede dell‟Istoreto, si terrà un incontro di presentazione del lavoro o svolto insieme ad altri progetti realizzati nell‟ambito del progetto

    Manifestazioni in collaborazione con Ismle. Proposta didattica per le scuole superiori

    L'ISMEL ripropone i cinque percorsi Torino e le fabbriche sulla storia industriale della città e di sei suoi quartieri (San Salvario, Borgo Vittoria, San Paolo, Regio Parco, Barriera di Milano, Porta Palazzo-Borgo Dora) alle scuole che ne fanno richiesta. Sono inoltre previsti momenti di approfondimento formativo per la docenza sui temi della città e del lavoro tra Ottocento e Novecento. Il progetto didattico è mirato alla lettura della storia industriale del territorio e a una riflessione sull'evoluzione industriale e sociale della città. L‟attività proposta è un intervento gratuito nella scuola di 2 ore, a cui possono aderire una o più classi. L‟intervento è impostato come una narrazione multimediale che integra la presentazione di uno storico con contributi iconografici, video e testimonianze fruibili sul portale del Centro on line. L‟intervento propone ai ragazzi una contestualizzazione della storia industriale e sociale di Torino a cavallo del secolo e una approfondimento sulla storia di uno specifico quartiere cittadino e delle sue fabbriche. Vengono quindi esplorati sia le evoluzioni tecnologiche e lo sviluppo industriale delle imprese presentate sia gli impatti urbanistici e sociali derivanti dal fenomeno di industrializzazione analizzato.

    Destinatari:
    scuole secondarie di primo e secondo grado, docenti

    Operatori:
    Enrico Miletto, Donatella Sasso, Claudio Vercelli

    Gli incontri si sono svolti pressi gli istituti: Istituto professionale Plana (14 marzo e 15 marzo); Cpia (Centri Provinciali per l'Istruzione degli Adulti) Drovetti (8 e 31 marzo); Giulio (17 marzo e 7 aprile), Gabelli (7 aprile). Il 18 maggio si tiene un incontro di una classe del Cpia Gabelli al Polo del '900 con lezione di Enrico Miletto cui segue una visita alla sede del Polo e alla mostra Lungo un secolo.
  • Anno scolastico 2014/2015

    Conflitti e mutamenti nel Mediterraneo contemporaneo

    In collaborazione con il Ce.Se.Di.

    Destinatari:
    Docenti e studenti della scuola secondaria di secondo grado, con particolare riferimento alle classi quinte, anche in preparazione all'esame di maturità.

    Contenuti e obiettivi:
    All'interno di una più ampia riflessione sul mutamento geopolitico che ha attraversato l'area mediterranea e quella mediorientale nel secolo appena trascorso, e che oggi sembra conoscere ulteriori, repentini sviluppi, il percorso intende focalizzarsi sul significato di alcune trasformazioni politiche e sui loro effetti di lungo periodo. A tale riguardo si soffermerà su tre studi di caso che, nelle loro specificità, rimandano, non solo da un punto di vista storico, a passaggi peculiari nelle vicende della nostra contemporaneità. Di ognuno d'essi verranno forniti gli elementi per un'analisi e una valutazione di base, insieme alla proiezione di immagini e cartine, affinché i partecipanti possano acquisire una competenza in accordo con il programmi curricolari.

    Articolazione:
    La proposta prevede tre momenti differenziati, anche se in stretta connessione tra loro, poiché dedicati alla stessa tematica.
    1. Un incontro seminariale, da tenersi presso la sede del CE.SE.DI., rivolto a tutti gli insegnanti della Scuola Secondaria di Secondo Grado interessati alla tematica, particolarmente dedicato ai docenti delle discipline storico-sociali dell’anno conclusivo del ciclo scolastico, in considerazione della tematica affrontata;
    2. Una mattinata (durata 3 ore), da tenersi presso la sede del CE.SE.DI., rivolta ad un massimo di 3 classi alla volta, preferibilmente dell’ultimo anno del corso di studi, su una selezione delle tematiche proposte, che sarà definita in base agli interessi espressi dagli insegnanti richiedenti;
    3.Da una a tre lezioni, sui 3 temi proposti,rivolte a 1 / 2 classi, preferibilmente dell’ultimo anno del corso di studi, da tenersi presso gli istituti scolastici.
    4. La Prima guerra mondiale, la nascita della moderna Turchia e il genocidio armeno.
    5. La Seconda guerra mondiale e il Medio Oriente contemporaneo attraverso il conflitto israelo palestinese.
    6. Dopo la caduta del muro di Berlino: il conflitto jugoslavo e il genocidio di Srebrenica vent'anni dopo. Discipline afferenti: Storia, geografia, lettere, storia dell'arte, filosofia

    Costi:
    - La partecipazione al pomeriggio di formazione docenti è gratuita (punto1)
    - La partecipazione alle mattinate di lavoro per gli studenti presso il CE.Se.Di. prevede un costo di 80,00 euro (costo facilitato per Catalogo CE.SE.DI.), che sarà ripartito tra le scuole partecipanti (punto 2)
    - Gli incontri attivati presso le sedi degli Istituti scolastici prevedono un costo a carico delle scuole di 80,00 euro per ogni incontro di due ore programmato, (costo facilitato per Catalogo CESEDI) (punto 3)

    Adesioni:
    I docenti interessati sono pregati di far pervenire al CE.SE.DI. l’apposita scheda entro il 20 ottobre 2014

    REFERENTE per il CeSeDi
    Stefano REMELLI
    tel. 011.8613626 – fax 011.8614494
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    Referente per l’Istituto Salvemini
    Claudio VERCELLI
    tel. Istituto Salvemini 011.835223
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  • Anno scolastico 2013/2014

    Insegnare la contemporaneità. Quattro incontri seminariali sulla didattica del cambiamento

    in collaborazione con CeSeDi Centro Servizi Didattici della Provincia di Torino

    Destinatari:
    insegnati delle scuole secondarie primarie e secondarie

    Contenuti e obiettivi:
    L’insegnamento della storia e, più in generale, delle discipline umanistiche si confronta con le trasformazioni culturali e cognitive che, in forma accelerata, hanno investito il nostro Paese e, più in generale, la stessa comunità planetaria, soprattutto negli ultimi due decenni. Ad un netto incremento di informazioni e di comunicazioni parrebbe derivare una maggiore difficoltà nel riportare il senso delle cose ad un codice unitario, ovvero condiviso. Non di meno, l’attenzione verso il tempo storico ha subito una trasformazione nelle generazioni più giovani. Queste ultime paiono essere maggiormente vincolate ad un presente che non trascorre, ad una sorta di tempo senza storia, dove l’evento specifico non si correla ad altri ma rimane una singolarità a sé stante, senza connessioni di significati. Non di meno, la nozione di spazio ha subito, a più riprese, trasformazioni profonde. La sua stessa percezione è profondamente cambiata, non trattandosi di un mero riferimento ad un luogo fisico bensì ad un insieme di relazioni che situano l’individuo all’interno di un universo di significati. Come muta lo spazio altrui con il cadere delle frontiere (o il loro essere erette), così cambia quello proprio, con l’incidenza che le immigrazioni, tra i molteplici fattori del cambiamento, hanno nella rielaborazione della propria identità. Tempo e spazio subiscono le tensioni e le torsioni che lo sviluppo della virtualità ha innescato all’interno dei percorsi di comunicazione e scambio tra individui, anche se tra di loro distanti – spazialmente e culturalmente –, ma interconnessi attraverso il web. L’insieme di questi elementi, uniti ad altri ancora, inducono a ritenere che i paradigmi del mutamento e della complessità vadano opportunamente riconsiderati all’interno di una rete di significati che riescano a concepire i legami tra locale e globale, e tra particolare ed universale, nell’età del virtuale. Non si tratta di certo di interrogazioni meramente filosofiche, semmai rinviando alle parole e ai metodi di una didattica che riesca a insegnare il senso della differenza come valore, in società dove invece un aspetto non secondario del comune sentire è l’emergere di una diffusa disillusione rispetto alle attese tradite di sviluppo e prosperità, con manifestazioni di indifferenza montante. I quattro incontri, in forma seminariale, tenuti dal medesimo relatore, offriranno ai partecipanti una trattazione sistematica di questi passaggi problematici, considerati in chiave aperta, ovvero come opportunità di riflessione e lavoro sul piano didattico. Ogni incontro si avvarrà dell’uso di diapositive in power point.

    Articolazione:

    1° Incontro: tempo e tempi
    Esiste un unico tempo storico o ne coesistono di diversi? Qual è il rapporto tra passato e presente in società che faticano a tematizzare il futuro come un orizzonte interessante e promettente?

    2° Incontro: spazio e luoghi
    Cos’è lo spazio e perché va differenziato dai luoghi? Esistono nozioni molteplici al riguardo. Rinviano non solo alla geografia e alla topografia ma al modo in cui la relazioni intersoggettive sono vissute ed elaborate. Qual è la mappa del tempo presente?

    3° Incontro: mutamento e complessità
    I due capisaldi del fare storia rimandano alla stratificazione e alla interconnessione di fatti, soggetti e circostanze. Come ci si può districare in un panorama di sollecitazioni dove il bandolo della matassa, ovvero il senso delle trasformazioni, si perde in una sorta di pluralità di situazioni incomprensibili? Chi è agente della storia nell’età della globalizzazione?

    4° incontro: reale e virtuale
    Quali sono i legami tra la realtà e la virtualità? Quanto la seconda incide nella formazione dell’esperienza personale? Come si declina, oggi, l’idea di tempo storico, e di riflesso quella di identità individuale, laddove l’informazione è divenuta la merce più abbondante ma anche la più preziosa?
  • Anno scolastico 2012/2013

    Il tempo della contemporaneità. La storia dell’Ottocento e del Novecento attraverso le sue configurazioni

    In collaborazione con CeSeDi Centro Servizi Didattici della Provincia di Torino

    Destinatari:
    il triennio delle Scuole medie superiori con particolare riguardo alle classi quarte e quinte. Ècesedi_catalogo_2012 richiesta una conoscenza di base dei lineamenti della storia moderna e contemporanea.

    Discipline afferenti:
    storia, geografia, diritto, economia politica e materie giuridico-economiche, storia dell’arte, letteratura.

    Modulo:
    tre incontri in successione, possibilmente uno alla settimana, con il medesimo relatore, e rivolti ad un singolo gruppo classe.

    Obiettivi:
    il percorso didattico intende offrire agli studenti la possibilità di meglio comprendere il nesso tra processi storici ed evoluzione dell’idea cittadinanza nell’Europa tra l’Ottocento e i giorni nostri. Per tale ragione ci si soffermerà sul rapporto tra rappresentazioni iconografiche e parole chiave. Non di meno è parte del lavoro didattico lo stimolare tra i discenti un approccio maggiormente critico e riflessivo sul ricorso alla lingua e alla denominazione dei fatti condivisi o di comune rilievo, cercando di stabilire delle connessioni tra eventi generali ed esperienza individuale, a partire dalla quotidianità.

    Materiale tecnico di supporto:
    è richiesta la disponibilità di un videoproiettore e di un personal computer o, alternativamente, di un’aula Lim. Nel corso degli incontri verrà proiettato un programma di immagini in power point, tramite chiave usb. A tale riguardo si invitano gli insegnanti a sincerarsi anticipatamente dell’effettiva disponibilità e accessibilità di tale strumentazione in ambito scolastico.

    Il progetto, per i suoi peculiari caratteri, si inserisce nei settori di Storia e società contemporanea, Cittadinanza, diritti e inclusione e Comunicazione e linguaggi della programmazione CeSeDi.

    Proseguendo in una consolidata e collaudata prassi didattica il percorso intende mettere a fuoco alcuni temi fondamentali della contemporaneità, intesa come quell’arco di tempo compreso tra la Rivoluzione francese e i giorni nostri. Accogliendo l’esigenza che nelle scuole è andata da tempo manifestandosi, ossia quella di rafforzare il lessico e i significati da attribuire a parole di uso comune, ma anche di abituale ricorso nella trattazione dei temi e dei percorsi della storia, Il tempo della contemporaneità intende offrire un piattaforma di analisi di alcuni macro-argomenti che attraversano gli ultimi due secoli per arrivare a noi. L’obiettivo è di costruire intorno ad essi un senso sufficientemente condiviso. Affinché ciò possa realizzarsi occorre mettere in circuito tali termini, ovvero assumerli nel loro divenire storico, in quanto espressioni di quel senso comune che per essere inteso criticamente va tuttavia indagato nel suo complesso costituirsi. Il percorso intende mettere a fuoco, attraverso il ricorso ad alcune parole chiave dell’epoca contemporanea, formulate in coppie antitetiche, complementari o analogiche, dalla Rivoluzione francese ai giorni nostri, quale siano state le questioni e i temi che hanno caratterizzato l’età della quale siamo protagonisti e testimoni, fornendo agli studenti un sistema coerente di significati, posti in relazione con i periodi storici in cui sono andati determinandosi e affermandosi. Per raggiungere tale obiettivo si provvederà a corredare ad ogni coppia di parole delle immagini dal valore esplicativo o evocativo, dalla cui lettura critica si faranno derivare quei significati che si intendono illustrare e condividere con gli studenti.

    - Lavoro e diritti: Individuo e collettività; Libertà e giustizia sociale; Città e campagna; Sviluppo demografico e integrazione sociale; Stanzialità e migrazioni.

    - Totalitarismo e democrazia: Nazione e popolo; Ragione e mito; Razza e comunità; Opinione e comunicazione; Guerra e pace.

    - Economia e cultura: Produzione e consumo; Globale e locale; Egemonia e pluralismo; Identità e massa; Sapere e potere.
  • Anno scolastico 2011/2012

    Lessico della contemporaneità. Alcuni concetti chiave della cittadinanza e della Costituzione attraverso la storia d’Italia

    In collaborazione con CeSeDi Centro Servizi Didattici della Provincia di Torino

    Destinatari:
    il triennio delle Scuole medie superiori con particolare riguardo alle classi quarte e quinte. È richiesta una conoscenza di base dei lineamenti della storia moderna e contemporanea.

    Discipline afferenti:
    storia, geografia, diritto, economia politica e materie giuridico-economiche, storia dell’arte, letteratura.

    Ciclo di tre incontri in successione, possibilmente uno alla settimana, con il medesimo relatore, e rivolti ad un singolo gruppo classe.

    Ci sono parole di ricorso comune il cui uso ripetuto, a volte inflazionato, nel linguaggio quotidiano come in quello della comunicazione politica e sociale, fa sì che assumano significati mutevoli, nel corso del tempo, e diversificati a seconda di chi le pronuncia. Un’esigenza comune nella scuola italiana, di natura prettamente interdisciplinare, è divenuta quella di disporre di un lessico della contemporaneità che sia fondato su un senso sufficientemente condiviso. Affinché ciò possa realizzarsi occorre mettere in circuito tali termini, ovvero assumerli nel loro divenire storico, in quanto espressioni di quel senso comune che per essere inteso criticamente va però indagato nel suo complesso costituirsi. Con il termine lessico, in questo caso, indichiamo il riferimento ad alcune delle parole che costituiscono l’intelaiatura concettuale del modo in cui le società del nostro tempo pensano ad aspetti fondamentali della loro identità culturale e storica. Con la parola contemporaneità si demanda ad un arco storico che ha una sua compiutezza non solo in termini cronologici ma anche logici. Il percorso intende mettere a fuoco, attraverso il ricorso ad alcune parole chiave dell’epoca contemporanea, formulate in coppie antitetiche, complementari o analogiche, dalla Rivoluzione francese ai giorni nostri, quale siano state le questioni e i temi che hanno caratterizzato l’età della quale siamo protagonisti e testimoni, fornendo agli studenti un sistema coerente di significati, posti in relazione con i periodi storici in cui sono andati determinandosi e affermandosi. Per raggiungere tale obiettivo, che è parte sia di un percorso di storia contemporanea che di una riflessione sulla cittadinanza e i valori costituzionali, si provvederà a corredare ad ogni coppia di parole delle immagini dal valore esplicativo o evocativo, dalla cui lettura critica si faranno derivare quei significati che si intendono illustrare e condividere con gli studenti.

    • Primo incontro: L’età del mutamento (1789-1848)
    Modernità/Mobilitazione
    Emancipazione/Dipendenza
    Cittadini/Sudditi
    Costituzione/Garanzie
    Rivoluzione (attiva e passiva)/Reazione

    • Secondo incontro: L’età delle nazioni (1849-1918)
    Sviluppo/Progresso
    Libertà/giustizia
    Lavoro/Capitale
    Questione sociale/Inclusione
    Diritti/Favori

    • Terzo incontro: L’età della cittadinanza (1919-2011)
    Democrazia/Populismo
    Opinione pubblica/Comunicazione
    Uguaglianza/Uniformità
    Conflitto/Ordine sociale
    Conoscenza /Potere
  • Anno scolastico 2010/2011

    L’unità e le differenze. L’italia e le identità degli italiani in Centocinquant’anni di Storia

    in collaborazione con Centro Servizi Didattici della Provincia di Torino

    Target:
    triennio delle scuole secondarie superiori. Il progetto didattico si rivolge in particolare alle classi quarte e quinte, che svolgono nel programma didattico i temi attinenti all’arco di tempo considerato dal progetto.

    Discipline interessate:
    storia, filosofia, lettere italiane, storia dell’arte, psicologia e sociologia, economia e diritto.

    Ciclo di tre incontri, di due ore l’uno per complessive sei ore scolastiche

    A centocinquant’anni dalla conclusione degli eventi risorgimentali dai quali si originò l’Italia, la comprensione dei processi che furono all’origine del percorso che portò all’unificazione è un aspetto fondamentale per cogliere l’indirizzo assunto dalla formazione di una identità nazionale, variamente intesa e condivisa dagli italiani nel corso del tempo. Non di meno, l’analisi e la valutazione di quanto, a partire dal 1861, andò maggiormente connotando la peculiarità dello sviluppo politico, sociale ed economico del paese fino ai giorni nostri, è imprescindibile per capire cosa di compiuto e quanto di incompiuto ci è consegnato dal passato. L’obiettivo di fondo è quello di identificare continuità e discontinuità nella storia del nostro paese per meglio definire quali siano i caratteri propri dell’«essere italiani» oggi. Si tratta di un lavoro sui dati di fatto ma anche e soprattutto sulle raffigurazioni che, di volta in volta, sono state date del nostro paese, cercando di capire quali sono stati gli elementi di sintesi ma anche le differenze che hanno caratterizzato la storia unitaria, in virtù della quale ci si definisce oggi come «italiani». Per fare ciò ci si avvarrà del ricorso all’interpolazione critica di tre elementi: i luoghi, intesi non solo come elementi geografici o unità topografiche ma anche e soprattutto come ambiti simbolici, dove la coscienza collettiva ha assunto una fisionomia di lunga durata; i personaggi, individuali e collettivi, che hanno segnato, con la loro presenza, passaggi rilevanti della storia dell’Italia unita, sintetizzandone aspetti chiave nella propria fisionomia; i contesti, ossia gli eventi chiave, ma anche le situazioni peculiari, che hanno caratterizzato il proprio tempo, connotando l’evoluzione dell’idea di nazione. Per la realizzazione del percorso didattico, articolato in tre incontri, si ricorrerà all’uso di immagini e al loro commento critico. Ogni incontro sarà incentrato su una specifica unità storica, ovvero su di un lasso di tempo circoscritto, per meglio permettere agli studenti di compiere il necessario esercizio di contestualizzazione, anche in rapporto con la programma di storia.

    • Primo incontro:
    Dall’unificazione alla nazionalizzazione. La creazione di uno Stato unitario e il problema del rapporto tra élites dirigenti e società nazionale
    I luoghi: 1. la Torino risorgimentale; 2. lo Stato Pontificio; 3. le campagne; 4. le officine; 5. le trincee.
    I personaggi: 1. Giuseppe Mazzini; 2. i garibaldini ; 3. Giovanni Giolitti; 4. i contadini: 5. il fante.
    I contesti: 1 gli Appennini 2. il libro «Cuore»; 3. le campagne a latifondo; 4. Caporetto; 5. il «biennio rosso»

    • Secondo incontro:
    La nazione proletaria e lo Stato totalitario. Il popolo italiano come fascio e razza
    I luoghi: 1. Roma; 2. piazza Venezia; 3. la scuola; 4. il Mediterraneo; 5. San Sabba e Basovizza.
    I personaggi: 1. Benito Mussolini; 2. Vittorio Emanuele III; 3. lo squadrista; 4. il balilla; 5. la famiglia.
    I contesti: 1. la battaglia del grano; 2. le corporazioni; 3. la propaganda; 4. l’«Impero»; 5. l’armistizio e l’8 settembre 1943.

    • Terzo incontro:
    La difficile democrazia in una società di massa. L’Italia
    I luoghi: 1. Milano; 2. il Nord e il Sud; 3. la fabbrica; 4. la scuola di massa; 5. l’ipermercato.
    I personaggi: 1. Alcide De Gasperi; 2. Palmiro Togliatti; 3. lo studente; 4. l’operaio; 5. la classe media.
    I contesti: 1. il 25 aprile 1945 e la Liberazione; 2. la «ricostruzione»;3. l’età del «boom economico»; 4. gli «anni di piombo»; 5. «tangentopoli».
  • Anno scolastico 2009/2010

    Verso il 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Tra rappresentanza e rappresentazione. Immagini e lessico politico dell'Italia unita dal 1861 ad oggi



    In collaborazione con Centro Servizi Didattici della Provincia di Torino

    Target:
    classi del triennio delle scuole medie superiori

    Discipline interessate:
    quelle afferenti all'area umanistica

    Ciclo di tre incontri, di due ore l'uno per complessive sei ore scolastiche

    Il percorso didattico intende affrontare il rapporto tra le rappresentazioni culturali e intellettuali del paese e la sua materiale costituzione e trasformazione nel corso di centocinquanta anni di storia, ossia dal momento in cui divenne Stato unitario ad oggi. Per rappresentazioni si intendono i discorsi ricorrenti, così come le parole e le immagini in essi ripetutamente richiamate, che le élite dirigenti, a partire da quelle liberali, passando per il fascismo, per poi infine arrivare a quelle repubblicane, hanno offerto dell'Italia nelle sue diverse stagioni politiche, sociali e culturali. La natura delle rappresentazioni è quella di costruire un insieme di affermazioni di senso comune, comunemente accette da una nazione in permanentemente mutamento, transitata dalla condizione di comunità rurale a quella di società postindustriale. Tale discorso si basa su alcune parole chiave la cui ripetizione e declinazione ha "fatto gli italiani", ovvero ne ha modellato una identità condivisa, non meno di quanto gli italiani abbiano concorso a fare rilevanti aspetti del lessico politico nazionale. Ad un complesso di termini ed espressioni fondamentali, parole utilizzate comunemente nei discorsi pubblici, e ripetute attraverso gli strumenti di informazione e comunicazione di massa, verranno affiancati due ordini di immagini ricorrenti nel modo in cui il paese è stato rappresentato: il primo di esse demanda all'iconografia ufficiale (manifesti, poster, copertine di periodici) utilizzata perlopiù dalle élite dirigenti unitarie; il secondo alle fotografie di maggiore significatività ed evocatività che hanno contrassegnato i periodi storici presi in considerazione. Il sistema di presentazione delle immagini sarà binario, ovvero collegherà in ogni passaggio la presentazione di una iconografia ad una foto. Ad ogni coppia di immagini si legherà poi una parola chiave. In tal modo si intende incentivare la costruzione di nessi di significato tra percezione e cognizione. Si offrirà così agli studenti la possibilità di riflettere sull'evoluzione dell'identità nazionale nel rapporto tra gruppi dirigenti e società civile, dalla seconda metà dell'Ottocento ad oggi, adottando l'angolo visuale della peculiarità lessicale e semantica del discorso pubblico, sia politico che culturale, nelle sue diverse stagioni storiche. Per agevolare la comprensione si seguirà un percorso di natura cronologica Si tratterà quindi di un viaggio, dal 1860 ad oggi, attraverso 60 immagini complessive, organizzate in due filiere: per ognuno dei tre incontri dieci manifesti e dieci fotografie, unite tra di loro da dieci parole chiave. Complessivamente, alle 60 immagini corrisponderanno quindi trenta parole/espressioni concetto, intorno alla cui analisi si articolerà lo svolgimento del lavoro di concettualizzazione problematica dei diversi passaggi storici che hanno connotato il nostro la paese. Gli studenti verranno invitati a partecipare attivamente alle lezioni intervenendo nel merito della lettura delle immagini, in ciò sollecitati dal relatore-conduttore.

    • Primo incontro: l'Italia risorgimentale e liberale
    Dalle aspirazioni risorgimentali alla retorica unitaria: Risorgimento, libertà, sovranità, unità, alfabetizzazione, Quarto stato, officina, laicità, colonie, trincea.

    • Secondo incontro: lessico della democrazia
    Il Ventennio fascista, tra il 1922 e il 1943, dallo squadrismo alla caduta di Mussolini: Giovinezza, Nazione proletaria, Stato totalitario, patria, duce, velina, cultura popolare, virilità, razza, Impero.

    • Terzo incontro: democrazia immaginata
    Dalla lotta di Liberazione agli anni della globalizzazione: Liberazione, diritti, lavoro, Sud e Nord, Sessantotto, classi medie, informazione, mafie, immigrazione, gente.
  • Anno scolastico 2008/2009

    Verso il 150° anniversario dell'Unità d'Italia. La storia del presente: immagini della democrazia, democrazia immaginata

    In collaborazione con Centro Servizi Didattici della Provincia di Torino

    Target:
    classi del triennio delle scuole medie superiori

    Discipline interessate:
    quelle afferenti all'area umanistica

    Ciclo di tre incontri, di due ore l'uno per complessive sei ore scolastiche

    Il focus dell'attività risiede nell'attivazione di un esercizio parallelo e simultaneo: quello che intercorre tra l'identificazione di immagini significative della democrazia e la strutturazione di un lessico elementare della medesima. Si tratta di dare corpo, attraverso il sistema delle raffigurazioni iconiche, fissate dalle immagini di maggiore ricorrenza nelle quali, dal 1789 ad oggi, si è estrinsecata la rappresentazione della democrazia come forma di potere - popolare e diffuso -, a un percorso di analisi visuale e di interpretazione linguistica del materiale raffigurato.

    • Primo incontro: immagini della democrazia
    verrà presentato ai partecipanti un set variabile di foto, raffiguranti l'idea di democrazia e potere, dalla Rivoluzione francese ad oggi. A tale contesto figurativo, inteso come testo da interpretare, si affiancherà la lettura, da parte degli studenti, cercando di sviscerare e di porre in rilievo il modo di rappresentare concetti astratti attraverso simboli significativi, ovvero la loro concretizzazione in contenuti culturali socialmente condivisi, quindi produttori di consenso.

    • Secondo incontro: lessico della democrazia
    si procederà utilizzando il materiale ottenuto dalla sessione di lavoro precedente, a partire dalle parole chiave identificate e/o proposte, per sollecitare una declinazione critica dei temi da esse richiamati. Ad ogni parola verrà associata una situazione storicamente significativa (ad esempio, nel caso del suffragio universale le elezioni per la Costituente del 1946). Sarà questo il momento del lessico della democrazia poiché si concentrerà sulla concretezza dei significati contenuti in parole altrimenti astratte. Alla conclusione di questa fase, si chiederà agli studenti di svolgere una ricerca iconografica sulle fonti a loro disposizione (dal web alle riviste) riguardo ad alcune questioni di fondo emerse nel lavoro in classe.

    • Terzo incontro: democrazia immaginata
    si porrà agli studenti il problema, da affrontare e risolvere in aula, di definire con immagini proprie una ipotesi di democrazia immaginata, nella quale siano contenuti ciò che nella loro esperienza sono ritenute priorità per la democrazia del XXI secolo (ad esempio, il tema dei diritti sociali, quello dell'ambiente e così via). In tale modo si intende, di contro alla più tradizionale richiesta di "esprimersi con parole proprie", di procedere con l'uso consapevole delle immagini, desunte dal lavoro di ricerca svolto dopo la conclusione della sessione precedente. Dalla identificazione delle priorità richiamate, si procederà così alla costruzione di un piccolo dizionario della democrazia a venire.

    Quel che resta di Auschwitz. pensieri e linguaggi contro l'oblio

    Torino, 26 gennaio 2009. Convegno in occasione del Giorno della memoria 2009Auschwitz

    In occasione del Giorno della memoria 2009 è stata proposta una giornata di studi sul senso dell’«eredità di Auschwitz», in collaborazione con la Comunità Ebraica, il Goethe-Institut di Torino e altri enti, in un momento in cui gli ultimi testimoni diretti degli eventi vanno scomparendo e i temi e le modalità di trasmissione sempre più si affidano alla rappresentazione figurata e alle arti visive.

    I. Gli interrogativi di fondo Modera: Marco Brunazzi
    Stefano Levi della Torre, Tracce e turbolenze. note su quello che Auschwitz ci consegna
    Ernesto Ferrero, Primo Levi antropologo: istruzioni per il corretto uso della memoria
    Raffaella Di Castro, Dare corpo all’assenza. I testimoni del non-provato
    Luca Rastello, Il senso della catastrofe, ovvero perché quel che è successo non è mai capitato

    II. Gli strumenti e i modi Modera: Alberto Cavaglion Daniele Rocca, Le letterature infernali. Appunti sul fascismo di carta, di allora come di oggi
    Maria Teresa Milano, La nota dolente: insegnare la deportazione attraverso la musica e l’arte
    Barbara Distel, Il futuro della memoria. 65 anni dopo la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz
    Claudio Gaetani, Immagini e immaginario. il cinema nella Shoah
    Claudio Vercelli, C’è una conclusione? La storia delle memorie e i linguaggi dei silenzi

    Serata: spettacolo teatrale La Madre
    Reading tratto da Vita e Destino di Vassilij Grossman attrice: Marina Bassani, regista collaboratore: Nicola Berloffa
    Cinema Massimo, Sala 3, via Verdi 18 - Torino Sonorizzazione dal vivo del film muto Der Golem. Il Golem (P. Wegener e C. Boese, 1920).
  • Anno scolastico 2007/2008

    Esili

    Laboratorio videostorico

    In accordo con il progetto Quando la libertà è altrove del Comitato Passato e Presente, il Cesedi propone, con la consulenza scientifica e la collaborazione didattica dell’Istituto Salvemini, una serie di percorsi laboratoriali, rivolti agli studenti e ai docenti delle scuole medie superiori della città d Torino e della provincia, sui seguenti temi:
    • luoghi e immagini della memoria di microstorie d’esilio e di confino;
    • Spagna 1936-1939: esuli in guerra;
    • esuli anarchici: tra utopia e realtà;
    • da esuli a prigionieri nell’Unione Sovietica di Stalin. Attraverso il lessico delle immagini filmico-documentarie e fotografiche verranno analizzate e scrutate le microstorie d’esilio,confino e migrazione forzata di coloro che vennero travolti dalle crisi del “secolo breve”.

    Insegnare il presente: immagini della democrazia, democrazia immaginata
    Istituto di istruzione superiore Einstein
    Ciclo di lezioni con proiezioni di immagini in classe. L’articolazione del progetto Insegnare il presente: immagini della democrazia, democrazia immaginata prevede per ogni classe tre incontri di due ore l’uno per complessive sei ore scolastiche. Il focus dell’attività risiede nell’attivazione di un esercizio parallelo e simultaneo: quello che intercorre tra l’identificazione di immagini significative della democrazia e la strutturazione di un lessico elementare della medesima. Si tratta quindi di dare corpo, attraverso il sistema delle raffigurazioni iconiche, fissate dalle immagini di maggiore ricorrenza nelle quali, dal 1789 ad oggi, si è estrinsecata la rappresentazione della democrazia come forma di potere - popolare e diffuso - , a un percorso di analisi visuale e di interpretazione linguistica del raffigurato. In tale modo si intende proporre una lettura critica del divenire storico, attraverso non la rievocazione verbale o scritta, dei fatti così come delle idee, bensì nella riflessione sulla loro fissazione in un apparato simbolico capace di incidere sui pensieri collettivi.

    Interventi per le giornate della memoria e del ricordo 2007/2008

    Faenza, 15 gennaio 2007
    Seminario di Claudio Vercelli sulla figura di Etty Hillesum organizzata dall’amministrazione comunale per gli studenti e il corpo docente delle scuole cittadine.

    Galliate, 21 gennaio 2007
    Conferenza di Claudio Vercelli con Rosa Corbetto su La persecuzione delle minoranze durante il nazismo e il fascismo alla cittadinanza.

    Torino, 24 gennaio 2007
    Presentazione presso la biblioteca Geisser di Torino del volume Kalendarium (Mimesis, 2007) con la partecipazione di Claudio Vercelli, Lucio Monaco, Fiorenza Roncalli e Italo Tibaldi.

    Novi Ligure, 25 gennaio 2007
    Conferenza di Claudio Vercelli organizzata dall’amministrazione comunale per gli studenti sui temi de Il giorno della memoria.

    Vercelli, 27 gennaio 2007
    Conferenza di Claudio Vercelli per le scuole cittadine sui temi de Il giorno della memoria.

    Ivrea, 28 gennaio 2007
    Conferenza rivolta alla cittadinanza di Ivrea sui temi de Il giorno della memoria.

    Bergamo, 29 gennaio 2007
    Conferenza di Claudio Vercelli agli studenti del triennio del Liceo Mascheroni di Bergamo sui temi de Il giorno della memoria.

    Bergamo, 29 gennaio 2007
    Presentazione presso la biblioteca Tiraboschi di Bergamo del volume Kalendarium (Mimesis, 2007) con la partecipazione di Claudio Vercelli, Fiorenza Roncalli e Andrea Bienati

    Susa, 30 gennaio 2007
    Conferenza di Claudio Vercelli agli studenti del Liceo classico Rosa sui temi de Il giorno della memoria.

    Torino, 31 gennaio 2007
    Conferenza di Claudio Vercelli agli studenti dell’Istituto tecnico Luxemburg sui temi de Il giorno della memoria.

    Torino, 7 febbraio 2007
    Presentazione di Claudio Vercelli e Antonio Cassarà del cd didattico dedicato a Il treno della memoria.

    Torino, 9 febbraio 2007
    Commemorazione del Giorno del ricordo delle Foibe da parte di Marco Brunazzi alla Circoscrizione 10

    Torino, 9 febbraio 2007
    Marco Brunazzi parla sul tema “Il Giorno del Ricordo delle vittime italiane dei Territori Istrianigiuliano- dalmati”, organizzato dalla Circoscrizione 2 della Città di Torino.

    Treviglio, 16 febbraio 2007
    Commemorazione del Giorno del ricordo delle Foibe da parte di Marco Brunazzi nella Sala Consiliare della Città di Treviglio (BG).

    Susa, 28 febbraio 2007
    Marco Brunazzi commemora il Giorno del Ricordo delle Foibe davanti agli studenti del Liceo Norberto Rosa di Susa.

    Bussoleno, 14 marzo 2007
    Marco Brunazzi commemora il Giorno del Ricordo delle Foibe davanti agli studenti del Liceo Norberto Rosa di Susa, succursale di Bussoleno.

    Torino, 23 gennaio 2008
    Marco Brunazzi commemora il Giorno della Memoria al Liceo scientifico Albert Einstein.

    Orbassano, 25 gennaio 2008
    Marco Brunazzi commemora il Giorno della Memoria all’ITC Edoardo Amaldi.
  • Anno scolastico 2006/2007

    Tra due secoli. Le relazioni internazionali nell’età della transizione

    Collaborazione al progetto IL CE.SE.DI. PER LA SCUOLA

    Nell’ambito delle iniziative che il Centro di Servizi Didattici della Provincia di Torino promuove per l’anno scolastico 2006/2007 l’Istituto Salvemini ha organizzato due cicli di aggiornamento per gli insegnanti e dei percorsi formativi per gli studenti, intesi ad approfondire ed integrare la didattica curricolare.

    DESTINATARI:
    Classi del triennio della scuola media superiore di Torino e provincia.

    Modulo didattico diviso in tre incontri. Il passaggio da un mondo bipolare, con la divisione tra un occidente liberale e capitalista e un Oriente perlopiù comunista, ad un nuovo assetto dei rapporti internazionali non si è ancora concluso.

    1° incontro - Le relazioni internazionali nell’età della globalizzazione
    Cosa vuol dire, e cosa implica, il ragionare sul nostro pianeta oggi. Quali sono gli indirizzi di massima nei rapporti di forza che, dal momento del crollo del muro di Berlino e dai fatti di piazza Tien An Men ai giorni nostri, si sono determinati? Quali e quante sono le potenze economiche e politiche capaci oggi, e nel futuro prossimo venturo, di determinare equilibri e percorsi destinati ad influenzare l’umanità? Cos’è il potere oggi e chi lo detiene nel sistema delle relazioni internazionali?

    2° incontro - La storia “attuale”: il mondo tra globale e locale
    Qual è il significato di parole chiave, usate ed abusate? Esistono più rapporti tra particolare e universale; sviluppo e sottosviluppo; economia e ecologia; lavoro, impresa e finanza; identità e storia; stati, identità e religioni. Quali sono i legami tra le dimensioni locali e quella globale del nostro pianeta?

    3° incontro - Gli attori del cambiamento e le regole del gioco
    Gli stati sono gli unici soggetti della storia dei giorni nostri? Oppure ne esistono altri? Qual è la funzione delle Nazioni Unite e del diritto internazionale? Perché si ricorre alla guerra per risolvere le controversie internazionali? Cos’è il terrorismo e quali sono i problemi legati alla sicurezza? Verso quale pianeta stiamo andando?

    Immagini della storia, storia immaginata

    DESTINATARI:
    Classi del triennio della scuola media superiore di Torino e provincia.

    Modulo didattico diviso in tre incontri dedicato alla storia del Novecento europeo e alle rappresentazioni fotografiche e iconografiche che di essa si sono fatte e risultano a tutt’oggi ricorrenti. Attraverso l’esame in parallelo di parole chiave e immagini ad alto contenuto simbolico, proiettabili in aula, si è proceduto ad identificare i tratti salienti sia di un percorso storico, quello per l’appunto novecentesco, sia dei modi in cui comunemente lo si è raffigurato e viene elaborato, dai media come nel senso comune.

    1° incontro - Totalitarismi e democrazie
    La contrapposizione tra regimi democratici e regimi totalitari attraversa la storia del secolo appena conclusosi, determinandone l’indirizzo e costituendo le premesse dell’attuale ordine mondiale. Quali sono state le connotazioni più significative dei primi come dei secondi? Su quali elementi, sia su un piano ideologico e culturale che socioeconomico, si sono differenziate le esperienze storiche tra paesi liberi e dittature? Qual è l’esperienza e quali sono i significati di parole come “libertà”, “oppressione”, “resistenza”? Quali sono le immagini più significative che il Novecento ci consegna di quelle storie?

    2° incontro - Guerra e pace
    La divisione tra tempo di guerra e tempo di pace, tra confronto armato e soluzione negoziata dei conflitti è un dato periodizzante nella storia umana. Il Novecento è il secolo che si è caratterizzato per una peculiare intensità, violenza e traumaticità dell’esperienza bellica che ha coinvolto anche e soprattutto i civili. Vi è una condivisa memoria della guerra, espressasi in questi ultimi anni anche con la partecipazione alle manifestazioni pacifiste. Quali sono le rappresentazioni del conflitto armato che hanno maggiormente segnato la coscienza europea e, segnatamente, quella italiana? Cosa si ricorda della violenza bellica? Qual è il lascito culturale, di generazione in generazione, della memoria della distruzione? Quali sono le fotografie che più evocano l’idea di barbarie e quale contenuto di senso danno a tale consapevolezza?

    3° incontro - Spazio e movimento
    Le migrazioni, nell’epoca della contemporaneità, ridefiniscono i confini non solo tra società ma anche tra culture e identità. Sono un fenomeno che, dal momento in cui il bipolarismo politico che aveva caratterizzato il Novecento è venuto meno, ha conosciuto una rinnovata intensità. Del pari i fenomeni di globalizzazione hanno concorso ad abbattere barriere e linee di divisione preesistenti ma si sono accompagnati anche a una maggiore precarietà economica, sociale ed esistenziale per non poche comunità umane. Come sono rappresentati dai media questi eventi? Perché l’idea di migrazione – in sé costitutiva da sempre dell’agire degli uomini - è spesso formulata nei termini di una “invasione”? Qual è il rapporto tra lo spazio vissuto e condiviso e la percezione dell’altrui movimento, quello per l’appunto migratorio? Come gli strumenti di comunicazione concorrono a definire i fenomeni di movimento del lavoro e dei lavoratori?

    Sportello multimediale per insegnanti e studenti

    Laboratorio videostorico
    Il Laboratorio videostorico, in collaborazione con lo "Sportello Multimediale per insegnanti e studenti" del Centro di Documentazione del Cesedi, intende offrire a docenti e studenti delle scuole di ogni ordine e grado l'opportunità di poter analizzare in maniera attiva materiali filmico-documentaristici sia sul piano storico-concettuale che su quello propriamente tecnico, avvalendosi della collaborazione di esperti del settore. L’Istituto di studi storici Gaetano Salvemini partecipa per tramite della collaborazione di Claudio Vercelli.

    L'attività laboratoriale prevede:
    • la progettazione di percorsi tematici ad hoc che consentano un approccio problematico alla storia del XX secolo.
    • l'uso delle fonti documentarie intese come fonti storiche e la loro analisi critica.
    • la costruzione, la decostruzione del documentario e relative manipolazioni, riservando una particolare attenzione all'uso propagandistico che dello stesso è stato fatto nei vari sistemi tota-litari e democratici del Novecento.
    • l'analisi delle diverse rappresentazioni di uno stesso evento, la loro percezione coeva e contemporanea, l'uso improprio delle immagini e la loro manipolazione.
    • la costruzione attraverso brevi montaggi di tesine inerenti le tematiche individuate dagli studenti.
    • la predisposizione di percorsi audiovisivi interdisciplinari relativi alle aree di progetto.

    In corso d'opera sarà possibile progettare e costruire in cooperazione con studenti, insegnanti ed esperti del settore brevi cortometraggi che permettano una riflessione sulle categorie della contemporaneità e della post-modernità.
  • Anno scolastico 2005/2006

    Tra due secoli. Le relazioni internazionali nell'età della transizione

    Ciclo di lezioni svolto in collaborazione con il Centro Servizi Didattici della Provincia di Torino.

    Modulo didattico rivolto agli studenti delle scuole medie superiori, diviso in tre incontri, dedicato alle relazioni internazionali. Il passaggio da un mondo bipolare, con la divisione tra un occidente liberale e capitalista e un Oriente perlopiù comunista, ad un nuovo assetto dei rapporti internazionali non si è ancora concluso. Anzi, l’elemento che sembra dominare i rapporti tra gli attori della contemporaneità – stati, popoli ma anche imprese, gruppi economici così come culture e società – è l’incertezza riguardo ai destini dell’umanità. Che, secondo certuni, sarebbe addirittura divisa al suo interno da un lacerante “scontro di civiltà”. Profondi cambiamenti si sono verificati nell’ultimo scorcio del Novecento ed altri si prefigurano di qui a breve. Quel che pare assai poco chiaro non è soltanto l’ordine delle prospettive future ma anche il panorama odierno. Di cui si colgono alcuni elementi, senza però riuscire a ricondurli ad un insieme unitario, capace di dare intelligibilità ai processi in atto. La globalizzazione, termine oramai acquisito nello stesso linguaggio di senso comune, assume tuttavia significati diversi a seconda di quanti lo fanno proprio. Vedere il pianeta, osservarlo, in qualche modo capirlo, implica ragionare sugli strumenti e sui modi con i quali si fa tale sforzo. Così come sulle parole che si usano.

    1. Le relazioni internazionali nell’età della globalizzazione
    Cosa vuol dire, e cosa implica, il ragionare sul nostro pianeta oggi. Quali sono gli indirizzi di massima nei rapporti di forza che, dal momento del crollo del muro di Berlino e dai fatti di piazza Tien An Men ai giorni nostri, si sono determinati? Quali e quante sono le potenze economiche e politiche capaci oggi, e nel futuro prossimo venturo, di determinare equilibri e percorsi destinati ad influenzare l’umanità? Cos’è il potere oggi e chi lo detiene nel sistema delle relazioni internazionali?

    2. La storia “attuale”: il mondo tra globale e locale
    Qual è il significato di parole chiave, usate ed abusate? Esistono più rapporti tra particolare e universale; sviluppo e sottosviluppo; economia e ecologia; lavoro, impresa e finanza; identità e storia; stati, identità e religioni. Quali sono i legami tra le dimensioni locali e quella globale del nostro pianeta?

    3. Gli attori del cambiamento e le regole del gioco
    Gli stati sono gli unici soggetti della storia dei giorni nostri? Oppure ne esistono di altri? Qual è la funzione delle Nazioni Unite e del diritto internazionale? Perché si ricorre alla guerra per risolvere le controversie internazionali? Quali sono le risorse materiali ed umane destinate a contare d’ora innanzi? Soprattutto, verso quale pianeta stiamo andando?

    Gli incontri, pur contemperando richiami ad elementi di storia contemporanea, costituiscono un percorso nel merito delle relazioni internazionali, sia come disciplina di studio che come ambito di riflessione nel merito delle problematiche relative all’educazione alla interculturalità e alla interdipendenza.
    Tre incontri, in successione, della durata di due ore scolastiche l’uno. Per ognuno d’essi è prevista la presenza in classe di un operatore didattico con funzione docente.

    Immagini della storia, storia immaginata

    Ciclo di lezioni svolto in collaborazione con il Centro Servizi Didattici della Provincia di Torino

    Modulo didattico rivolto agli studenti delle scuole medie superiori, diviso in tre incontri in consecutiva, dedicato alla storia del Novecento europeo e alle rappresentazioni fotografiche e iconografiche che di essa si sono fatte e risultano a tutt’oggi ricorrenti. Attraverso l’esame in parallelo di parole chiave e immagini ad alto contenuto simbolico, proiettabili in forma di diapositiva in aula, si procederà ad identificare i tratti salienti sia di un percorso storico, quello per l’appunto novecentesco, sia dei modi in cui comunemente lo si è raffigurato e viene elaborato, dai media come nel senso comune. Per ogni incontro si procederà alla presentazione e alla visione di dieci immagini chiave, capaci di racchiudere un insieme di significati, commentate nelle loro implicazioni storiche.

    1. Totalitarismi e democrazie
    La contrapposizione tra regimi democratici e regimi totalitari attraversa la storia del secolo appena conclusosi. Determinandone l’indirizzo e costituendo le premesse dell’attuale ordine mondiale. Quali sono state le connotazioni più significative dei primi come dei secondi? Su quali elementi, sia su un piano ideologico e culturale che socioeconomico, si sono differenziate le esperienze storiche tra paesi liberi e dittature? Qual è l’esperienza e quali sono i significati di parole come “libertà”, “oppressione”, “resistenza” e così via rispetto alle concrete situazioni nelle quali individui e gruppi di individui hanno dovuto scegliere del loro destino, spesso in condizione di costrizione e coazione? Quali sono le immagini più significative che il Novecento ci consegna di quelle storie?

    2. Guerra e pace
    La divisione tra tempo di guerra e tempo di pace, tra confronto armato e soluzione negoziata dei conflitti è un dato periodizzante nella storia umana. Il Novecento è il secolo che si è caratterizzato per una peculiare intensità, violenza e traumaticità dell’esperienza bellica che ha coinvolto, a pieno titolo, anche e soprattutto i civili. Vi è una condivisa memoria della guerra, espressasi in questi ultimi anni anche con la partecipazione alle manifestazioni pacifiste. Quali sono le rappresentazioni del conflitto armato che hanno maggiormente segnato la coscienza europea e, segnatamente, quella italiana? Cosa si ricorda della violenza bellica? Qual è il lascito culturale, di generazione in generazione, della memoria della distruzione? Quali sono le fotografie che più evocano l’idea di barbarie e quale contenuto di senso danno a tale consapevolezza?

    3. Spazio e movimento
    Le migrazioni, nell’epoca della contemporaneità, ridefiniscono i confini non solo tra società ma anche tra culture e identità. Sono un fenomeno trasversale alla storia dell’uomo che, dal momento in cui il bipolarismo politico che aveva caratterizzato il Novecento è venuto meno, hanno conosciuto una rinnovata intensità. Del pari i fenomeni di globalizzazione hanno concorso ad abbattere barriere e linee di divisione preesistenti ma si sono accompagnati anche a una maggiore precarietà economica, sociale ed esistenziale per non poche comunità umane. Come sono rappresentati dai media questi eventi? Perché l’idea di migrazione – in sé costitutiva da sempre dell’agire degli uomini - è spesso formulata nei termini di una “invasione”? Qual è il rapporto tra lo spazio vissuto e condiviso e la percezione dell’altrui movimento, quello per l’appunto migratorio? Come gli strumenti di comunicazione concorrono a definire i fenomeni di movimento del lavoro e dei lavoratori?

    Tre incontri, in successione, della durata di due ore scolastiche l’uno. Per ognuno d’essi è prevista la presenza in classe di un operatore didattico con funzione docente che, accompagnandosi alle immagini, commenterà i percorsi di senso storico e culturale racchiusi nei singoli titoli. E’ richiesta la disponibilità in loco, per parte delle scuole che intendono partecipare al percorso didattico, del seguente materiale tecnico. Un computer portatile in grado di supportare e leggere un programma in power point, un proiettore collegato al computer e uno schermo o una parete chiara adattabile a tale funzione.

    Laboratorio videostorico

    Attività laboratoriale svolta per tutta la durata dell’anno scolastico 2005/2006 presso il Cesedi di Torino II Laboratorio videostonco, in collaborazione con lo "Sportello Multimediale per insegnanti e studenti1' del Centro di Documentazione del Cesedi, intende offrire a docenti e studenti delle scuole di ogni ordine e grado l'opportunità di poter analizzare in maniera attiva materiali filmico-documentaristici sia sul piano storico-concettuale che su quello propriamente tecnico.

    L'attività laboratoriale prevede:
    • la progettazione di percorsi tematici ad hoc che consentano un approccio problematico alla storia del XX secolo.
    • l'usa delle fonti documentarie intese come fonti storiche e la loro analisi critica-
    • la costruzione, la decostruzione del documentario e relative manipolazioni, riservando una particolare attenzione all'uso propagandistico che dello stesso è stato fatto nei vari sistemi totalitari e democratici del Novecento.
    • l'analisi delle diverse rappresentazioni di uno stesso evento, la loro percezione coeva e contemporanea. l'uso improprio delle immagini e la loro manipolazione.
    • la costruzione attraverso brevi montaggi di tesine inerenti le tematiche individuate dagli studenti.
    • la predisposizione di percorsi audiovisivi interdisciplinari relativi alle aree di progetto.
    In corso d'opera sarà possibile progettare e costruire in cooperazione con studenti, insegnanti ed esperti del settore brevi cortometraggi che permettano una riflessione sulle categorie della contemporaneità e della post-modernità.

    Il Laboratorio curato è realizzato e coordinato dal Cesedi con la collaborazione dell’Istituto di studi storici Salvemini.

    Immagini del pregiudizio. Viaggio nell'intolleranza moderna

    Ciclo di quattro incontri, articolati tra il Giorno della memoria e la Giornata del ricordo, promosso dalla Seconda Circoscrizione della Città di Torino con l'Istituto di studi storici Salvemini.

    venerdì 27 gennaio 2006 Nel Giorno della memoria. L'omicidio di stato e le politiche razziste

    venerdì 3 febbraio 2006 Le dinamiche stanche del pregiudizio razziale e i problemi odierni

    venerdì 10 febbraio 2006 Nella Giornata del ricordo. Dall'odio antislavo all'avversione contro gli italiani

    venerdì 17 febbraio 2006 Imparare a distinguere, imparare a capire. Le diverse forme del pregiudizio

    Relatori: Marco Brunazzi e Claudio Vercelli
  • Anno scolastico 2004/2005

    La costruzione della realtà. Sguardi non convenzionali sulla guerra

    Ciclo di incontri e di iniziative didattiche per la docenza e la discenza promosso in collaborazione con la Fondazione Italiana per la Fotografia.

    Il progetto didattico, che si avvale della partecipazione sinergica di due enti, l’Istituto di Studi Storici Gaetano Salvemini e la Fondazione Italiana per la Fotografia, nasce dalla necessità, più che mai attuale, di sollecitare nelle giovani generazioni la propensione a riflettere criticamente e analiticamente sull’immagine della guerra, così come è stata rappresentata da alcuni media, in particolare con la fotografia e nel cinema. L’obiettivo che il progetto si prefigge è di offrire, a quanti ne fruiranno, una maggiore capacità di fare propria una lettura critica delle rappresentazioni prevalenti, e comunemente veicolate dai media, delle situazioni di tensione, confronto e scontro armato. A tal guisa intende soffermarsi sull’indagine relativa alla natura e all’uso delle fonti, così come sui criteri di interpretazione del modo di “fare immagine” nel caso di un evento bellico. La prima implementazione si è avuta per l’anno scolastico 2003/2004 presso l’Istituto di istruzione Superiore Bodoni di Torino.

    Permanenza del mito fascista nella società post-moderna Ciclo seminariale di incontri e proiezioni e percorso sperimentale di ricerca filmico-documentaristica

    Progetto formativo e didattico, condotta da Giancarlo Dellosta e Claudio Vercelli, rivolto agli appartenenti al mondo delle scuola ed esercitanti funzioni di docenza ma aperto anche al pubblico non professionale. Si tratta, seguendo una traccia preordinata, di costruire con i partecipanti un percorso di significati adottando una serie di strumenti interpretativi di natura interdisciplinare. Il tema di fondo è costituito da il mito tra storia, esperienza e identità: il “fascino” del fascismo come persistenza di alcune categorie mentali e subculturali nella società contemporanea. Il focus sarà dato dalla produzione cinematografica ed in particolare da alcuni prodotti di fiction dei quali si farà una visione, una successiva lettura critica con smontaggio e rimontaggio. L’attività laboratoriale sarà costituita dalla visione, analisi, smontaggio e dalla lettura critica di alcune pellicole di fiction di e sul nazismo e sui fascismi tra le quali le opere di Leni Riefenstahl, Volker Schloendorff ed altri ancora.

    Martedì 11 gennaio 2005
    La geometria del potere: Leni Rienfenstahl

    Martedì 25 gennaio 2005
    La ricerca della purezza e il mito del Paradiso perduto

    Mercoledì 16 febbraio 2005
    Il corpo della nazione e quello degli individui

    Giovedì 24 febbraio 2005
    La razza e la società tedesca

    Martedì 15 marzo 2005
    La comunità di stirpe e il suo rinnovamento

    Martedì 22 marzo 2005
    Un popolo, un Reich e un Führer

    Martedì 12 aprile 2005
    Una nazione in movimento

    Martedì 3 maggio 2005
    La neolingua del totalitarismo

    Martedì 17 maggio 2005
    Frammenti di un passato che non passa

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RICORDO DI RENZO FRIOLOTTO


 

di Marco Brunazzi

A vederlo passare così alto, magro, la lunga barbetta grigia stretta ma non appuntita, il passo un po’ strascicato, Renzo Friolotto poteva forse far pensare al “cavaliere dalla triste figura”. Quel Don Chisciotte di cui lui aveva certo ereditato la passione per ideali altissimi da inseguire senza posa, tenace e determinato, per tutta la vita, indifferente agli scetticismi di chi non saprà mai avere un sogno. Ma, appunto come il grande hidalgo, non solo sul piano intellettuale, ma nella concretezza di scelte che scandiscono una intera esistenza e che si affrontano sempre, per difficili e ardue che siano.

Aveva novantadue anni Renzo, ma come i veri intellettuali l’età non aveva affatto affievolito lucidità e inesausta capacità critica. Studioso attento e sensibile, non cessava di interrogarsi senza posa sulla storia e sui rapporti sociali e sul senso dell’esperienza umana alla luce di una idea di lavoro ben più alta di quella oggi corrente. Non certamente per lui il lavoro era l’odierna povera merce e pure deprezzata, ma anzi la forma storica e antropologica dell’inverarsi della dignità della persona. Per lui infatti l’intera vita era lavoro, e il tempo “libero” doveva essere il tempo del lavoro libero, o meglio liberato, ma prima ancora dalle servitù interiori che da quelle esteriori. Quello delle umane incombenze che fanno di un uomo un uomo, comprese e a partire proprio dalle più umili, quelle delle donne che lavano e stirano e cucinano e hanno cura degli altri. Poiché infatti il lavoro non è spazio di vita asservita da un potere altrui, ma spazio di vita riconquistato alla pienezza stessa della vita. Il limite creaturale che si rovescia quindi, nel lungo percorso evolutivo tracciato a inizio Novecento dal suo amato Teilhard de Chardin, in divina cooperazione creatrice.

La sua originaria scelta di farsi prete e poi prete operaio, in una parrocchia torinese dove l’egemonia culturale del “padrone” era palpabile e riconoscibile nei visi attoniti di chi seguiva le sue omelie nette e coraggiose, lo portò infine alla dolorosa decisione di abbandonare quel ruolo. Una funzione e una veste per lui ancora troppo strette da logiche gerarchiche e opportunismi morali comunque insopportabili. Nacque così il lungo sodalizio con l’impegno sindacale, che non per caso si orientò sul più piccolo dei sindacati confederali, la UIL. Quella UIL che a lui pareva forse più sensibile alla difficile convivenza tra urgenza di giustizia sociale e difesa a oltranza della libertà, personale non meno che collettiva e che la peculiare cifra della laicità rendeva più rassicurante per chi, come lui, veniva da esperienze inevitabilmente segnate da influenze clericali, piuttosto che genuinamente ecclesiali.

Ma Renzo aveva anche passione, pur non accademica, di storico. Fu lui a porre mano alla costruzione dell’archivio storico del sindacato, emblematicamente lavorando accanto ad una illustre profuga cilena, quella Carmen Ansaldi che aveva fatto parte del governo di Salvador Allende. 
Continuava a studiare, a scrivere, a discutere, pur nel rigore di un quotidiano lavoro di umile e paziente ricerca di quelle carte ormai ingiallite che recavano l’orma lieve di anni di fatiche e di speranze e di lotte e di sofferte passioni civili. Amava parlare dei grandi temi della contemporaneità e si sforzava di interpretarli alla luce di un disegno più alto, che sapesse comprenderli e in qualche modo trascenderli. 

Parlava con quella voce un po’ roca di dignitosa senilità, in quel suo modo chiaro e senza edulcoranti eufemismi, teso non a compiacere l’interlocutore, ma a capirlo e a farsi capire.

Ora che se ne è andato, resta il rimpianto di averlo visto sofferente, ma mai domo, in quel suo letto d’ospedale che sembrava quasi troppo corto per lui. 
Ora che te ne sei andato, caro Renzo, dolce e severo Don Chisciotte, lasciaci la speranza, a noi opachi e presuntuosi Sancio Panza, di trovare sempre la volontà e la forza di seguirti. Che anche noi, come tu hai sempre fatto, si provi a continuare la tua ostinata battaglia contro quei terribili mulini a vento. Che tu però sapevi riconoscere, dissimulati dalle convenienze e dalle imposture, per quello che erano. I feroci giganti che in ogni tempo cercano implacabilmente di spegnere la scintilla divina nell’umano e di stritolarne poi l’inerme memoria.

 
 
 

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Ultima modifica: 25 maggio 2018

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